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Quando Cristiano Ronaldo fu ad un passo dalla Serie A

Quando Cristiano Ronaldo fu ad un passo dalla Serie A

Compie oggi 36 anni Cristiano Ronaldo, attuale attaccante della Juventus che, molti anni prima di accettare la corte della Vecchia Signora, fu davvero a un passo dalla Serie A. Era il 2003 e il fenomeno lusitano era ancora un giovane di belle speranze. Ecco come andò.

Cristiano Ronaldo è ormai da tre anni un calciatore della Juventus. Un trasferimento che all’epoca sembrava impossibile anche solo da pensare ma che in pochi giorni si è materializzato lasciando tutti a bocca aperta.

Un atleta bionico, oltre che un campione tra i più grandi che la storia del calcio ricordi. Tra Manchester United e Real Madrid ( e ora Juventus), il fenomeno lusitano ha vinto tutto e anche in Nazionale è riuscito a mettersi in tasca l’Europeo in terra francese; non per questo, tuttavia, CR7 ha mai pensato di togliere il piede dall’acceleratore. Ogni anno il tentativo di migliorarsi e anche ora che le primavere sono trentasei, il suo fisico e la sua determinazione non sembrano averlo abbandonato. Tanto da convincere, per l’appunto, la Juventus a fare il più grande sforzo della sua storia per portare in Italia il fenomeno lusitano sborsano almeno 100 milioni e garantendo un contratto di 30 milioni per 4 anni.

Ma quando la Serie A dettava ancora legge nel mondo del calci e il talento di Funchal era  poco più che un ragazzino, la possibilità di avere Cristiano Ronaldo in Italia fu veramente ad un passo dal realizzarsi.

E’ l’inizio del 2003, lo scandalo inerente la Parmalat scoppierà soltanto sul finire dell’anno, e il Parma si trova alla ricerca di un’ala di qualità, in grado di saltare l’uomo e creare superiorità numerica nei confronti degli avversari.

Le attenzioni di Tanzi & co. si posano su un diciottenne che milita nello Sporting Lisbona. Il cognome lascia ben sperare ma è, allo stesso tempo, pesante: Ronaldo. Proprio come il fenomeno ex Inter che sta facendo sfracelli con la maglia della nazionale brasiliana e del Real Madrid.

I dirigenti parmensi lo seguono costantemente e, alla fine, propongono alla società lusitana 11 milioni di euro per acquistare il giovane. I biancoverdi sono titubanti ma alla fine accettano l’offerta. Cristiano Ronaldo è virtualmente un calciatore del Parma.

Arriva, però, una maledetta (per gli emiliani) amichevole estiva a rovinare ogni piano.

Lo Sporting Lisbona disputa un incontro contro il Manchester United di Sir Alex Ferguson ed il tecnico scozzese impazzisce immediatamente di fronte al talento del futuro CR7. Ferguson è alla disperata ricerca di un sostituto di David Beckham, che ha deciso di lasciare Manchester, casa sua, dopo che proprio l’allenatore dei Red Devils gli ha rifilato una scarpata in pieno volto al culmine dell’ennesimo litigio, per sposare il ben più glamour progetto dei Galacticos del Real Madrid. Sostituire lo Spice Boy con un ‘bimbo’ senza alcuna esperienza sembra una follia ai più. Se Alex Ferguson è stato insignito del titolo di Sir, tuttavia, dovrà pur esserci un motivo. Alla fine, infatti, avrà ragione lui. 17 milioni di euro sul tavolo dei dirigenti della squadra portoghese e Ferguson porta il ragazzo con sé ad Old Trafford. Il ‘Teatro dei Sogni’ sta per veder nascere una stella tra le più grandi di sempre.

Si tratta di una beffa clamorosa per il Parma, che dopo Figo (a metà degli anni Novanta) si vede sfilare sul più bello un altro campione proveniente dal Portogallo. Alla luce di quello che la storia del fenomeno di Funchal narrerà ad ogni appassionato di calcio, poi, i rimpianti non potranno che diventare disperazione (sportiva) per qualunque tifoso gialloblù. E oggi speranza per i bianconeri, che aspettano ormai da troppi anni di rialzare la “Coppa dalle grandi orecchie”.

Matteo Luciani
A cura di

Nato a Roma sul finire degli anni Ottanta, dopo aver conseguito il diploma classico tra gloria (poca) e insuccessi (molti di più), mi sono iscritto e laureato in Lingue e Letterature Europee e Americane presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata. Appassionato, sin dall'età più tenera, di calcio, adoro raccontare le storie di “pallone”: il processo che sta portando il ‘tifoso’ sempre più a diventare, invece, ‘cliente’ proprio non fa per me. Nel 2016, ho coronato il sogno di scrivere un libro tutto mio ed è uscito "Meteore Romaniste”, mentre nel 2019 sono diventato giornalista pubblicista presso l'Ordine del Lazio

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