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Dalla Svizzera con furore: quando il Bob parla italiano

Torniamo ad occuparci di sport da budello intervistando questa volta Damiano Bregonzio, Presidente del Bob Club delle Svizzera Italiana, giovane sodalizio che si occupa dell’attività di Bob e Skeleton nel Canton Ticino e nei Grigioni.

Come nasce il Bob Club della Svizzera Italiana?

Le origini del BCSI sono nel Bob Club Lugano, fondato e sempre presieduto da Elvio Giani. Nato un po’ per gioco e un po’ per passione alla fine degli anni Settanta, si è trasformato nel tempo  in un punto di riferimento importante per i piloti svizzeri, attratti forse dal fatto che  noi latini sapevamo coniugare meglio il lavoro  e lo svago rispetto ai club di Zurigo o Basilea. I più importanti e conosciuti fra loro sono stati Ralph Pichler, campione svizzero e due volte mondiale nel bob a due nel 1983 e nel 1987 e Silvio Giobellina, campione mondiale nel bob a quattro nel 1982 e bronzo olimpico nel 1984 a Sarajevo. Anche il Principe Alberto di Monaco negli anni Ottanta mosse i suoi primi passi da bobbista nel club di Lugano.

Quando Elvio Giani, che nel frattempo era anche diventato mio suocero, è venuto a mancare nel 2009 abbiamo organizzato nel 2010 il Memorial a lui intitolato e ci siamo anche noi appassionati, in sei abbiamo fatto la patente da pilota e abbiamo rifondato il club nel 2011.

La stessa Federazione Svizzera ci ha però consigliato di chiamarci Bob Club della Svizzera Italiana per avere un unico punto di riferimento per l’attività nelle zone in lingua italiana. Al momento siamo il  club in Svizzera che ha più giovani, visto che la nostra filosofia è quella di sostenere al massimo i ragazzi piuttosto che i campioni affermati che hanno già l’appoggio degli sponsor e quello diretto della Federazione, siamo anche il terzo gruppo come importanza all’interno della Federazione Svizzera alle spalle solo dei sodalizi di  Sankt. Moritz e Basilea.

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Quali sono le vostre attività attuali?

Abbiamo nelle nostre fila una quindicina di giovani che vogliamo sostenere al massimo e due piloti senior. In Svizzera c’è una sola pista, quella di Sankt Moritz, dove è giocoforza venire ad allenarsi e dove si svolgono le gare di Coppa Svizzera. Collaboriamo con il team di Beat Hefti, quattro volte medagliato alle Olimpiadi e 5 ai Mondiali di cui una d’oro, e due volte vincitore della Coppa del Mondi di Bob a Due, che sta ora investendo molto sui giovani e grazie a lui stiamo facendo un salto di qualità. Ci occupiamo anche di Skeleton, grazie soprattutto a Philippe Vendel, un veterano della nazionale che ci aiuta  anche come istruttore.

A quali competizioni prendete parte?

Alla Coppa Svizzera, che si compone di 9/10 gare durante l’anno e naturalmente al Campionato svizzero, andiamo inoltre ogni anno a fare un camp di allenamento sulla pista olimpica di InnsbruckKonigsee al termine della quale c’è sempre una gara internazionale cui partecipiamo. L’obiettivo è essere presto convocati per qualche gara di Coppa Europa. In campo femminile gareggiano per noi, nel bob, due ragazze che hanno ottenuto la patente di pilota lo scorso anno.

Avete collaborazioni con società di altri sport?

Sì per reperire frenatori c’è un certo interscambio  con società di atletica leggera, basket e con l’Hockey Club Lugano. Per chi pratica l’atletica, che ha più difficoltà nel periodo invernale, è anche un ottimo modo per potersi allenare nei mesi più freddi.

Che rapporti ci sono con la Federazione Svizzera?

La Federazione ci sostiene adeguatamente e ha creato un ottimo team che segue i giovani, nutriamo quindi la speranza di tornare in pochi anni ai vertici mondiali del movimento, anche se piloti come Rico Peter stanno mantenendo anche in questi anni la Svizzera ai vertici del movimento.

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Ci sono collaborazioni con aziende di altro settore per la costruzione dei bob?

Nel monobob, disciplina che da la possibilità già intorno ai 15 anni di iniziare l’attività era all’inizio costruito dall’italiana Podar, da qualche hanno la svizzera Sauber, team presente nella Formula Uno sta realizzando monobob. Sono molte le aziende automobilistiche che si occupano di costruire Bob, ad esempio quelli della nazionale italiana sono costruiti in collaborazione con la Ferrari.

Che momento è per gli sport invernali in Ticino?

Gli sport invernali in Ticino sono da sempre in auge, Lara Gut sta aiutando molto a rilanciare lo sci, ci sono club di Curling e le storiche squadre di Hockey, Lugano e Ambri Piotta. Importantissimi sono gli sponsor grazie ai quali si riesce ad investire e sviluppare le attività, come del resto è ormai in tutto il mondo. E nel mondo intero, non solo in Svizzera dove sono sport nazionale, l’interesse per gli sport della neve e del ghiaccio cresce, in occasione dei prossimi Mondiali di Sci Alpino a Sankt Moritz per esempio, avrò la possibilità di seguire come manager locale quattro atleti della Nazionale di sci dell’India, paese che fino a pochi anni fa era impensabile immaginare impegnato nel mondo delle discipline invernali.

Ringraziamo il Presidente Damiano Bregonzio per averci accompagnato alla scoperta del Bob Club della Svizzera Italiana, all’interno di un mondo, quello degli sport da budello, tanto affascinante quanto poco conosciuto.

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A cura di

Francesco Beltrami nasce 55 anni fa a Laveno sulle sponde del Lago Maggiore per trasferirsi nel 2007 a Gozzano su quelle del Cusio. Giornalista, senza tessera perché allergico a ogni schema e inquadramento, festeggerà nel 2020 i trent'anni dal suo primo articolo. Oltre a raccontare lo sport è stato anche atleta, scarsissimo, in diverse discipline e dirigente in molte società. È anche, forse sopratutto, uno storico dello sport, autore di diversi libri che autoproduce completamente. Ha intenzione di fondare un premio giornalistico per autoassegnarselo visto che vuol vincerne uno e nessuno glielo da.

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