Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Cara Roma, poni fine a quest’agonia

[themoneytizer id=”27127-1″]

Cara Roma, poni fine a quest’agonia

Cari Monchi,Totti, Baldissoni, sabato sera osservando la vostra espressione disperata in tribuna all’Olimpico, mentre in campo la squadra del nostro cuore ci infiggeva l’estrema ignominia, ripensavo a quella frase che dice: meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine. Oramai, senza fine è lo spavento, meglio l’agonia, con cui conviviamo dall’inizio del campionato. Vi dico soltanto che ad ogni partita della Roma, noi vittime predestinate giochiamo con una specie di roulette russa che consiste nell’indovinare quale altro orrore ci verrà riservato da chi indossa la maglia giallorossa.

La scorsa settimana, dopo il  gol lampo del Frosinone mi sono detto: vuoi vedere che dopo averle buscate dalle ultime della classe Bologna, Spal, Udinese; dopo aver rischiato di perdere con l’ultimissima, il Chievo; dopo avere subito dal Cagliari il gol del pareggio all’ultimo secondo (noi undici loro nove); dopo essere stati maciullati dalla Fiorentina 7 a 1; dopo il furto con destrezza perpetrato ai danni della squadra di Mihajlovic; vuoi vedere che riusciamo a farci mettere sotto anche dai ciociari che non vincono in casa dalla prima guerra punica? C’è mancato poco. Qualcuno dirà: e la vittoria all’andata contro la Lazio?, e il partitone contro il Porto? Fanno parte dell’agonia: di quei momenti effimeri nei quali la vita sembra riprendere ma che rendono più tragico il coma successivo. Alla fine, dopo la vergogna, la mortificazione, il disgusto che ho, che abbiamo e che forse pure voi avete provato l’altra sera (Pallotta di sicuro: lui è un disgustato permanente) mi sono arreso: a questo punto meglio una fine spaventosa.

Nel senso che Pallotta, visto che il padrone è lui, prenda una volta per tutte una decisione da padrone e accada quel che deve accadere. E dunque, basta accanimento terapeutico: non se ne può più dei vertici notturni sulla sorte di Di Francesco, che avrà commesso di tutti gli errori di questo mondo ma che non merita questa infame e ridicola graticola. E dunque: si annunci con comunicato ufficiale che in panchina resterà lui fino alla fine del calvario, perfino se dovesse perdere tutte le rimanenti gare (ipotesi non peregrina dopo quanto visto). O lo si congedi subito. Per metterci chi al suo posto? Non sono pagato per questo, voi sì e profumatamente. Penso però che Daniele De Rossi allenatore-giocatore (con a fianco qualcuno con il tesserino federale, per esempio il padre Alberto grande mister della Primavera) sarebbe la scelta più naturale, più sensata, più gradita dalla squadra, ma soprattutto quella più popolare. Perciò temo che non se ne farà nulla. Saluti e ci vediamo al prossimo obbrobrio.

[themoneytizer id=”27127-28″]

Antonio Padellaro
A cura di

Giornalista professionista dal 1968, sono stato responsabile della redazione romana del Corriere della sera, vicedirettore de L’Espresso, direttore de L’Unità e, nel 2009 fondatore e direttore de Il Fatto Quotidiano e dal 2015 presidente di Editoriale Il Fatto spa. Ho scritto libri (Non aprite agli assassini, Senza cuore e, di recente, Io gioco pulito), ho sempre tifato Roma, mi sono sempre battuto per la libertà di stampa. E continuerò a farlo.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Azzardo

Bookmakers italiani e stranieri: l’importanza della regolamentazione Un tema un bel po’ complesso e per il quale si rende necessaria un po’ di chiarezza;...

Azzardo

Dal vecchio Totocalcio al web: storia della tanto amata schedina Una ‘vecchietta’ che ha abbondantemente passato i 75 anni di età e che negli...

Calcio

Dall’El Dorado ai Narcos: Inferno e Paradiso dei Millonarios di Bogotà Cinco y baile. Dopo il quinto gol, si balla. C’è stata una squadra...

Calcio

Matthias Sindelar, il patriota anti Hitler Il 23 Gennaio 1939 moriva in circostanze misteriose Matthias Sindelar, il fenomeno austriaco che con il suo gesto...

Calcio

“La strage e il miracolo – 23 giugno 1994, la Mafia all’Olimpico”: la partita che poteva cambiare tutto “La strage e il miracolo –...

Calcio

Andrej Kanchelskis, storia di una sfortuna infinita Compie oggi 52 anni Andrej Kanchelskis, il calciatore russo arrivato in Italia per spaccare il mondo, finito...

Calcio

Rogerio Ceni, molto più che un portiere Quando si è piccoli e ci si affaccia per la prima volta al mondo del pallone, l’unico...

Altri Sport

“La Guerra meno lo sparo”: la stroncatura dello Sport secondo George Orwell Il 21 gennaio 1950 moriva lo scrittore inglese Eric Arthur Blair, da tutti conosciuto...

Calcio

Il Mistero Scaini: la triste storia di un ragazzo che non era Paolo Rossi Il 21 Gennaio 1983 se ne andava Enzo Scaini, il...

Calcio

Dino Viola, l’educatore Il 19 Gennaio 1991 moriva Dino Viola, indimenticabile presidente della Roma, che ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei tifosi...

Calcio

Luciano Re Cecconi: il tragico destino di un giocatore che veniva dal futuro Il 18 Gennaio 1977 se ne andava Luciano Re Cecconi, iconico...

Calcio

Calcio e corruzione: Gegio Gaggiotti e i suoi capolavori Il 16 gennaio 1924 nasceva Eugenio Gaggiotti, l’uomo che è considerato il “pioniere” delle combine...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro