Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Come corre Kluivert jr.: non è ancora maggiorenne e ha battuto il record di papà Patrick

Ti chiami Justin e sei un giovane di successo: in tanti potrebbero pensare a Bieber, il cantautore, musicista e attore canadese che nel 2009 ha vinto il disco di platino con My World e oggi, a soli 23 anni, fa innamorare decine di ragazzine. Invece in Olanda oggi Justin fa rima con Kluivert, che rispetto al suo omonimo famoso grazie alla musica ha ben cinque anni in meno e di pesante, oltre alla capacità di incidere sulle partite, ha anche il cognome: suo papà è infatti Patrick, oggi direttore sportivo del Paris Saint Germain ma in carriera centravanti capace di vincere due campionati, due Supercoppe nazionali, una Champions League, una Supercoppa europea e una Coppa Intercontinentale con l’Ajax, un campionato con il Psv Eindhoven e una Liga con il Barcellona. Dai “Lancieri” ha avuto il via anche la carriera di suo figlio: nato il 5 maggio 1999, fisico meno possente e passo più svelto di papà, Justin in campo è un ficcante esterno offensivo e nel weekend ha realizzato la rete del pareggio, 1-1, che la squadra allenata da Peter Bosz ha ottenuto sul campo dell’ Excelsior. Un gol che permette a Kluivert jr. di battere in precocità il padre avendo segnato il suo primo gol in Eredivisie a 17 anni e 318 giorni contro i 18 anni e 58 giorni del primo ‘centro’ di papà Patrick.

Cesare e Paolo Maldini, i portieri danesi Peter e Kasper Schmeichel e gli Zidane, con papà Zinedine che allena il Real Madrid e il figlio Enzo pronto a sbocciare dal settore giovanile. I casi di “eredità” calcistica in Europa non sono rari. Ma l’Olanda resta la patria dei figli d’arte. La linea di successione dei Kluivert non è certo un inedito in casa Ajax: prima di loro c’erano stati già tre casi nella storia ultracentenaria del club. A precederli erano stati Johan e Jordi Cruijff, ma anche Danny e Daley Blind, quest’ultimo oggi in forza al Manchester United. A casa Justin è stato festeggiato da tutti, ma di fatto è già detentore di un record: fino alla scorsa domenica in casa la data cerchiata in rosso sul calendario era infatti quella del 21 agosto 1994. Ad Amsterdam si giocava la Supercoppa d’Olanda tra Ajax e Feyenoord: a vincere era stata la squadra di Amsterdam, anche grazie alla rete di un ragazzino appena maggiorenne che esordiva quel giorno in prima squadra. Appunto, Patrick Kluivert, uno che in un settore giovanile che in quel periodo sfornava talenti a ripetizione veniva paragonato a Marco Van Basten e che ben presto si sarebbe impadronito della maglia numero 9 in una rosa che poteva fare affidamento su Litmanen, Finidi, Blind, i gemelli de Boer, Rijkaard e Van der Sar. Quel giorno Patrick segnò dopo 25 minuti il gol del 3-0. E la stessa cosa fece anche una settimana dopo, all’esordio in Eredevisie, in Ajax-Waalwijk: vittoria per 3-1, e altro gol di Patrick. L’anno dopo, poi decise la finale di Champions League contro il Milan, maglia che avrebbe vestito di lì a poco. Tutto “cancellato”, potrebbe scherzare Justin: grazie a un tap in a porta vuota ha riportato in quota il club di Amsterdam sul campo dell’Excelsior, passato in vantaggio pochi minuti prima grazie a un’autorete di Tete.

E’ stata un’ascesa rapida, quella di Justin: appena due mesi prima, il 15 gennaio, aveva esordito in Eredivisie dopo aver impressionato il suo allenatore Bosz nel ritiro di Alcantarilha, a pochi chilometri dall’Oceano Atlantico. Due amichevoli nella settimana di preparazione vissuta in Portogallo dal 2 all’8 gennaio, pochi giorni ed ecco il battesimo con i “senior”: in casa dello Zwolle, Justin aveva contribuito a sbloccare un match ostico iniziando l’azione del vantaggio firmato dal dischetto da Schöne. “Il giorno” lo aveva definito senza mezzi termini papà Patrick su Instagram. E’ quasi un legame doppio, quello con Tete: il 17 febbraio Kluivert jr. aveva esordito anche in Europa League contro il Legia Varsavia. Una nottata breve ma comunque indimenticabile: era entrato in campo al 73′, esce all’86’ dopo l’espulsione del difensore olandese di origini mozambicane e indonesiane. Perché di raccomandazione all’Amsterdam Arena non c’è davvero l’aria. Che ti chiami Kluivert o meno. Intanto lui pensa solo a correre, con quel 45 sulle spalle. Già nel 2016 aveva lasciato il segno con la seconda squadra dei Lancieri: contro la squadra giovanile del Feyenoord aveva lasciato tutti a bocca aperta con un gol che aveva fatto il giro del mondo. Slalom in mezzo a quattro avversari e palla all’angolino. Ma già nel 2015, quando Justin aveva ancora 16 anni, su di lui aveva messo gli occhi il Manchester United di Van Gaal (che lanciò il padre). A denti stretti lui ha già ammesso il suo sogno nel cassetto: “Da grande mi vedo al Barcellona, come mio padre”. Ma chissà che per Kluivert jr. non ci sia già un futuro in programma a Parigi…

Redazione
A cura di

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

Paul Breitner: oltre il Muro dell’apparenza Compie oggi 69 anni Paul Breitner, iconico calciatore tedesco che non ha mai nascosto le sue idee politiche...

Altri Sport

L’indipendenza basca e il ciclismo: Iban Mayo e la macchia arancione L’indipendenza basca è un capitolo della geopolitica che ha legami con l’origine sconosciuta...

Calcio

10.380 km di passione: Luch Vladivostok vs Baltika Kaliningrad, la trasferta più estrema al Mondo “Maciniamo i chilometri, superiamo gli ostacoli…”: è questa una...

Altri Sport

Jonathan Edwards, il Gabbiano che non volava di domenica Il 7 agosto 1995 ai Mondiali di atletica di Goteborg, Jonathan Edwards, l’uomo volante del...

Calcio

I proverbi in Italia dicono che tutte le strade portano a Roma. E il detto dovrebbe essere ulteriormente vero se ti chiami Augusto, come...

Storie di Sport

Uruguay 1930, l’inizio di tutto (dove successe di tutto) Il 30 luglio 1930 terminava la prima edizione dei Mondiali di calcio della storia, con...

Calcio

Mercoledì 18 giugno 1986: El Buitre è tutto qui. Quattro reti, quattro perle. Un poker di istantanee che racchiudono l’identikit calcistico di Emilio Butragueño....

Calcio

Spesso mando ciò che scrivo a una mia carissima amica. Le chiedo di dare un’occhiata perché di lei mi fido più che di me...

Calcio

Quando lo stadio è un’astronave Isola di Hokkaidō ( 北 海 道 ), la più settentrionale dell’arcipelago giapponese. Capoluogo della prefettura è Sapporo (札幌市),...

Calcio

Manchester United – Bayern Monaco, gli ultimi minuti dell’ultima Champions del XX Secolo Il 26 maggio 1999 al Camp Nou di Barcellona va in...

Altri Sport

Jonah Lomu, più forte del suo destino Il 12 maggio 1975 nasceva, nella città neozelandese di Auckland, Siona Tali “Jonah” Lomu, da tutti conosciuto...

Calcio

Che squadra tifava Sergio Leone? Il 30 aprile 1989 ci lasciava uno dei più grandi e conosciuti registi italiani di tutti i tempi: Sergio...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro