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Contratto etico: il decalogo di regole obbligatorie per poter partecipare allo Sport

Un contratto etico che tutte le società sportive devono sottoscrivere per poter essere ammesse ai diversi campionati Provinciali e Regionali e chi trasgredisce viene espulso. Questa è l’idea che “Territori di Sport” , associazione di diversi comuni della Brianza, ha elaborato per educare i giovani allo sport. Un’idea che è stata adottata (e proposta in prima istanza) dal Comune di Villa Santa e poi, subito dopo, da quello di Sovico. Per farci spiegare meglio in cosa consiste questo Contratto Etico per lo Sport, abbiamo contattato l’Assessore allo Sport di Sovico, Liliana Saini.

In Cosa consiste il Contratto Etico per lo Sport?

Il contratto etico nasce dalla collaborazione tra circa 20 comuni, tra cui quello di Monza, della zona Ovest della Brianza che hanno organizzato “Territori di Sport”. A questo tavolo ci si trova una volta al mese e si discute sulle problematiche, condividendo le diverse idee e iniziative. Ad onor del vero il primo promotore del contratto etico è stato il Sindaco di Vigna Santa, Luca Ornago. L’idea, comunque , era quella di divulgare il contratto agli altri comuni e noi a Sovico lo abbiamo adottato subito. E’ una cosa molto fresca infatti devo ancora parlare in maniera approfondita con le varie nostre società. L’obiettivo è quello di far sottoscrivere un decalogo a tutte le società di Sovico. Il contratto comunque si rivolge a tutti i protagonisti dello sport: atleti, dirigenti, allenatori, istituzioni e famiglie.

Quindi il contratto etico non è rivolto solo agli atleti o allenatori.

Assolutamente no. Per prima cosa è importante che le famiglie capiscano il reale valore dello sport che deve essere divertimento ed occasione per socializzare.Non bisogna spingere i giovani solo a diventare campioni.

Ha avuto occasione già di confrontarsi con le diverse società sportive?

Ho solo accennato ad alcune società. E’ stata mia premura adottare questo contratto perché c’è stato in concomitanza con un Regolamento per l’assegnazione delle palestre qui a Sovico e ho cercato anche di abbinare questo contratto etico. Ho parlato solo con alcune società. A breve comunque incontrerò tutte le associazioni e società.

Quelle società con le quali ha parlato come hanno preso questa proposta?

L’hanno presa molto bene ed approvavano tutto quello che c’era nel nostro contratto etico. E’ molto importante avere anche l’appoggio di chi questo contratto dovrà rispettarlo.

 Pensa che questo modello sia replicabile in realtà più grandi rispetto a Sovico?

Penso proprio di si, perchè il contratto fa riferimento anche al Codice Europeo di Etica sportiva, in cui c’è proprio il concetto di Fair Play. Più che auspicabile sarebbe una vera e propria necessità applicarlo anche ad livelli più alti.

Lei è stata anche insegnate. Nelle precedenti interviste mi sono confrontato con personaggi che ruotavano intorno allo sport giovanile che si sono sempre “lamentati” di come lo sport venga poco praticato nelle scuole ed abbia quindi un ruolo marginale nella vita dei ragazzi. Cosa ne pensa a riguardo?

Noi come Comune di Sovico, da anni, introduciamo le nostre società all’interno della Scuola, creando un vero e  proprio progetto di 10 ore settimanali per tutte le classi. Quest’anno ad esempio il Tennis ha anche aumentato le ore a disposizione attraverso un bando. Noi cerchiamo di favorire in tutti i modi l’inserimento dello sport all’interno della scuola. Noi vogliamo  avvicinare i ragazzi allo sport perché lo sport è cultura e può essere uno strumento per evitare tanti fenomeni negativi ,come il bullismo, che negli ultimi anni sono aumentati notevolmente. E’ difficile perché in primo luogo è necessario lavorare sulle famiglie. Vediamo degli episodi spiacevoli anche nelle piccole gare in cui i figli si divertono mentre i genitori sono li a voler pretendere chissà che.

Un altro problema per lo sport nel nostro paese è quello delle infrastrutture.

Sovico ha ottime strutte ma non sono ancora sufficienti, perché abbiamo tanti iscritti. Per fortuna c’è un grosso incremento di iscrizioni e quindi servirebbe qualcosa in più. Con “Territori di Sport” cerchiamo di individuare delle zone e dei luoghi dismessi per indirizzare le nostre società e creare nuovi spazi per lo sport. Lo sport è anche un’occasione per riqualificare delle zone ormai abbandonate e ridarle quindi alla collettività.

 Avete ricevuto dei complimenti per questa iniziativa. C’è qualcuno che vi imiterà?

L’idea è quella di promuovere questa iniziativa, per provare a coinvolgere più soggetti possibili. Bisogna avere pazienza perché è un progetto molto ambizioso, ma siamo sicuri che pian piano prenderà piede.

Ci sono altri progetti in cantiere?

Per il momento il Contratto Etico dello Sport rappresenta il centro del nostro progetto e ci stiamo concentrando proprio su questo anche insieme agli altri comuni di “Territori per lo Sport”. Tutte le iniziative successive prenderanno ispirazione e saranno influenzate dal Contratto Etico.

Per concludere, se Lei avesse la possibilità di poter agire a livello nazionale, cosa farebbe di concreto per promuovere lo sport nel nostro paese?

Io penso che la Scuola abbia un ruolo fondamentale, perché educare i bambini allo sport è importante e decisivo nella loro crescita. Sarebbe importante adottare quello che facciamo noi qui a Sovico, partendo proprio dalle scuole primarie. Dico la scuola primaria perché, da ex insegnante, molte volte alcuni insegnanti non sono portati ad insegnare sport, ma limitano la ginnastica a due esercizietti fini a se stessi. Bisogna invece insegnare lo sport e la differenza tra un istruttore di una determinata disciplina sportiva e l’insegnamento dell’educazione fisica è notevole. I ragazzi devono conoscere poi tutte le discipline sportive per avere una possibilità di scelta e apprezzare tutti i tipi di sport. Lo sport andrebbe inserito obbligatoriamente nelle scuole. Tutto questo ovviamente sempre nel rispetto delle regole, dell’ambiente e di tutto.

 

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GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

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