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Dalle stelle alle stalle: per il sosia di Jamie Vardy è finita la pacchia

Ricordate Lee Chapman, ventinovenne impiegato delle poste improvvisamente divenuto una star a causa della sua somiglianza con l’attaccante rivelazione della Premier League Jamie Vardy, il bomber che ha trascinato clamorosamente Ranieri ed il Leicester sul tetto d’Inghilterra?

Bene, oggi le cose per lui sono decisamente cambiate. I tempi in cui il vero Vardy, che guadagna 45,000 sterline a settimana, e tanti tifosi inglesi si concedevano felici per delle foto con Lee, che invece riceve dal suo lavoro come postino 16,000 sterline all’anno, sembrano ormai soltanto un lontano ricordo.

Dopo l’incredibile vittoria delle Foxes, infatti, è giunto Euro 2016 a rovinare i piani e la vita di Chapman, che ormai stava facendo dell’attività di sosia un vero e proprio lavoro, avendo deciso addirittura di prendersi sei mesi di stop dal suo impiego alla Royal Mail per intraprendere la carriera di ‘doppione’ di Jamie Vardy.

Nella rassegna francese, la nazionale allenata da Roy Hodgson, del quale oggi la federazione inglese è alla disperata ricerca di un sostituto, ha riportato una clamorosa eliminazione contro la cenerentola Islanda, che ha fatto sognare tanti appassionati di calcio e non solo.

Tra questi, di certo, non i calciofili del paese guidato dalla Regina Elisabetta, letteralmente imbufaliti per l’ennesima avventura da dimenticare della propria selezione alla Fase Finale di una manifestazione di rilievo.

Dopo l’eccellente stagione disputata, Jamie Vardy ha fatto parte della spedizione inglese in terra transalpina e anche lui non è stato risparmiato dalle critiche una volta che i Tre Leoni si sono trovati sbattuti fuori dall’Europeo dalla piccola nazionale nordica.

Cosa c’entra Lee Chapman in tutto ciò? A suo modo di dire, l’eliminazione dell’Inghilterra da Euro 2016 ha sconvolto anche la sua vita. Coloro che prima lo idolatravano per le strade del paese e gli chiedevano un selfie, infatti, oggi lo ricoprono di insulti non appena lo incontrano.

A partire da quella, per lui maledetta, serata di giugno, Chapman si dice ormai preoccupato anche soltanto di uscire dalla propria abitazione. Non solo le strade, però, pure internet è diventato un posto invivibile per il postino, con fiumi di insulti online e tanta gente che gli ha scritto di augurarsi addirittura la sua morte.

Il ragazzo sta dunque ora pensando di terminare la propria carriera come sosia di Vardy, nonostante gli alti compensi ricevuti; basti pensare che per un’apparizione il buon Lee si porta di solito a casa ben 250 sterline.

Chapman, in merito alla delicata situazione, ha affermato: “Quando il Leicester ha vinto il campionato ero al settimo cielo, tutti amavano Vardy e mi riempivano di complimenti senza che avessi fatto nulla. Oggi, invece, dopo il pessimo Europeo, è diventato un inferno. Eppure io ho solo visto la squadra in tv come ogni altro tifoso”.

La fama per lui giunse dopo un video girato fuori dal King Power Stadium, impianto dove il Leicester gioca le proprie partite interne, che colse il volto di Chapman. In breve tempo, molti utenti lo battezzarono come il ‘sosia di Vardy’ e Chapman decise di sfruttare la situazione per rimpinguare le proprie casse, oltre che per divertirsi e conoscere anche personalmente il vero Vardy sul pullman della squadra durante i festeggiamenti per il titolo.

Il ventinovenne, ricordando quei bei momenti, ha detto: “E’ stato semplicemente pazzesco. Tutto d’un tratto ognuno voleva un selfie con me ed io sono finito addirittura sul bus della squadra per festeggiare con i ragazzi.”

A partire dall’ascesa al successo, Lee e la sua fidanzata Sarah Baker non potevano neppure più recarsi a fare la spesa o a fare un giro nel centro della città: “Non ero più in grado di mettere piede da Tesco. Il direttore mi fermava e mi chiedeva di partecipare ad eventi benefici nel supermercato.

Tutto, però, ormai è cambiato a sentire Lee Chapman. Diversi sconosciuti gli hanno inviato messaggi di insulti ma qualcuno si è spinto anche oltre, all’eccesso, creando un fotomontaggio con Chapman che tiene un cartello in mano con la scritta ‘Sono un pedofilo.

E’ difficile andare avanti così ma sto cercando di prenderla nel verso giusto, aspettando la nuova stagione e che tutto svanisca”.

Alcune persone si aggirano addirittura nei pressi della casa del ragazzo a tarda sera per provare a sbirciare dalle finestre dell’abitazione. In tutto ciò, la compagna di Chapman rimane vicina al proprio uomo, sempre convinta che questi abbia fatto la scelta giusta a cavalcare l’onda della popolarità.

In conclusione, Lee ha sentenziato: “Questo è il brutto lato dell’essere un sosia. Tutti ti amano quando il tuo alter ego è un eroe ma quando non segna diventi un pedofilo. Di certo non posso controllare come giocherà Vardy. Io sono solo un ragazzo normale con una vita normale. Eppure qualcuno sembra non capirlo.

Sarà meglio tornare alle poste, caro Lee?

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Matteo Luciani
A cura di

Nato a Roma sul finire degli anni Ottanta, dopo aver conseguito il diploma classico tra gloria (poca) e insuccessi (molti di più), mi sono iscritto e laureato in Lingue e Letterature Europee e Americane presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata. Appassionato, sin dall'età più tenera, di calcio, adoro raccontare le storie di “pallone”: il processo che sta portando il ‘tifoso’ sempre più a diventare, invece, ‘cliente’ proprio non fa per me. Nel 2016, ho coronato il sogno di scrivere un libro tutto mio ed è uscito "Meteore Romaniste”, mentre nel 2019 sono diventato giornalista pubblicista presso l'Ordine del Lazio

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