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Dalla Lodigiani al Trastevere: alla ricerca della terza squadra della Capitale

Era il 5 giugno del 1994 e io avevo quasi 12 anni, ero già fissato col calcio e ricordo come fosse ora che entrai in uno Stadio Olimpico gremito di gente ad assistere al play-off di Serie C1 tra Lodigiani e Salernitana. La partita finì 1-1, risultato che però venne annientato dal 4-0 a favore dei campani nella gara di ritorno.

Quello fu il momento più alto della storia della Lodigiani, che poi fu in grado di conservare la categoria per qualche anno, fino a quando non fu acquisita dai proprietari della Cisco che la fecero diventare prima Cisco Roma e successivamente Atletico Roma. Quest’ultima termina la sua attività nel 2011, portandosi dietro anche i ricordi di quella che, probabilmente, è stata l’unica vera terza squadra della capitale, almeno negli anni del calcio “moderno”.

Ricordo nitidamente la gente che il sabato andava al Flaminio a vedere la Lodigiani, sempre 1500/2000 persone e lo spirito che animava il club, con la voglia di unire l’esperienza di calciatori più maturi a giovani da lanciare. Solo per fare qualche nome, ci ricordiamo delle esperienze con la maglia della Lodigiani di David Di Michele, Luca Toni, Roberto Stellone, Christian Terlizzi, tutti calciatori che hanno poi fatto una carriera importante.

Nell’ultimissimo periodo altre due realtà si sono proposte per il ruolo di terzo polo calcistico di Roma: la Lupa Roma e la Racing Roma. Ma, non me ne vogliano, entrambe non riescono a scaldare più di tanto il cuore degli appassionati romani ed entrambe in realtà hanno le proprie radici fuori Roma.

Il legame tra Roma e la Lupa Roma è un fatto recente, infatti la società nasce come Lupa Frascati, storico club dei castelli romani che, appunto nel 2013, si è trasferita nella capitale cambiando denominazione.

La storia della Racing Roma è ancora più recente, in quanto frutto dell’acquisizione estiva, da parte del presidente Pezone, di quella che era la Lupa Castelli Romani che già dal nome fa intendere una radice non propriamente capitolina. Tra l’altro, la storia, in assoluto, della Lupa Castelli Romani è molto giovane ed è facilmente ricostruibile; infatti dopo essersi costituita ed aver acquisito il titolo di Eccellenza nel 2013/2014 ed aver vinto il campionato, si sono ripetuti la stagione successiva in Serie D, determinando uno storico e inaspettato passaggio al professionismo. L’impatto con la Lega Pro non è stato dei migliori, con una stagione, quella passata, che si è conclusa all’ultimo posto in classifica ed una retrocessione sul campo convertitasi poi in un ripescaggio.

Da un punto di vista dei risultati sportivi, entrambe le società hanno fatto cose egregie negli ultimi anni. Il primo anno di Lega Pro della Lupa Roma è stato vissuto con entusiasmo ed ha portato ad una salvezza meritata e non particolarmente sofferta. La stessa Lupa Castelli Romani, ora Racing Roma, è stata protagonista di due promozioni consecutive, dall’Eccellenza alla Serie D e dalla D alla Lega Pro.

Da un punto di vista dell’affezione da parte del pubblico non possiamo dire certo che abbiano ricevuto grande sostegno. Nell’ultima stagione la Lupa Roma ha avuto una media di poco più di 700 spettatori a partita mentre la Lupa Castelli Romani di circa 150. Entrambe, però, non giocavano i loro match casalinghi a Roma. La Lupa Roma, che oggi gioca a Tivoli, era di casa ad Aprilia e la Lupa Castelli Romani a Rieti. Anche questo, probabilmente, ha inciso sulla relativa freddezza nei confronti di queste due realtà calcistiche.

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Nel frattempo, però, nel cuore di Roma si sta facendo strada una squadra che prende il nome di uno dei rioni storici della capitale: il Trastevere. Questa società, fondata addirittura nel 1909, può fregiarsi di essere stato il primo club di Francesco Totti. Purtroppo anche le vicende legate al Trastevere sono state alterne e solo nel 2012, grazie all’attuale presidente Pier Luigi Betturri, la società è riuscita ad ottenere una solidità e una progettualità che oggi la portano ad essere in testa nel girone H di Serie D e a sognare di entrare nel professionismo. La sensazione che proprio la squadra del rione possa diventare la terza forza calcistica di Roma è forte. Soprattutto nell’ultimo periodo si è mosso un grande entusiasmo intorno al Trastevere, in parte per i risultati sportivi e in parte per il fatto di aver creato un buon movimento giovanile con tanti ragazzini della scuola calcio che ogni domenica vanno a seguire la prima squadra in quello che è stato ribattezzato “Trastevere Stradium”, un piccolo impianto immerso nel verde di uno storico parco romano: Villa Doria Pamphili.

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Il Trastevere è anche la squadra di Mister Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, che prima ha vinto il campionato di Eccellenza 2014/2015 e poi ha raggiunto una salvezza abbastanza tranquilla nella stagione scorsa in Serie D. Il legame tra il Trastevere e Amatrice è forte. I ragazzi di Mister Pirozzi proprio ad Amatrice hanno svolto il ritiro estivo, alloggiando nell’Hotel Roma e togliendosi la soddisfazione di battere l’Ascoli in amichevole. Il Mister, impegnato con la ricostruzione del suo comune, ha lasciato la panchina al suo vice, Aldo Gardini, che sta stupendo tutti con un calcio brillante e solido ed un ottimo mix tra calciatori che hanno già maturato esperienze nel professionismo, come il capitano Paolacci, Mastromattei, Fatati, Pagliaroli, Massella, Tajarol e ragazzi giovani con tanta fame di arrivare come i ’96 Panico, Riccucci, Lorusso, i ’97 Pasqui, Losi e Vendetti e i ’98 Radaelli (appena convocato in Rappresentativa di Serie D), Ceccucci e Fiorini.

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Gli ingredienti per una bella storia di calcio ci sono tutti e la speranza degli appassionati romani è che si possa avere stabilmente nel professionismo una realtà alternativa a Roma e Lazio, che sia magari in grado di dare nuova vita allo Stadio Flaminio, forse l’unico vero stadio “da calcio” che abbiamo nella capitale, salvandolo dalla condizione di degrado in cui è stato abbandonato.

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