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Che squadra tifava Sergio Leone?

Che squadra tifava Sergio Leone?

Avrebbe compiuto ieri 93 anni uno dei più grandi e conosciuti registi italiani di tutti i tempi: Sergio Leone, nato il 3 gennaio 1929. Tutti conosciamo questo personaggio, autore di soli 7 film nella sua breve carriera da regista, sia per alcune pellicole storiche da lui realizzate: “Per Un Pugno di Dollari”, “Il Buono, Il Brutto ed il Cattivo” e “C’Era Una Volta In America”, ma anche per aver lanciato, sul mondo del grande schermo, attori del calibro di Clint Eastwood.

Sono molti gli aneddoti legati a questa figura. Tra questi, naturalmente, non potevano mancare quelli che chiamano in caso il mondo del calcio.

In questo pezzo, vorremmo parlarvi della fede calcistica di Sergio Leone che, nel corso del tempo, è stato l’argomento principale di vari dibattiti e di veri e propri scontri tra appassionati di pallone e cinema.

Da romano doc, Leone pare che avesse una forte passione per il calcio della sua città. Ma chi preferiva tra le squadre delle due sponde del Tevere? In questo senso la questione si fa un po’ più complicata e sono molte le testimonianze, o presunte tali, che cercano di tirare l’acqua al proprio mulino.

L’amicizia e la collaborazione artistica tra Sergio Leone e Ennio Morricone si conosce nei minimi dettagli grazie, soprattutto, alle splendide musiche che il compositore realizzò per alcune sue pellicole. Non si capisce, però, se i due fossero uniti anche dalla fede per la squadra giallorossa di cui Morricone non ha mai nascosto di essere un acceso supporter.

Infatti, come si spiega nelle pagine del libro “Ennio il maestro”, è il compositore romano a dire: “Anche a Sergio Leone piaceva il calcio. All’epoca in cui andavo all’Olimpico per la partita, avevo comprato una macchina, sembrava un’auto militare. Con quella andavamo allo stadio io, Sergio e le nostre famiglie. Non sapevo che era laziale, ma un giorno al derby scattò in piedi eccitato come un matto perché la Lazio aveva segnato un goal alla Roma. Allora gli dissi: Da oggi allo stadio ci vado solo con mia moglie!”.

Questa frase, per i tifosi di fede biancoazzurra, è la prova inequivocabile che il grande regista fosse un sostenitore biancoceleste. E gli stessi supporter laziali lo mettono nel loro olimpo di tifosi celebri di cui fanno parte celebrità del calibro di Aldo Fabrizi o Lucio Battisti.

Anche i romanisti si sono mobilitati per trovare prove che testimoniassero la fede di Leone per i colori della squadra giallorossa. Ed anche in questo caso non mancano testimonianze “ad hoc”.  Una delle più significative porta la una data alquanto infelice per i tifosi giallorossi: 30 maggio 1984. Quel giorno, infatti, era in programma la finale di Coppa Campioni, guarda caso all’Olimpico di Roma, tra i giallorossi di Nils Liedholm e gli inglesi del Liverpool.

 

Poche ore prima del match, il giornalista Aldo De Luca, pubblicò una intervista al grande regista, su il quotidiano “Il Messaggero”, in cui gli chiese anche una suo commento sull’importante match di coppa dei giallorossi. “Per me il Liverpool non esiste. Sono romanista incallito con moglie e figli che impazziscono per il calcio…mi auguro proprio che la Roma trionfi”: fu questa la risposta inequivocabile del regista che verrà utilizzata come prova diretta della sua fede per la Roma.

Altre voci, inoltre, entrano ancora di più nel dettaglio: secondo alcuni, infatti, i giocatori più apprezzati da Leone erano due in particolare: Falcao e Cerezo. Il primo “perché è un perfezionista mosso da una passione trascendentale per il calcio”; il secondo, invece, “riesce ad essere sempre sulla palla al momento opportuno. Ha una visione panoramica, totale del gioco, lo anticipa, in più segna”.

Una terza testimonianza, però, sembra aprire una nuova strada in questa lotta sulla fedeltà calcistica del cineasta romana; il 18 novembre 1984 apparve, infatti, un intervista a Sergio Leone sul periodico “Roma Mia” a cura di Emma Viscomi.

Ad un certo punto la giornalista afferma “So che lei è tifoso della Roma”. A questa affermazione il regista replica così: “Sono tifoso facendo finta di non esserlo. Ho un’accesa polemica in famiglia dove girano troppi romanisti. Io amo poco i tifosi sperticati. Preferisco gli sportivi, ragionano di più senza tirare in ballo la sfortuna, la perfezione propria contro la stupidità degli altri. Naturalmente ho la tessera e vado regolarmente all’Olimpico”.

Questa risposta, secondo alcuni, testimonia che Sergio Leone non fosse, in realtà, un grande appassionato del calcio romano.

La risposta sicura e definitiva e questo aneddoto probabilmente non la troveremo mai. Speriamo che anche questo discusso punto contribuisca ancora di più ad aumentare la leggenda attorno ad una delle più importanti personalità culturali che l’Italia ricordi.

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