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Che fine ha fatto la maglia azzurra del Napoli?

Conta solo la maglia, uno striscione che campeggia in ogni stadio del mondo, in tutte le lingue del globo terracqueo che popolano il pianeta. A Napoli però questo concetto è mutato nel tempo, ed è mutato dalla stagione 2014/2015 quando per la prima volta nella storia del club partenopeo la prima maglia fu sostituita, numeri alla mano, dalla maglia jeansata che nelle intenzioni iniziali sarebbe dovuta essere la terza.

Tifosi inviperiti per lo schiaffo alla storia di una maglia tanto semplice quanto iconica, portata orgogliosamente nel mondo dal calciatore più forte della storia, Diego Armando Maradona, diventato capopopolo di 6 milioni di persone che a loro volta portano questo azzurro borbonico in giro per il mondo.

Azzurro borbonico, appunto. Perché quella del Napoli non é una maglia “Blu sky” come quella del City, o celeste come quella della Lazio. E’ un azzurro diverso, di un paio di tonalità più forti, perché il fondatore del club, Giorgio Ascarelli, decise di omaggiare la storia della città prendendo in prestito i colori dallo stemma comunale che a loro volta si rifacevano ai regnanti
passati.

Ascarelli era un presidente lungimirante, ancora oggi sarebbe moderno, perché aveva capito che il calcio sarebbe stato espressione massima dell’orgoglio cittadino e che un giorno avrebbe conquistato il mondo, così oltre all’azzurro borbonico nel simbolo ci inserì l’iniziale della città ma scritta con la enne napoleonica.

Tornando all’azzurro, numeri alla mano quella classica resta la prima maglia (per ora) con 20 apparizioni totali ma dista solo 3 partite da quella bianca a quota 17, la nera staccata a 7 essendo terza maglia.

Quest’anno i tifosi sono stati costretti nuovamente a chiedere a gran voce al presidente Aurelio De Laurentiis di smetterla di provare a distruggere la storia del Napoli, un esercizio che a quanto pare soddisfa il patron partenopeo data la frequenza con cui sputa addosso alla maglia azzurra ma a quanto pare da quell’orecchio non ci sente visto che il dato elencato in precedenza va anche contestualizzato: la maglia azzurra è in vantaggio sulla bianca, ma dal 28 Novembre 2016 è stata scelta per due sole volte, in casa col Real Madrid, niente campionato, una in Coppa Italia.

Surreale la sfida con Ia Juventus, il Napoli in maglia bianca e la Juve in maglia blu.

Addentrandosi in questa sequela di dati si può notare in maniera molto semplice di come il bottino della maglia azzurra sia stato ottenuto in Champions League grazie alle 6 apparizioni contro nessuna della bianca, due della nera. In Coppa Italia sono 2 per la nera e una a testa per bianca ed azzurra, mentre in campionato ormai Ia maglia bianca ha distaccato quella azzurra per 16 a 13 e solo un gran finale di stagione potrà permettere ai tifosi del Napoli di gioire per avere quello che nel resto del mondo è la totale normalità, ovvero vedere la maglia storica in campo per più partite rispetto a seconda e terza maglia.

I tifosi del Napoli ormai si stanno riducendo a questo, tifare letteralmente per la maglia, affinché quella azzurra possa tornare a capeggiare all’interno dell’universo Napoli.

Redazione
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