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Como – Gozzano, Golia contro Davide: un “tranquillo” derby di Serie D

Domenica 15 aprile allo stadio Giuseppe Sinigaglia di Como arriverà il pubblico delle grandi occasioni. Solo che questa volta a portarlo in tribuna non sarà il Milan o la Juventus, come nelle quattordici occasioni in cui la squadra lariana ha giocato in Serie A, ma una partita di Serie D, riedizione moderna e calcistica del mito di Davide e Golia. Vediamo i contendenti.

Golia ovviamente è il Como 1907 che ha preso il posto del Calcio Como fallito alla fine della scorsa stagione ed escluso dalla Serie C, squadra che rappresenta una città capoluogo con oltre 83.000 abitanti, un sesto posto in Serie A nel 1949/50 come miglior risultato e 41 presenze in B oltre alle 14 nella massima serie di cui dicevamo sopra.

Nel ruolo di Davide, l’ASDC Gozzano, squadra fondata oltre novant’anni fa, nel 1924, e mai uscita dai campionati dilettantistici, come normale per una squadra che rappresenta un paese in provincia di Novara che non arriva a 6.000 abitanti, detto, insieme alla vicina San Maurizio d’Opaglio, “il paese dei rubinetti”, per via dell’industria del valvolame e del rubinetto che è la principale risorsa della zona, tra l’altro bellissima anche da un punto di vista turistico visto che si affaccia sul Lago d’Orta. Sette presenze in Serie D, una nel 1979/80 e sei nelle ultime sette stagioni, una semifinale di Coppa Italia Serie D nel 2013/14 e la vittoria nei playoff del girone A dello scorso torneo di Serie D, arrivata tra l’altro con un successo 0-2 in trasferta a Varese,  sul campo quindi degli eterni rivali del Como, come migliori risultati. Il sostegno economico arriva, e non poteva essere altrimenti, da un industriale del rubinetto, Alberto Allesina, che è al fianco della società ininterrottamente dagli anni ottanta.

La partita è in programma alla trentacinquesima  giornata di campionato, la quartultima, e in testa alla classifica con 75 punti, due più del Como, c’è il Gozzano, terza la Caronnese a quota 69 e non ancora del tutto fuori dai giochi. Già da qualche settimana, anche se a confrontarsi sono due realtà di dimensioni tanto diverse, il clima è incandescente. Il Gozzano è al comando della classifica da lungo tempo, mentre il Como dopo un avvio non molto positivo ha iniziato una lenta rimonta che lo aveva portato a 4 punti di distacco dopo trentadue turni. La domenica successiva il Gozzano va a Carate Brianza con la Folgore, subisce gol a metà ripresa, pareggia subito col suo capitano Lunardon, e non riesce poi a conquistare il bottino pieno. Il Como invece sta giocando in casa con l’Inveruno, e quando inizia il recupero sta a sua volta pareggiando 1-1 quando il portiere ospite blocca una innocua conclusione lariana dalla distanza. Quando si accinge a rinviare la palla gli scivola dalle mani sopra una spalla, scende lungo la sua schiena e termina in rete permettendo al Como di vincere e dimezzare il distacco in classifica.

Il giorno seguente sulla pagina ufficiale della società piemontese viene pubblicato il filmato dell’autorete accompagnato da un commento:

“Postiamo il video che sta girando non solo tra i tifosi del nostro girone ma in tutta Italia…questo gol ha regalato al 95′ la vittoria di oggi al Como… Come sempre lasciamo ai posteri ogni commento”.

Ciò scatena la reazione dei tifosi del Como che commentano in massa sulla pagina del Gozzano quanto ciò non influirà sul risultato finale, visto che loro sono il grande Como mentre Gozzano è un paesello che sta facendo bene tra i dilettanti, ma di cui, secondo loro, non importa nulla a nessuno visto che non i tifosi che sono in realtà fans della Juventus o delle squadre di Milano che seguono distrattamente con un po’ di simpatia anche la squadra delle loro valli e che in Serie C salirà il Como come è giusto sia.

Intanto l’allenatore del Gozzano Marco Gaburro, veronese, personaggio poliedrico che oltre ad essere tecnico di calcio è scrittore, blogger e opinionista televisivo, fa due cose, pubblica sul suo sito, marcogaburro.com, un articolo dal titolo “La cultura del sospetto non mi appartiene” in cui smorza i toni scrivendo tra l’altro:

“É pericoloso pensare male. E non mi interessa farlo. Io non credo mai alla malafede, né degli arbitri, né delle società, tanto meno dei calciatori. Credo nella casualità e nei valori.”

Concede poi un’intervista a Wincantù.it, un sito web che si occupa di sport del brianzolo e del comasco, in cui a una domanda relativa al collaboratore tecnico del Como Ninni Corda, squalificato per 18 mesi dalla FIGC risponde:

Le figure squalificate non devono fare calcio, non lo dico io ma gli organi competenti. Però siamo distanti dalla realtà di Como, non so quanto effettivamente sia coinvolto e comunque non mi interessa entrare nel merito di una situazione che conosco poco.”

Questo scatena la reazione di Ninni Corda che replica sempre attraverso Wincantù.it:

«E’ un vigliacco ed anche un ignorante, perché non conosce i regolamenti: non sa che chi è squalificato può fare tutto ciò che fanno gli altri fino alla domenica, quando non può andare in panchina né rilasciare interviste. Gaburro non ha fatto niente e ha sempre fatto danni (…)».”

Insomma c’è materiale sia per la rabbia del gigante Golia che per la fionda di Davide, ma domenica scorsa le due squadre tornano in campo, il Gozzano fatica sul suo campo ad aver ragione 1-0 della Pro Sesto, con un gol del bomber Capogna dopo 4 minuti del secondo tempo difeso strenuamente fino al fischio finale arrivato dopo un interminabile recupero durato 8 minuti, mentre il Como in vantaggio per 0-2 sul campo del Bra subisce un gol a pochi minuti dalla fine e in pieno recupero si vede fischiare contro un calcio di rigore che però il portiere lariano Matteo Kucich ribatte con i piedi permettendo al Como di rimanere a -2.

Il giorno seguente ecco puntuale Marco Gaburro con un articolo sul suo sito intitolato “Nessun Dorma” :

“ …i nostri avversari più diretti (non dimentichiamo la Caronnese), hanno vinto due a uno a Bra, con un rigore sbagliato dai loro avversari al 91′, 2 a 1 con l’Inveruno, con il famoso incidente tecnico del portiere avversario a partita finita (pur avendo giocato una buona gara, ma tant’è), pareggiato 0 a 0 a Voghera, graziati al 90′ su netto fallo da rigore in area e battuto 2 a 0 il Borgaro in casa. Situazioni che mostrano una fragilità che va al di la dei numeri, una squadra sicuramente che è riuscita a rimanere in scia anche sfruttando situazioni favorevoli e casuali, con carattere e temperamento, ma che concede almeno tre o quattro situazioni a partita all’avversario, chiunque esso sia, e che domenica dovrà per forza vedersela con noi. E finalmente.”

e ancora:

“Nessun dorma perché pensare a uno stadio come quello di Como, pieno di gente che sarà lì solo grazie a noi e a quello che stiamo facendo da luglio dà già i brividi e darà una carica costante in ogni secondo del match. “Sono tutti qui per noi” disse il mago Herrera alla grande Inter prima di scendere in campo al Bernabeu. E saranno lì per noi anche a Como. Grande rispetto per la piazza, per la storia e per quello che quei colori rappresentano per moltissime persone. Rispetto che però in campo si tradurrà in una prestazione spaziale, perché quest’anno, questa stagione, questi mesi hanno detto e dicono una cosa sola: Gozzano. E il rispetto lo pretendiamo anche e soprattutto noi.

E chi dorme?

Il sogno continua, ma è un sogno lucido, altro che dormire.

Insomma Davide c’è ed è pronto alla battaglia.

 

Francesco Beltrami

Francesco Beltrami nasce 55 anni fa a Laveno sulle sponde del Lago Maggiore per trasferirsi nel 2007 a Gozzano su quelle del Cusio. Giornalista, senza tessera perché allergico a ogni schema e inquadramento, festeggerà nel 2020 i trent'anni dal suo primo articolo. Oltre a raccontare lo sport è stato anche atleta, scarsissimo, in diverse discipline e dirigente in molte società. È anche, forse sopratutto, uno storico dello sport, autore di diversi libri che autoproduce completamente. Ha intenzione di fondare un premio giornalistico per autoassegnarselo visto che vuol vincerne uno e nessuno glielo da.

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