Connect with us

Cerca articoli

Motori

Crazy Paddock: Imprese e stravaganze della vecchia MotoGp

Mentre la MotoGP è in pausa e i reparti corse si preparano in vista della seconda metà di stagione, è il momento giusto per un tuffo nel passato con alcune delle storie più bizzarre del vecchio motomondiale: un Amarcord fatto di gente che scappava con valige piene di contanti, piloti ritirati che ‘bastonavano’ i colleghi più giovani, fiammiferi, taniche di benzina, incidenti e fratture.

L’evasore fiscale, Jarno Saarinen – Finlandese, celebrato come uno dei più lesti piloti di tutti i tempi, è scomparso in un incidente a Monza nel 1973 mentre era in testa al campionato del mondo della 500. Proprio in quell’anno, prima dell’inizio ufficiale della stagione, vince la 200 Miglia di Daytona aggiudicandosi un premio gara di 17.000 dollari. Il bottino va però spartito con il fisco americano, che pretende una percentuale. Saarinen stipa i contanti in una borsa subito dopo la cerimonia di premiazione, vola a New York e ignora i messaggi diffusi dagli speaker dell’aeroporto, che lo invitano a presentarsi allo sportello della US Tax Authority. Il finlandese fa finta di niente, si imbarca su un aereo Finnair e rientra a Helsinki. A rimetterci è l’American Motorcycle Association, costretta a pagare al posto suo di fronte al fisco a stelle e strisce. Per Saarinen quei soldi erano ossigeno: la famiglia della moglie navigava in ristrettezze finanziarie. E lui, pilota privato fino all’anno precedente, aveva speso quasi tutto nelle corse.

Il piromane, Barry Sheene – Britannico, campione del mondo della classe 500 nel 1976 e 77, nel 71 stava facendo la gavetta nelle categorie minori. Il paddock del motomondiale a quei tempi era simile a un villaggio di nomadi dallo spirito hippie, estranei agli stupefacenti ma assuefatti all’adrenalina. L’ambiente era familiare e caloroso, fatto di camper e tendoni, ma le condizioni igieniche in alcuni casi lasciavano a desiderare. I bagni del circuito finlandese di Imatra, per esempio, consistevano in una palafitta sul fiume Vuoksi. Il frutto delle sessioni alla toilette cadeva direttamente nelle acque, l’aspetto non era dei migliori, la pulizia neppure. Infastidito, Sheene si armò di benzina e appiccò il fuoco alla struttura. L’anno successivo arrivarono bagni nuovi. Per la gioia di tutti.

L’eroe, Paolo Pileri – Ternano, nel 1974 era stato chiamato dalla Morbidelli, che produceva moto da competizione con spirito artigiano, per sviluppare la 125 pesarese e prepararsi al debutto in 250, in programma due anni più tardi. In Cecoslovacchia, sul circuito di Brno, quasi 14 chilometri al giro, cade durante la prova della quarto di litro, corsa con una Yamaha, e si rompe una spalla. Viene portato in ospedale, dove i medici locali optano per il ricovero. Ma lui vuole prendere il via alla gara delle 125. Scappa dalla finestra, prende un taxi e raggiunge il circuito, sotto gli occhi increduli del suo team. Fa appena in tempo a partire, dà il massimo e all’ultima curva è in testa. Ma una biella dà forfait. Lui arriva secondo, spingendo la moto negli ultimi metri del rettifilo finale. Stremato e fratturato. Nel 1975 vincerà il campionato del mondo.

Il performer, Walter Villa – Emiliano, quattro volte campione del mondo dal 1974 al 1976 nelle classi 250 e 350 con la Harley-Davidson, nel 1972, durante la prima edizione della 200 Miglia di Imola, diede vita a una delle prime performance di body painting. Gli organizzatori della competizione, che assieme allo spettacolo volevano offrire un look ispirato agli States, imposero l’utilizzo di tute di pelle multicolore al posto del nero che aveva dominato fino ad allora. A Villa però quella scelta sembrava un’imposizione. E così, per fare un po’ di scena, si colorò metà tuta con una bomboletta spray bianca. Senza nemmeno togliersela di dosso. Nel bel mezzo della corsia box.

Il castiga-giovani, Kenny Roberts – Biondo, californiano, cresciuto nel flat track e prestato alla velocità, nel 1978 esordisce in 500 e fa strike vincendo il mondiale. Ma è dopo aver appeso il casco al chiodo che riserva due ‘lezioni’ alle leve più giovani di lui. La prima coinvolge la Cagiva, che nel 1985, sfiduciata dai risultati scarsi portati a casa dagli italiani Marco Lucchinelli e Virginio Ferrari, lo convoca per fargli testare la sua 500 e capire se il problema riguarda la competitività del mezzo o le motivazioni dei piloti. Fermo da due anni, King Kenny vola a Misano a titolo gratuito, sale in sella e gira due secondi più veloce dei ‘titolari’, a 52 centesimi dalla pole position fatta segnare un anno prima da Freddie Spencer.

Leggendario inoltre l’aneddoto raccontato dall’inglese Alan Carter, che nell’84 correva con la Yamaha 250, con Roberts come team manager. Il britannico e lo statunitense Wayne Rainey, poco performanti, chiesero al boss di provare la moto. E lui non si fece pregare. Prese un jet, raggiunse la Francia, ascoltò i commenti dei due e scese in pista a Le Castellet. Fece appena 5 giri, con un crono di un secondo più veloce rispetto ai suoi piloti. «Ora ho due punti fermi», disse secondo il racconto di Carter. «Punto primo, siete delle teste di cazzo. Punto secondo, salite in moto e date più gas. Se non ci sono domande, ora io me ne torno in California».

Redazione
A cura di

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Motori

Tanti auguri “Fisico”, ultimo patriota della Formula 1 231 gran premi disputati in Formula 1, 19 podi, 4 pole position e 3 gare vinte;...

Pugilato

Dan Mendoza, il pugilato come scienza per l’uomo che combatteva a mani nude Dan Mendoza, antico pugilatore inglese discendente da predoni lusitani stabilitisi a...

Pugilato

Bruno Arcari, la concretezza del Campione riservato di una Boxe che non esiste più In un’epoca in cui la spettacolarizzazione dello sport è all’ordine...

Motori

La Formula 1 e quel titolo Mondiale prima di Capodanno, ma dopo Natale Che fa un pilota di F1 tra Natale e Capodanno? Trascorre...

Motori

Bertrand Gachot: passare alla storia a propria insaputa Compie oggi 58 anni Bertrand Gachot, il pilota di Formula Uno che pur non vincendo mai...

Motori

Perez in Red Bull: una scelta che fa soprattutto gli interessi della Formula 1 Pecunia non olet, dicevano gli antichi. Il denaro non ha...

Motori

La resilienza sorridente di Clay Regazzoni Il 15 dicembre 2006 ci lasciava Clay Regazzoni, storico pilota italiano, la cui storia ci ha insegnato che...

Motori

François Cevert: una folata di vento – Alcune strade  portano più ad un destino che a una destinazione. – Jules Verne La verità è...

Motori

Tom Pryce, il peggiore dei giri C’è stato un semidio effimero della pioggia; uno che chiamava amico Giove Pluvio; perché quando le nuvole cominciavano...

Calcio

Lo monetina di Alemao e gli altri misteri del Campionato 1989-90 In occasione dei 59 anni compiuti oggi da Ricardo Alemao, l’ex centrocampista brasiliano...

Pugilato

Max Baer, la vera storia del “cattivo” antagonista di Cinderella Man Il 21 Novembre 1959 moriva Max Baer, il pugile statunitense divenuto famoso per...

Motori

Formula-1: il bagno turco rigenera la Ferrari. Un buon auspicio per il finale di campionato? L’unica “zona rossa” che piace si trova in Turchia....

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro