Colesterolo alto è una locuzione utilizzata popolarmente per indicare una condizione medica patologica nota come ipercolesterolemia, caratterizzata da livelli ematici di colesterolo totale superiori a 240 mg/dL.
L’ipercolesterolemia non deve essere sottovalutata perché può avere un impatto negativo sulla salute; infatti, insieme all’ipertensione arteriosa (la cosiddetta “pressione alta”), il fumo di sigaretta, il sovrappeso e l’obesità, è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare.
Per molto tempo si è ritenuto che l’ipercolesterolemia fosse una condizione legata esclusivamente a un’alimentazione squilibrata e disordinata, tant’è piuttosto comune sentire parlare del rapporto tra burro, formaggi o uova e colesterolo, e dell’alimentazione in generale.
In realtà, l’eccesso di colesterolo nel sangue è un problema piuttosto complesso che coinvolge più fattori, alcuni dei quali vanno oltre le scelte alimentari (sovrappeso, fumo di sigaretta, eccesso di alcolici, sedentarietà ecc.).
Il colesterolo non è tutto uguale
Cosa leggerai in questo articolo
Il colesterolo circola nel nostro organismo in associazione ad alcune proteine denominate lipoproteine, in particolare alle lipoproteine LDL, HDL e VLDL. Le principali forme di colesterolo sono due: LDL e HDL.
Il colesterolo LDL è detto “cattivo” perché quando è presente in eccesso tende ad accumularsi sulle pareti interne dei vasi sanguigni formando depositi che aumentano il rischio di eventi cardiovascolari (angina pectoris, infarto, ictus ecc.).
Il colesterolo HDL è detto “buono” perché agisce come “spazzino” prelevando il colesterolo LDL in eccesso e portandolo verso il fegato dove poi sarà eliminato.
È quindi fondamentale cercare di mantenere i livelli di colesterolo cattivo sotto un certo limite (100 mg/dL) e quello HDL sopra i 50 mg/dL. Il colesterolo totale non dovrebbe superare idealmente i 200 mg/dL.
Colesterolo e alimentazione
Ridurre il colesterolo alto a una mera questione alimentare è scorretto da un punto di vista scientifico. Si deve innanzitutto precisare che circa l’80% del colesterolo circolante è di produzione endogena e solo il restante 20% viene introdotto con la dieta. L’alimentazione ha quindi un ruolo, ma è relativo.
Quello che invece le linee guida attuali consigliano è di condurre uno stile di vita sano che preveda tra le altre cose una regolare attività fisica (che non riduce il colesterolo LDL, ma aumenta quello HDL), l’eliminazione del fumo di sigaretta (che danneggia i vasi sanguigni) e il mantenimento di un corretto peso forma.
Per quanto riguarda l’alimentazione, il suggerimento dell’Istituto Superiore di Sanità è quello di seguire un modello alimentare quanto più possibile aderente alla cosiddetta “dieta mediterranea” riducendo il contenuto di grassi saturi, evitando quelli trans e aumentando l’assunzione di frutta, verdura di stagione e fibre alimentari.
Grassi saturi, grassi trans e grassi insaturi
Sempre sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità si spiega come non sia necessario “demonizzare” determinati alimenti (come per esempio le uova, che peraltro sono un ottimo alimento); piuttosto il consiglio è quello di ridurre il consumo, se eccessivo, di alimenti ricchi di grassi saturi come insaccati, burro, strutto, lardo, formaggi stagionati, torte e biscotti ecc. Ma “ridurre” non significa “eliminare”.
Più attenzione, invece, occorre per quanto riguarda i grassi trans, che effettivamente possono contribuire più di altri grassi ad aumentare i livelli di colesterolo totale; essi si trovano soprattutto negli snack di produzione industriale e nei cibi che contengono grassi sottoposti al processo di idrogenazione, come per esempio la margarina.
Può essere d’aiuto assumere cibi che contengono grassi insaturi, che possono ridurre i livelli di colesterolo cattivo; esempi di questi cibi sono lo sgombro, il salmone, le noci, le mandorle, l’olio di oliva, l’avocado ecc.
L’alimentazione ha un ruolo importante, ma non basta
L’ipercolesterolemia è una condizione legata a vari fattori; fra questi l’alimentazione ha un ruolo importante, ma non esclusivo e la demonizzazione di alcuni alimenti, senza l’eliminazione di fattori di rischio ben più importanti, non ha particolari effetti. L’adozione di uno stile di vita sano è attualmente considerato il modo migliore di prevenire e/o gestire problemi di salute, colesterolo alto compreso.
