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Chiamarsi Grosskreutz non è mai stato così complicato

Kevin Großkreutz tifa Borussia Dortmund, si è fatto licenziare dallo Stoccarda e ha lanciato un kebab in faccia ad un tifoso del Colonia. Tutto molto particolare ma tutto vero.

A 28 anni si è persino ritirato dal calcio giocato, almeno per il momento, dopo essere stato allontanato proprio dallo Stoccarda per una bravata imperdonabile.

Secondo quanto ricostruito dalla Bild, infatti, il giocatore tedesco avrebbe portato alcuni ragazzini dell’Under 17 in un locale a luci rosse ovviamente vietato ai minorenni, il tutto poco prima di imbattersi in un gruppo di giovani tifosi e finire con il volto tumefatto in ospedale in seguito a una rissa dalle dinamiche ancora incerte. Una storia molto triste, triste come le lacrime che hanno accompagnato l’ultimo saluto di Kevin a compagni e tifosi, che lo hanno sempre rispettato sebbene si trattasse di un conclamato tifoso del Dortmund.

 Il motivo di questo amore a prima vista è ancora incerto; forse il carisma o forse quel cognome un po’ strano, che in realtà suona strano solamente a noi non tedeschi? Magari invece Großkreutz era così amato proprio per le bravate che lo hanno reso celebre al di fuori del campo? Sì, come quella volta in cui non le risparmiò a Timo Werner, che lasciò lo Stoccarda ormai retrocesso per accasarsi al più ricco e giovane Lipsia.

Prendere o lasciare, terzino o esterno di centrocampo, centrocampista difensivo o addirittura in porta come contro l’Hoffenheim nel maggio del 2013. Assumere un ragazzo del genere significava però assumersene anche le responsabilità, e questo in Germania lo sanno bene; nel 2012 accese un petardo in campo durante la Festa Scudetto del Borussia.

Le reti più belle sono quelle che fa il Dortmund” rispondeva invece qualche anno prima a chi osava chiedergli quale fosse stata la sua rete più significativa tra le 11 segnate in Zweite Liga con la maglia del Rot Weiss-Ahlen.

 La duttilità e l’apparente genuinità di un giocatore come Kevin Großkreutz, che evidentemente nasconde non poche debolezze e problemi nella vita quotidiana, sono particolari che difficilmente verranno dimenticati da chi ama il calcio.

L’asso nella manica di Jurgen Klopp dovrà tuttavia separarsi dal pallone, sempre che non decida un giorno di tornare, magari proprio al Borussia Dortmund, che lo conosce così bene da avergli lasciato un messaggio di sostegno nell’ultima gara contro il Leverkusen. Forse lasceranno libero anche un posticino nell’infinito muro giallo del Westfalenstadion.

dortmund

Un giorno ha dichiarato che i suoi compagni di squadra sono tanto i giocatori in campo quanto i tifosi sugli spalti, sostenendo quindi la tesi del 12esimo uomo in campo. Prendere o lasciare, questo è Kevin Großkreutz, nato nel cuore della Ruhr e cresciuto in gradinata.

 

 

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