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Da quasi esonerato a padrone del suo Chelsea: a Londra è nato il Conte’s way

Sembrava sull’orlo del precipizio quel pomeriggio di fine Settembre all’Emirates Stadium quando l’Arsenal di Arsene Wenger passeggiava su sul suo Chelsea. Quel giorno Antonio Conte aveva una squadra senza anima che aveva perso malamente pochi giorni prima contro il Liverpool in casa. I bookmakers d’oltre manica non quotavano più il suo esonero ed per il Chelsea sembrava solo l’inizio di un’altra stagione deludente dopo il fallimento della passata. Dopo un mese e mezzo sembrava essersi rivoltato il mondo con l’ex allenatore della Juventus capace di riprendere le redini del suo gruppo e di portarlo in alto, dove deve stare un club ricco e prestigioso come il Chelsea.

SVOLTA- Da quel 24 Settembre i Blues hanno infilato 5 vittorie di fila contro Hull City e Southampton fuori casa, e Leicester, Manchester United ed Everton tra le mura amiche dello Stamford Bridge. Gli uomini di Antonio Conte in queste cinque partite, intramezzate dalla sconfitta in coppa di Lega contro il West Ham per 2-1, hanno messo a segno 16 gol senza subirne alcuno, centrando vittorie rotonde con risultati roboanti come il 4-0 sul malcapitato United di Josè Mourinho e il 3-0 rifilato ai Campioni d’Inghilterra in carica del Leicester. Una svolta improvvisa che però non è stata affatto casuale: Conte ha avuto il coraggio di cambiare, di imporre la sua filosofia di calcio senza però scontrarsi con il modo di giocare al football degli inglesi. L’ex Ct della Nazionale Italiana ha cambiato passando ad un 3-4-3, modulo inedito in Premier League dove tutte le grandi giocano con rigorosamente con la difesa a 4. Una svolta figlia anche delle scelte di Conte che ha deciso di optare per  un calcio più aderente alla sue idee, trovando il giusto supporto da parte dei calciatori, fattore fondamentale per la riuscita di qualsiasi piano di gioco. Conte ha fatto delle scelte precise anche negli uomini, rivitalizzando giocatori come Hazard e Diego Costa che sembravano ormai degli ex blues e che invece ora sono tornati protagonisti assoluti. Il tecnico pugliese è stato bravo anche a puntare sui nuovi come Marco Alonso e Kantè che nella prima fase della stagione non avevano inciso affatto. Importante in questa crescita anche l’ottima forma fisica della squadra, una certezza delle compagini allenate da Conte, grazie al lavoro del suo staff, guidato da Paolo Bertelli che rappresenta una sicurezza in questo senso. Conte aveva  semplicemente bisogno di tempo. Quel tempo che va concesso a qualsiasi tipo di allenatore che eredita un gruppo da pochi mesi e soprattutto si tuffa in un contesto nuovo e particolare come può essere quello inglese.

VERITA’- Dopo la sosta per le Nazionali per il Chelsea arriverà il momento della verità, per capire se veramente i Blues potranno essere realmente protagonisti in questa Premier League che non conosce padroni: dopo il Middlesbrough in trasferta, per il Chelsea ci saranno in rapida successione Tottenham e Manchester City due sfide di alta quota che diranno molto sul futuro della squadra di Antonio Conte. Ora il suo Chelsea è secondo solo allo straordinario Liverpool di Jurgen Kloop, ma la fame e la voglia di imporsi in un calcio cosi diverso dal suo potranno fare la differenza nel medio e lungo periodo, regalando magari all’Italia un incredibile bis dopo la vittoria della Premier dello scorso anno da parte del sorprendente Leicester di Claudio Ranieri.

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