Connect with us

Cerca articoli

Altri Sport

Chi si accorgerà dell’assenza a Rio 2016 dell’atletica italiana?

Il doping amputa lo sport, la sua credibilità, la sua icona. E anche i suoi albi d’oro. Ora lo sconquasso si abbatte sull’atletica e con proporzioni rovinose che ricordano quelle del ciclismo che di un botto cassò come trionfatore di sette Tour de France il colpevolissimo Armstrong. Alzi la mano chi è in grado di recitare a memoria nomi e cognomi dei sette subentranti all’americano nella classifica rivista della classica francese.

Non siamo lontani da questa obsoleta rivisitazione quando leggiamo che con i nuovi metodi di controllo (passaporto biologico) è stata scoperta la positività al doping della mezzofondista russa Tatyana Andrianova che è è stata privata tout court della medaglia di bronzo sugli 800 ai Mondiali di Atletica del 2005 (dieci anni dopo!). Il trofeo sarà girato alla mozambicana Maria Mutola che sicuramente non saprà che farsene di questa sciupata gloria retroattiva.

Ironia della sorte tale virtuale restituzione è toccata al nostro Schwazer che, nelle more della squalifica, si è visto restituire metalli preziosi per periodi anteriori al suo comprovato doping. C’è un’inchiesta aperta anche sulla triplista Devetzi, oggi quarantenne, ritiratasi da 6 stagioni, per il suo argento ai Giochi di Atene del 2004:  sempre dieci anni dopo!

Se in Russia si parla di doping di Stato in Italia lo choc è per un doping coprente (mancati controlli). Superficialità e menefreghismo degli atleti (e nell’elenco dei 26 c’era qualcuno già caduto in chiacchierate frequentazioni con stregoni del doping), dolo della federazione, delle sue strutture e dei suoi impiegati per un sistema alla “Così fan tutti” assolutorio e auto-referente. Stupiscono dunque, in attesa del giudizio, i verdetti già pronunciati dal Presidente della Federatletica Giomi (responsabile oggettivo del disastro tecnico nei mondiali 2015) e dello stesso Presidente del Coni Malagò (“Non hanno barato”) quando, prudenza a parte, la corresponsabilità dei loro organismi è tecnicamente provata.

Esercitando una facile ironia si potrebbe dire che l’assenza dell’atletica italiana ai Giochi di Rio 2016 rischierebbe di passare inosservata vista l’assenza di carta sicure da medaglia. In questo momento, beffardamente, il più competitivo è Schwazer che ha tutta la nazionale contro, ma non il vertice della federazione, che deve investire sul proprio successo la propria ansia di sopravvivenza. Se all’assenza di questo sport in tutti i programmi scolastici di ogni ordine e grado si aggiunge la scarsa efficienza della federazione che dovrebbe ottimizzare la non eccezionale materia prima a disposizione non ci si può stupire della modestia dei raccolti agonistici.

Significativo che il disastro doping a livello internazionale abbia contagiato proprio lo sport cardine del programma olimpico coinvolgendo nei sospetti anche dirigenti emergenti (oltre che grandi atleti del passato) come Sebastian Coe. Forse mediaticamente solo Bolt può salvare l’atletica del futuro e coprire le sue magagne. Ma non metteremo la mano sul fuoco neanche per il grande velocista giamaicano.

FOTO: www.hostelitaly.net

social banner

Redazione
A cura di

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

Helenio Herrera: Morte e Misteri dell’Inter del Mago Il 10 aprile 1910 nasceva Helenio Herrera, il Mago dell’Inter capace di vincere tutto. Della sua...

Interviste

A tu per tu Roberto Cammarelle, il signore del ring Partita con l’accensione del simbolico braciere a Fukushima l’edizione numero trentadue dei Giochi Olimpici...

Altri Sport

Gelindo Bordin e l’impresa impossibile di Seul 1988 Compie oggi 62 anni  il maratoneta Gelindo Bordin, l’atleta che vinse un incredibile oro alle Olimpiadi...

Altri Sport

Jesse Owens: il nero che incantò Hitler Il 31 marzo 1980 nasceva Jesse Owens, leggendario corridore statunitense che alle Olimpiadi del 1936 nella Berlino...

Altri Sport

A tu per tu con Giovanni “Johnny” Pellielo, la Leggenda del Tiro a Volo Fasi decisive per il mondo dello sport in generale che...

Pugilato

Teófilo Stevenson: tutto l’oro di Cuba  Il 29 marzo 1952 nasceva a Cuba, Teófilo Stevenson, leggendario pugile caraibico che durante tutta la sua vita...

Interviste

A tu per tu con Sara Simeoni, la donna volante Ci sono dei momenti e delle sensazioni legati con un filo invisibile e impressi...

Altri Sport

A tu per tu con Antonio Rossi, la Leggenda della canoa azzurra In questo marzo pazzo condizionato gravemente dalle varianti Covid e dalla imminente...

Altri Sport

A tu per tu con Josefa Idem, la Wonderwoman della canoa In questo scenario di forte instabilità, tra vaccini che ritardano e varianti che...

Altri Sport

Festa della Donna: Hassiba Boulmerka, un oro per la libertà Per la Festa della Donna che si celebra oggi, vi raccontiamo la storia di...

Pugilato

Billy Collins e quel pugno “dopato” che ha distrutto la sua vita Il 6 marzo 1984 moriva il pugile di origini irlandesi Billy Collins,...

Altri Sport

A tu per tu con Marco Galiazzo, l’occhio di falco azzurro Momenti decisivi per le sorti delle Olimpiadi di Tokyo che, a detta del...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro