Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Carlos Caszely, il calciatore che sfidò Pinochet

Carlos Caszely, il calciatore che sfidò Pinochet

Il 12 settembre 1973 il Cile si svegliava sotto la dittatura Augusto Pinochet, dopo il colpo di stato militare avvenuto il giorno prima. Un regime che durò fino al marzo 1990. In questi anni molti furono gli episodi di repressione violenta verso gli oppositori e anche il calcio subì le stesse conseguenze. Ma ci fu chi non si piegò mai al totalitarismo. Il suo nome è Carlos Caszely e questa è la sua storia.

Correva l’anno 1973 e la storia del Cile era appena stata cambiata dal colpo di Stato del generale Augusto Pinochet. Il presidente socialista Salvador Allende aveva pronunciato via radio il suo ultimo discorso preparando il popolo cileno al cambiamento in atto. La storia, come quella del mondo molti anni più avanti, anche in Cile cambierà per sempre l’11 settembre, perché quello sarà stato  il giorno del golpe. Nei giorni in cui Pinochet conquistava il potere con la forza, Marcelo Salas (che a fine degli anni Novanta diventerà per tutti El matador) non era ancora nato. I cileni osannavano Carlos Caszely, un piccolo (di statura) ma rapidissimo attaccante del Colo Colo, soprannominato il “re del metro quadrato” per quella sua straordinaria capacità di sfruttare al meglio le occasioni che gli capitavano sotto porta.

Il calcio cileno ai tempi di Pinochet

Nella storia del calcio cileno, meglio di Caszely faranno soltanto Ivan Zamorano e lo stesso Marcelo Salas. Ma Caszely sarà ricordato per sempre anche perché si renderà protagonista di un gesto destinato ad entrare nella storia. Nelle stesse ore in cui Allende annuncia la fine della democrazia e l’arrivo della dittatura militare con la residenza presidenziale che sarà messa sotto assedio, la nazionale di calcio cilena si sta preparando ad affrontare la partita di andata dello scontro decisivo contro l’Unione Sovietica, valido per conquistare un posto ai Mondiali tedeschi del 1974. Il match, disputato in territorio URSS, terminerà in pareggio con il risultato di 0-0. Il ritorno è previsto per il 21 novembre del 1973 in Cile, allo stadio “Nacional” di Santiago.

Il discorso qualificazione è ancora aperto per entrambe le squadre. Ma l’Unione Sovietica si rifiuta di scendere in campo in uno stadio militarizzato dai soldati di Pinochet e teatro di abusi e torture verso i dissidenti al regime. Consentendo così al Cile di ottenere “a tavolino” la qualificazione ai Mondiali tedeschi. Ma lo spettacolo anche quella volta, doveva evidentemente andare avanti. E così la nazionale cilena fu “costretta” comunque a scendere in campo (da sola) in una partita surreale, senza l’avversario. Ci sarà spazio addirittura anche per i gol:  il capitano Valdes realizzerà una rete in una porta rimasta completamente vuota.

Caszely, il socialista

In campo c’è anche Carlos Caszely che non ha mai nascosto le sue simpatie socialiste. Aveva detto che se gli fosse capitata la palla sui piedi l’avrebbe calciata fuori. Ma al contrario, quando si presenterà l’occasione, non avrà il coraggio di farlo. A partita finita, negli spogliatoi, si sentirà male per la rabbia. Non dimenticherà mai quella partita.

I mondiali del 1974

Durante i Mondiali del 1974, nel corso della partita contro la Germania padrona di casa, si farà espellere. Non sarà un’espulsione qualunque: ma il primo cartellino rosso nella storia dei Mondiali. C’è ancora un’istantanea dell’arbitro che gli sventola il cartellino sotto gli occhi che diventerà una foto-simbolo. Lo sarà anche (ma in senso negativo) per il regime di Pinochet. Il quale, infatti, imporrà la sua esclusione dal giro della nazionale. Fino a quando non sarà richiamato a furor di popolo. Siamo nel 1982, la situazione politica non è cambiata e la dittatura del generale Pinochet regna ancora sovrana. Caszely ha lasciato il Colo Colo per andare a giocare in Spagna. Molti anni dopo, nel corso di un’intervista pubblicata dal blog futbologia.org, dirà di non essersi mai sentito “un esiliato”.

Il gesto di Caszely

Arrivano i mondiali di calcio e la nazionale cilena si è guadagnata anche questa volta la partecipazione. Il Generale considera l’evento un’occasione importante per migliorare agli occhi del mondo l’immagine del suo regime. Il Cile è capitato nello stesso girone di Austria, Algeria e Germania Ovest. Nella prima gara, Caszely e i suoi compagni, sono impegnati contro gli austriaci. Sotto di una rete, l’occasione per agguantare il pareggio arriva proprio quando l’attaccante si guadagna un calcio di rigore che egli stesso vorrà incaricarsi di calciare. Sui piedi di Caszely ci sono gli occhi puntati del generale Pinochet. Ma il “re del metro quadrato” fallisce incredibilmente il penalty.  Otto anni dopo quel cartellino rosso. Il Generale, ancora una volta non la prenderà bene. Contro Caszely inizieranno i processi mediatici. Resterà per sempre il sospetto che quel rigore sbagliato non sia stato affatto un errore casuale. Piuttosto la “rivincita” del bomber socialista, nei confronti della dittatura militare e dello stesso Pinochet. E, da quel giorno, nella storia del calcio cileno, Caszely verrà ricordato come il calciatore che sfidò Pinochet.

Nel 1988, quando il popolo cileno avrà l’occasione di voltare pagina nel referendum contro la dittatura, anche Caszely parteciperà al voto. “Andammo alle urne tranquilli ma dentro eravamo molto nervosi – dirà il calciatore – sapevamo che dovevamo farla finita. Per fortuna andò così”.

Avatar
A cura di

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Altri Sport

Werner Seelenbinder, il lottatore rosso Il 24 ottobre 1944 moriva Werner Seelenbinder, il lottatore simbolo sportivo della resistenza al nazismo. Per ricordarlo vi raccontiamo...

Calcio

Bruno Neri, storia del calciatore partigiano che non si piegò al Fascismo Il 12 ottobre 1910 nasceva Bruno Neri, l’uomo che con il suo...

Calcio

Alberto César Tarantini: Corri uomo corri La vita l’ha vista fuggire troppe volte, molte delle quali senza preavviso. Forse per questo oggi gli riesce...

Calcio

Il calcio ai tempi di Francisco Franco Il 29 settembre 1936 Francisco Franco viene nominato Generalísimo de los ejércitos de Tierra, Mar y Aire e...

Calcio

Pablo Neruda, il calcio e quel goal come un peso sulla coscienza Il 23 settembre 1973 moriva a Santiago del Cile il poeta Ricardo...

Calcio

Jorge Carrascosa, il Lupo solitario /Quello che non ho, è una camicia bianca,  quello che non ho, è un segreto in banca  quello che...

Altri Sport

Matteotti e Bottecchia: il socialista e il ciclista e un tragico destino già scritto Il 10 giugno 1924 moriva, a soli 39 anni di...

Calcio

Deportivo Palestino, il club cileno che gioca per i diritti dei palestinesi  Il 28 Maggio 1964 nasce l’OLP, l’organizzazione per la Liberazione della Palestina....

Calcio

[themoneytizer id=”27127-1″] René Houseman, “El Loco Impresentable” Il 22 Marzo 2018 ci lasciava Renè Houseman, Campione del Mondo 1978 con la sua Argentina, scomparso ...

Calcio

[themoneytizer id=”27127-1″] Bruno Conti, il MaraZico che giocava a Baseball Compie oggi 65 anni Bruno Conti, formidabile ala dell’Italia Campione del Mondo 1982 e...

Calcio

Il 2 Agosto 1925 nasceva Jorge Rafael Videla, il dittatore argentino che nel periodo dal 1976 al 1981 si rese protagonista di crimini contro...

Calcio

Dino Zoff racconta i Mondiali del 1974 Compie oggi 78 anni Dino Zoff, leggendario portiere italiano tra i più forti della storia del calcio....

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro