Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Non solo Bonucci: quanti esclusi per un “vaffa” di troppo

C’eravamo tanto amati. E probabilmente, anzi quasi certamente, si amano e si stimano ancora, tanto. Ma, come nel celebre gioco da scatola del Monopoli, anche in amore occorre talvolta fermarsi. Almeno per una curva. Così, dopo i reciproci scambi di vedute– conditi da qualche parola di troppo – in Juventus-Palermo dello scorso venerdì, Massimiliano Allegri e Leonardo Bonucci si sono presi un turno di stop. Questa sera il difensore centrale, pilastro bianconero e della Nazionale, non sarà in campo all’Estádio do Dragão, dove la Juventus sfiderà il Porto nella partita di andata degli Ottavi di Finale di Champions League. Una chiara presa di posizione di allenatore e società dopo un diverbio evidente in campo, in cui erano volate parole grosse tra i due, sotto l’occhio attento delle telecamere, e che sarebbe proseguito anche negli spogliatoi. Vox populi, confermata da questa scelta e dalla multa comminata dalla società al calciatore, veicolo di un messaggio neppure troppo sibillino: il gruppo è al di sopra di tutto, anche se  sei uno dei difensori più quotati del panorama europeo, un leader di una rosa con tanti calciatori di valore internazionale e in palio c’è una fetta di stagione. Così, dopo aver regolarmente convocato Bonucci, l’allenatore bianconero avrebbe infatti deciso di non inserirlo nella formazione titolare di mercoledì.

«Bonucci va in tribuna, era giusto per rispetto della squadra, della società e dei tifosi. Il caso è chiuso, Leo ha capito da persona intelligente e quanto successo sarà utile per il futuro»  ha spiegato lo stesso Allegri in conferenza stampa alla vigilia. Strascichi forti, evidentemente non ricuciti nell’arco di pochi giorni. Ma Bonucci non è certo il primo calciatore “costretto” a fermarsi dal proprio allenatore: una mancata stretta di mano in Italia-Spagna è costata a Pellè l’esclusione dai convocati azzurri per mano del Ct Ventura. Una decisione presa all’epoca in sintonia con i “senatori” e comunicata alla Federazione. “Far parte della Nazionale comporta infatti la condivisione di valori e l’assunzione di atteggiamenti consoni alla maglia azzurra, a partire dal rispetto nei confronti dello staff, dei compagni di squadra e dei tifosi” fu il commento della Figc in ottobre. 42 anni prima, un altro numero 9 si era giocato la maglia dell’Italia per un “vaff…” al proprio Ct: Italia-Haiti, Mondiali 1974, Valcareggi decide per un cambio. Fuori Chinaglia, dentro Anastasi. E il laziale che manda a quel paese un po’ tutti, allenatore in testa. Fino a “scomparire” temporaneamente dall’hotel che ospitava gli Azzurri in serata: lo ritrovarono i compagni. Giorgio si era addormentato sotto un albero…

Ci sono poi i provvedimenti legati alla ragion di stato e all’utilizzo dei social networks: chiedere a Rigoni, Maresca e Daprelà, messi fuori rosa da patron Zamparini ai tempi di Palermo. Dicembre 2015, i rosanero vengono eliminati dall’Alessandria (Lega Pro) e i tre sono messi ai margini, in accordo con l’allora allenatore Davide Ballardini: Maresca per aver difeso l’operato di Beppe Iachini, esonerato qualche settimana prima, mentre Luca Rigoni sarebbe reo di aver risposto sui social network al presidente che lo aveva scherzosamente definito “anziano”.Il secondo fu poi ceduto al Genoa, mentre Maresca rimase in Sicilia contribuendo alla salvezza. Storie di riscatti e ritorni. Da un centrocampista a un altro: chiedere conferme a Marcelo Brozovic, escluso a settembre dall’elenco dei convocati dell’Inter per il match in programma al Meazza con la Juve anche se il giocatore non aveva alcun problema fisico. “Escluso senza una ragione”, aveva sbottato su Instagram. Frank De Boer, allenatore nerazzurro all’epoca, non sembrava molto d’accordo con questa versione. Da fonti della società risultava infatti che il motivo dell’esclusione fosse un comportamento poco professionale. Oggi Brozovic è uno dei segreti dell’Inter di Pioli.

Professionalità. Vocabolo costato caro anche a campioni del calibro di Karim Benzema e Frank Ribery, esclusi dalla selezione francese nel 2010 con l’accusa di istigazione alla prostituzione minorile, in merito ad alcuni rapporti che avrebbero avuto con la giovane escort Zahia D. quando era ancora minorenne. Cambiando sport e scavando negli annali, vengono fuori anche altre esclusioni “curiose”: nel luglio 2015 ol commissario tecnico della nazionale italiana maschile di pallavolo Mauro Berruto, ha escluso quattro dei giocatori inizialmente convocati per la partecipazione alla World League FIVB, Dragan Travica, Ivan Zaytsev, Giulio Sabbi e Luigi Randazzo, per essere ritornati troppo tardi la sera in ritiro con il resto della squadra, ben oltre l’orario fissato dal commissario tecnico.  Poca roba in confronto a quanto combinato da sei rugbisti dell’ Australia due anni prima, quando la quasi totalità dei Wallabies trascorse la notte precedente a un test match contro l’Irlanda a trincare come un manipolo di cosacchi. Cummins, Ashley-Cooper, Polota-Nau, Robinson e Gill furono sospesi, mentre nove loro compagni ricevettero un richiamo ufficiale.

Bonucci, non si senta solo: se lo sarà, pensi a un suo compagno di avventure azzurre, fiero avversario con la maglia della Roma. Daniele De Rossi: nel febbraio 2012, nella mattinata della sfida giocata a Bergamo contro l’Atalanta, fu escluso dai titolari per essersi presentato in ritardo di un minuto all’appuntamento fissato in hotel per la riunione tecnica di rito. Già, un minuto: più o meno la durata del battibecco Bonucci-Allegri.

 

Avatar
A cura di

Clicca per commentare

0 Comments

  1. Avatar

    Paolo

    Febbraio 22, 2017 at 12:24 pm

    Salve. Bonucci è un buon giocatore, non è né Beckenbauer né Franco Baresi. Il comportamento in campo è molto spesso sopra le righe, giocasse nel Crotone o nel Chievo sarebbe stato espulso molte volte per come si è avvicinato all’arbitro. Tutta la mia solidarietà ad Allegri. Buona giornata

  2. Avatar

    Massimo

    Febbraio 22, 2017 at 3:24 pm

    Sono d’accordo anch’io sulla punizione inflitta a Bonucci (sono tifoso juventino) i calciatori sono dipendenti delle società ed essendo in mondo visione dovrebbero mantenere un comportamento incommerciabile(soprattutto se in un fase di non gioco). Non ne farei un caso nazionale Leo si becca la sua “giacca” e riparte…

  3. Avatar

    marco

    Febbraio 24, 2017 at 5:41 am

    Il delirio di onnipotenza che sfoggia Bonucci è inqualificabile. Vive in un altro pianeta. Chissà che ne scelga uno di veramente lontano dalla Terra. Ma, comunque, è un problema di tutta la categoria e dell’ambiente, ormai lezzosissimo… Lo sport è un’altra cosa. Proprio un’altra cosa.

  4. Avatar

    GiulianoFornari

    Febbraio 24, 2017 at 2:44 pm

    Premesso che i tempi sono cambiati e sparare un vaffa a qualcuno non ha lo stesso valore di tanti anni fa, in quanto tale sfogo è entrato nel linguaggio corrente, è pur vero che lo sport professionistico in Europa non è come quello in USA, dove, in tantissime specialità, devi prima completare il College e poi puoi partecipare. Il molti casi il comportamento riflette la propria cultura e l’istruzione contribuisce molto a migliorare le persone.

  5. Avatar

    anselmo

    Febbraio 24, 2017 at 9:25 pm

    Bonucci è un ottimo giocatore che in campo mette tutto
    il suo entusiasmo dimostrando un particolare attaccamento
    alla maglia bianconera certamente fiero di indossarla.
    Penso che la sua reazione, assolutamente non
    condivisibile, possa essere perdonata dal Mister Allegri
    e dalla Società, per riportare serenità nella Squadra
    Bianconera!!!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

41 anni di Zimbabwe: il calcio al tempo dell’Apartheid Il 18 aprile 1980 lo Zimbabwe, nuovo nome della colonia dell’ex Rhodesia Meridionale, otteneva l’indipendenza...

Calcio

Quando Divock Origi divenne uno Spot sulla sicurezza Compie oggi 26 Anni Divock Origi, l’attaccante belga del Liverpool che si rese protagonista di goal...

Calcio

Carlo Petrini: il coraggio di denunciare Il 16 aprile 2012 moriva Carlo Petrini, il calciatore che degli anni 70-80 ha vissuto sulla sua pelle...

Calcio

Piermario è caro al cielo Citato ogni volta da mio padre, quando avveniva una morte prematura per lui ingiusta. Ormai appartiene a Piermario. Piermario...

Calcio

Se lo Sport si inchina alla Fede: Calcio e Ramadan, un’integrazione difficile Nelle prossime settimane, per alcuni allenatori di diverse compagini, composte principalmente da...

Calcio

Helenio Herrera: Morte e Misteri dell’Inter del Mago Il 10 aprile 1910 nasceva Helenio Herrera, il Mago dell’Inter capace di vincere tutto. Della sua...

Calcio

Lo monetina di Alemao e gli altri misteri del Campionato 1989-90 L’8 aprile 1990 durante la partita tra Atalanta e Napoli, il centrocampista brasiliano...

Altri Sport

L’Aquila 12 anni dopo: storie di sportivi portate via da un terremoto Il 6 aprile 2009, alle ore 03:32 di notte, un terremoto di...

Calcio

Il “Best friulano”: Ezio Vendrame, la mezzala che sarebbe diventata un poeta  Ieri si è ricordata la scomparsa avvenuta il 4 aprile dello scorso...

Calcio

Fabrizio Frizzi e lo Sport: dal Bologna alla Nazionale Cantanti “Hai un amico in me. Un grande amico in me. Se la strada non...

Calcio

Giuseppe Chiappella: Firenze andata e ritorno Lombardo come Prandelli, tornò anche lui sulla panchina della Fiorentina. Giuseppe Chiappella scrisse pagine importanti della storia gigliata,...

Calcio

Sarnano, 1 Aprile 1944: Partigiani contro Nazisti 1 a 1 Il Primo Aprile 1944, in centro Italia, si sarebbe giocata una partita di calcio...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro