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Chevanton accusa il calcio italiano: “Calciatori che si vendono le partite per anni, ancora giocano. Tremendo”

Grinta e fiuto del gol, prima o seconda punta, un giocatore che ha fatto innamorare tutte le piazze in cui ha giocato, calciatore del Sud del Mondo, che tifa per le squadre del Sud come testimoniano i suoi stati a favore del Palermo in questa stagione, anche se a Palermo non ha mai giocato. Parliamo di Ernesto Javier Chevanton, l’attaccante uruguagio scoperto da Pantaleo Corvino che in una sola estate si assicura sia Chevanton che Giacomazzi, anche lui uruguagio che difenderà i colori del Lecce per oltre 10 anni, seguendo la squadra salentina fino alla Serie C.

Chevanton si è contraddistinto lungo tutta la sua carriera sia per le carrettate di gol che elargiva in ogni stagione, sia per i suoi modi tutt’altro che ortodossi. Le esultanze in cui si toglieva la maglia, mostrando una “maglietta della salute” sotto la divisa, con il tatuaggio che effigia Ernesto Che Guevara, rende chiaro il concetto di che tipo di uomo sia ed oggi l’ha fatta davvero grossa, prendendo voce e dichiarando al mondo, tramite l’attivissimo profilo Twitter, un qualcosa che in tanti pensano del calcio italiano: “Serie A italiana. Giocatori che per anni si sono venduti le partite ancora giocano. Tremendo, senza parole“.

In 140 caratteri di cinguettio un’accusa fortissima al sistema della giustizia sportiva italiana che riabilita giocatori che sono stati condannati per essersi venduti le partite e che giocano ancora come professionisti.

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0 Comments

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    antonio

    Maggio 10, 2016 at 1:17 pm

    Sacrosante parole, vedi Masiello e Mauri. E’ una vergogna ma la causa di tutto questo è stato Palazzi che si è scagliato contro le piccole società e ha dato in testa con cattiveria alle piccole società e con questo ha permesso questo schifo che c’è nel calcio italiano. Vendersi le partite è diventato un merito, una medaglia da appuntarsi al petto. Vergogna e Vergogna, state facendo allontanare la gente dal calcio e tutto grazie a la giustizia sportiva italiana e scialacqua nella mediocrità.

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    Roberto

    Maggio 10, 2016 at 1:59 pm

    Gli stupidi siamo noi tifosi che andiamo ancora allo stadio e ci abboniamo alle tv private per vedere partite che molte volte sono falsate.ma tanto tirate la corda che si spezzera’.

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      Giovanni

      Maggio 10, 2016 at 5:30 pm

      Hai ragione. Per questo non ho mai dato un centesimo a nessuna paytv e (ma questo mi dispiace) non vado più allo stadio. La cosa clamorosa è come in molti non si accorgono che, pur senza rubare o scommettere o cose del genere, è il sistema stesso che non fa altro che favorire i più forti e indebolire i più deboli; in altre parole, il sistema stesso falsa i campionati. Mi sembra dunque incredibile che addirittura si paghi per questo. Sono molto dispiaciuto, ma mi sto allontanando sempre più da questo sport… Saluti.

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    Pasquale

    Maggio 10, 2016 at 2:18 pm

    Beh se non avessimo più fatto giocare Paolo Rossi dopo il primo calcio scommesse; avremmo avuto un calcio più pulito, ma anche una coppa del mondo in meno e ai tifosi interessa la coppa. Il problema è che il vero sport si fa senza soldi, il resto è fuffa.

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