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Perchè non si vuole far crescere la Lazio?

Bisognerebbe pensare di cambiare il nome. Non più calciomercato, come vuole la tradizione quando arriva la stagione estiva, ma semplicemente supermercato. Quello nel quale la Lazio, dà l’impressione di trasformarsi tutte le volte che invece dovrebbe diventare una corrazzata. Ogni volta, all’indomani di un importante piazzamento europeo, quando i tifosi potrebbero (ma soprattutto vorrebbero) aspettarsi il benedetto salto di qualità. Ma invece, anziché sentire parlare  di possibili rinforzi per la stagione che verrà le notizie che circolano, riguardano tutte possibili cessioni. E sono tutti nomi di cessioni eccellenti. Giocatori che quest’anno hanno fatto la differenza nella squadra guidata da Simone Inzaghi. E malgrado Simone Inzaghi abbia già detto che “ho avuto garanzie dalla società chi parte verrà rimpiazzato”, Biglia, De Vrj e Keita non sembrano nomi così facilmente rimpiazzabili.

Al momento soltanto l’operazione Biglia al Milan (per circa 22 milioni di euro) sembra ormai una cosa fatta e dunque la Lazio dovrà pensare a trovare un nuovo regista sempre che Inzaghi non decida di lanciare definitivamente Murgia. De Vrij e Keita sono invece stati accostati rispettivamente a Chelsea e Juventus senza che però per il momento sia stata trovata, soprattutto nel caso dell’attaccante senegalese, un’intesa con Lotito (che per Keita ha già detto di volere non meno di 30 milioni di euro). Il quale, se tutte e le tre le operazioni andassero in porto, da questa sessione di calciomercato potrebbe arrivare ad incassare oltre 70 milioni di euro. Già, ma da investire come però? Perché i nomi che stanno circolando come possibili operazioni in entrata per adesso sono soltanto voci. Come quella su Rodrigo Caio spacciato per un “clamoroso ritorno di fiamma” ma per il quale però, almeno secondo quello che scrive il sito Laziosiamonoi, non sembra sia stata fatta un’offerta ufficiale. Il resto i nomi girati fino ad oggi sono stati quelli di Klassen, Gonzalo Rodriguez, i due emergenti del Torino Benassi e Baselli (che il ds granata Petrachi ha allontanato dicendo che “per quest’anno non parte”) e infine il “Papu” Gomez.

Ma di affari concreti per il momento non sembra esservi traccia. Come già successo in passato dunque, è il caso delle stagioni 2009-10 (quando partì Pandev e Ledesma venne messo fuori rosa) oppure della più recente 2015-16 (dopo la prima stagione di Stefano Pioli), quando la Lazio è chiamata a rinforzarsi per poter competere finalmente su più fronti, accade puntualmente il contrario: i migliori anziché essere blindati partono. La sensazione, dopo tutti questi anni, è che l’intenzione di Lotito sia quella di tenere la Lazio come se fosse una macchina da guidare a velocità controllata, senza spingere troppo sull’accelleratore. E soprattutto senza far capire ai suoi tifosi, quale sia la destinazione da  raggiungere.

 

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