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Dalla Champions a “Ultimo” della Premier: ascesa e caduta di Rafa Benitez

25 Maggio 2005, con una rimonta al limite dell’impossibile ai danni del Milan, il Liverpool di Rafa Benitez diventa campione d’Europa. Si avete letto bene l’allenatore dei Reds era proprio Rafa Benitez. Lo stesso allenatore che oggi i bookmakers inglesi danno come favorito ad essere il primo allenatore ad essere esonerato dal proprio club, il Newcastle, in Premier League. Un primato tutt’altro che lusinghiero per un manager che ha centrato al primo colpo la promozione in Premier con i geordies. Allora, cosa è successo in questi 12 anni per far diventare Benitez un allenatore così poco stimato?

Eppure, tralasciando il suo palmarés prima del 2005, la bacheca di Benitez anche dopo il trionfo di Istanbul e a dir poco di tutto rispetto: Fa Cup e Supercoppa Europea con il Liverpool, Supercoppa Italiana e Mondiale per club con l’Inter, Europa League con il Chelsea e Coppa Italia con il Napoli. Insomma non proprio lo score di uno sprovveduto. Allora perché ad oggi il mondo calcio non reputa più Benitez un allenatore di rango e a cui portare rispetto come prima? Una domanda che forse va ricercata in come lo spagnolo ha sempre lasciato i propri club, quando è andato via. Sempre molto male. Con l’Inter trovò una vera e propria polveriera. Lo spogliatoio dopo il triplete con Mourinho non sopportava i metodi di Benitez che voleva cancellare il tecnico portoghese. Nulla di più sbagliato. L’avventura di Benitez durò tre mesi giusto il tempo d vincere il Mondiale per Club e rimpolpare così la propria bacheca personale.

Dopo l’esperienza meneghina, lo spagnolo va al Chelsea dove non esploderà mai l’amore, nonostante riesca a portare i blues terzi in classifica e a vincere l’Europa League, dopo che la stagione si era messa malissimo con l’esonero di Roberto Di Matteo fresco campione d’Europa in carica proprio con il club londinese. Anche qui una breve avventura, osteggiata anche dai tifosi che non amavano affatto Benitez. Nell’estate 2013 Benitez firma con il Napoli dando vita ad un progetto ambizioso che avrebbe dovuto portare il club partenopeo al titolo in pochi anni. La prima stagione si chiude con un deludente terzo posto ad anni luce della Juve, ma con la vittoria della Coppa Italia. Ad essere da dimenticare è invece la stagione successiva: fuori dai preliminari di Champions per mano dell’Atlethic Bilbao, il Napoli in campionato non trova mai la quadratura del cerchio e crolla nel finale di stagione quando viene battuto per 2-4 al San Paolo dalla Lazio si Pioli. Una sconfitta che fa chiudere gli azzurri addirittura al quinto posto e fuori dall’Europa che conta. La separazione dal Napoli è inevitabile ed arriva puntuale nel Maggio 2015. Subito dopo però Benitez firma con il Real Madrid, la squadra della sua città. Qui ci sarebbero tutti gli ingredienti per rimanere a lungo e vincere tanto, invece quella sulla panchina della Casa Blanca si rivelerà la più deludente e fallimentare della carriera di Benitez. A Gennaio il Real lo esonera, dopo che i blancos erano stati eliminati dalla Coppa del Re per l’indebito impiego da parte di Denis Cherysyhev, che venne schierato in campo da squalificato. Un errore di Benitez e del suo staff di proporzioni dilettantesche che non fece altro che aumentare la pressione sull’ex tecnico del Valencia che da lì a poco sarebbe stato cacciato. A quel punto il Real era lontano dalla vetta e in piena crisi. Dopo pochi mesi con Zidane in panchina, alzava l’undicesima Coppa dei Campioni. Dopo la brutta esperienza in Spagna il ritorno in Inghilterra sulla panchina del Newcastle che Benitez riesce a riportare immediatamente in Premier League e ora, nonostante tutto, il non invidiabile primato di allenatore favorito ad essere esonerato per primo tra tutti i tecnici della premier. Probabilmente quello con il Real rimane il punto più basso di tutta la sua carriera di cui però non va dimenticato il passato e le tante vittorie in realtà grandi ma non grandissime come fu quella di Valencia. Questa di Newcastle rappresenta quindi per l’allenatore spagnolo, la possibilità di poter tornare a far parte di quella ristretta cerchia di Top tecnici e di crearsi nuovamente quel rispetto che prima tutti gli portavano e che ora sembrano aver dimenticato.

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