Quantcast
Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Chiamatelo Garellik: La storia di Claudio Garella

Chiamatelo Garellik: La storia di Claudio Garella

Compie oggi 66 anni Claudio Garella, iconico portiere del Napoli Campione d’Italia, famoso per il suo modo di parare non convenzionale. Per l’occasione vi raccontiamo la sua storia.

Para e basta. Para più che puoi. La parte del corpo coinvolta non conta: para ed esulta. Claudio Garella ha incarnato il motto.

Dinoccolato, poco incline all’eleganza dello stile fuori e dentro i pali, sfacciatamente essenziale. Lui, il Garellik nato a Torino nel cuore degli anni cinquanta del novecento. Portiere? Beh, complesso definirlo tale.

All’ombra della Mole, sponda granata, muove i primi passi bagnando anche l’esordio tra i grandi. Per due anni viene spedito in Serie D dove, tra i legni del Casale, riesce nell’impresa di firmare addirittura un goal su penalty. Intervallo in quel di Novara e poi, in un batter d’occhio, il guardiano si trova catapultato nella piazza biancoceleste della capitale: indossa i guantoni della Lazio dal ’76 al ’78. In certi placoscenici non ti perdonano. Il successore di Felice Pulici se la cava piuttosto bene fino a quando, in due colpi, gli avversari di Lens e Vicenza si scagliano violentemente contro di lui. La tifoseria laziale non è morbida nei giudizi. Meglio cambiare aria, direzione Liguria, per cancellare l’incubo “Paperella”.

Nella Sampdoria Claudio si stabilizza ed acquista una consapevolezza fuori dal comune. Il mito del portiere senza mani, come sottolineato anche da Gianni Agnelli, diventa piacevole abitudine nel periodo di Verona. Bagnoli è il maestro dell’Hellas dei sogni: sarà scudetto nella stagione 1984-1985. Le sue parate condite dalle firme di onestissimi interpreti come Fanna, Di Gennaro, Galderisi, Briegel ed Elkjaer. In casa della Roma prende tutto, ma proprio tutto. Le coronarie giallorosse rischiano gravi conseguenze osservando quel pallone che non vuole entrare.

Garella toccherà la vetta tricolore anche con i guantoni del Napoli. Il 10 maggio 1987 San Gennaro piange di gioia con il giubilo del San Paolo per i Maradona boys. Il punto più alto della sua carriera concreta e senza fronzoli.

Fisico consistente ma non scientificamente palestrato come quello dei numeri 1 contemporanei. Certo, non è mai stato un giocatore da copertina patinata.

Il tempo di una Coppa Italia in terra partenopea e poi, al culmine di un controverso scontro con mister Bianchi, i saluti.

Altri due giri a Udine a fine decennio. Claudio pensa dentro la sua anima e decide infine, nel 1991, di appendere scarpini e guanti al chiodo con un grazie al popolo di Avellino.

Chiamatelo Garellik. Il paratutto: piedi, coscia, pancia e petto. Prende pure una lavatrice usando tutte le zone del corpo, tranne le mani.

Facebook

Da non perdere

Altri Sport

Lou Gehrig, lo Sportivo che ci ha fatto conoscere la SLA Per la Giornata Mondiale per la lotta alla Sla che si celebra oggi,...

Calcio

Manu Chao, la passione per il calcio con il Genoa nel cuore Il 21 giugno 1961 nasceva, nella città di Parigi, José Manuel Arturo...

Calcio

Mario Corso, il poeta maledetto del calcio italiano Il 20 giugno 2020 ci salutava Mario Corso, il funambolo dell’Inter, soprannominato “Mandrake” per le sue...

Basket

La Legge Len Bias: quando per cambiare le regole ci deve scappare il morto Il 19 Giugno 1986 una overdose di cocaina interrompe il...

Basket

Dirk Nowitzki: quando il Basket incontrò la matematica Compie oggi 43 anni Dirk Nowitzki, il fenomeno tedesco che in NBA ha fatto la storia...

Motori

Kevin Schwantz, il “kamikaze” che ha reso pazzo il motociclismo Compie oggi 57 anni Kevin Schwantz, pilota iconico del Motociclismo a cavallo tra gli...

Calcio

Intervista a Giorgio Martino, autore del libro “Rossi, Rossi, Rossi” Due chiacchiere con Giorgio Martino, per farci raccontare come è germogliato il progetto di...

Altri Sport

I rivoluzionari dello Sport: Bill James, l’inventore dell’algoritmo vincente Il 17 giugno 2003 veniva pubblicato il libro “Moneyball” in cui l’autore Michael Lewis racconta...

Calcio

Gli Europei e le scorie della Guerra Fredda Nel 1991 ho accompagnato la nazionale di calcio under 21 dell’allora Unione Sovietica in una delle...

Motori

Fratelli di Montreal: quando il Gp del Canada parlava italiano Se non ci fosse stato il Covid-19, oggi in Formula Uno si sarebbe disputato...

Calcio

Mauro Tassotti, il Djalma Santos bianco “Puoi togliere il ragazzo dal ghetto ma non il ghetto dal ragazzo”, dice Zlatan Ibrahimovic. Potremmo portare questa...

Altri Sport

Stoccolma 1956: quelle Olimpiadi Australiane che si disputarono in Svezia Domenica 10 giugno 1956 allo Stockholm Stadium nell’omonima città di Stoccolma si svolse una...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro