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Cengiz “Under” osservazione. Quando Guardiola ed il City si innamorarono di lui

E’ nata una stella, quella di Gengiz Under. Il talento turco classe 97 da solo si è caricato la Roma sulle spalle con quattro reti in tre partite, un assist e un rigore procurato. La sua botta da fuori contro l’Udinese che ha tolto l’empasse a reti bianche ha fatto il giro del mondo, ma le sue prodezze precedenti, ancora con la maglia del Başakşehir, quel giro lo avevano già fatto ed il suo nome era finito sulla lista dei desideri di uno dei tecnici più vincenti e rivoluzionari del calcio: Pep Guardiola. Uno che quando scrive un nome su quella lista di solito entro sei mesi se lo ritrova al campo di allenamento. Non stavolta. Almeno non per ora.



Grinta, tenacia, baricentro basso, tecnica, potenza, e soprattutto la capacità di giocare sia col sinistro che con il destro. Ancora acerbo, ancora inesperto, ma sicuramente un blocco di marmo della qualità più elevata che deve solo trovare il bravo artista per renderlo una magnifica statua. Per caratteristiche il prototipo di giocatore che piace all’inventore del Tiki Taka moderno, quello vincente, quello che troveremo tra qualche anno sui libri di storia del calcio.

Monchi, come raccontano i dirigenti della sua ex squadra, è stato il più lesto di tutti a prenderlo e soprattutto ha potuto offrire al ragazzo, rispetto al Manchester City ed un’altra big della Premier,  la possibilità di mettersi in mostra sin da subito, nonostante un inizio difficile in una cultura diversa e con una lingua così complicata e difficile da imparare e soprattutto comprendere. Un limite invalicabile per il tatticissimo calcio italiano. Parafrasando: “Se in campo non capisci dove andare e cosa fare, in campo non puoi entrare”.

Ma Under ha lavorato, si è messo sotto e si sta conquistando ogni singolo minuto sul campo grazie al sacrificio, ben conscio che i primi frutti che sta raccogliendo sono solo l’inizio di un lunghissimo percorso ed un’altrettanto lunghissima carriera. E chissà che il nome, il suo nome, sulla lista di Guardiola non abbia già scalato qualche posizione verso l’alto o sia già stato evidenziato.

D’altronde, purtroppo, nel calcio business attuale alcuni club prendono i giocatori alle prime armi e li formano, altri club, molto molto più ricchi dei primi, non hanno questa necessità ed una volta che il giocatore è bello che formato ed esploso bussano alla porta del proprietario e staccano l’assegno. I tifosi giallorossi, tra ironia e non, hanno già i primi brividi di terrore.

 

 

 

 

Emanuele Sabatino
A cura di

Nato a Roma nel 1990, anno delle notti magiche. Ex giocatore di basket, nonostante gli studi in legge, dopo una lunga parentesi personale negli States, decide di seguire la sua passione per lo sport e per il giornalismo. Giornalista iscritto all'albo, da quattro anni vice caporedattore di GiocoPulito.it, speaker radiofonico a Tele Radio Stereo e co-conduttore a TeleRoma 56.

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