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Amarcord di una grande occasione: Campionato Nazionale Snooker 2017

Campionato Nazionale Snooker 2017

Qualche volta può accadere che un articolo di cronaca sportiva venga deliberatamente accantonato, reso innocuo, soffocato tra scartoffie o nebulizzato nei cluster di un hard disk. I motivi possono essere i più vari; dalla perdita di interesse della redazione, del pubblico imprevedibile, da una serie di concitati eventi che hanno portato alla sua rimozione dal menabò oramai stabilito, infine può essere una lucida decisione dello stesso redattore, cioè da chi lo ha scritto e quasi completato, dal suo stesso padre intellettuale che, per umani patimenti vuole dimenticarlo, allontanarsi dai fatti descritti, sottrarsi ad un affanno. Può accadere però un evento parallelo, dislocato in un tempo diverso ma gemellato con legame infrangibile di causa ed effetto. Allora ecco riaffiorare nell’autore la necessità di dare a quel figlio legittimo il posto che gli spetta tra le pagine cartacee o luminose o tra i più disparati supporti dell’informazione nel nostro tempo. Un destino simile è capitato alla cronaca dei Campionati Nazionali di Snooker di quest’anno, un appuntamento sportivo  controverso e fortemente osteggiato da una frangia secessionista dello snooker italiano, per fortuna, con ancora maggiore forza e nitore di intenzioni, voluto dalla Federazione che, fino a prova contraria, in forza della sua appartenenza al C.O.N.I., risulta essere la massima autorità italiana in tutti gli sport di stecca. Questa premessa si è resa indispensabile perché l’evento in questione si è svolto alla fine di giugno di quest’anno ma solo ora, ad ottobre inoltrato, grida le sue ragioni per essere reso disponibile. Così l’articolo sepolto riemerge dall’archivio ma con intenzioni diverse che ora evadono dalla cronaca per infilarsi nella categoria delle evocazioni di memoria e spinto dall’urgenza di condividere un momento importante di storia del biliardo italiano che l’autore ha vissuto con grande intensità e che non può tenere solo per se. Spero sia nata in voi la curiosità per concedere i pochi minuti necessari ad attuare questa condivisione …

Il Palavela è una struttura che ospita eventi sotto l’egida CONI. Costruzione degli anni 60, nata dalle matite sincronizzate degli architetti Levi e Rigotti per festeggiare il centenario dell’Unità d’Italia, restaurata in occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006, tutt’ora un punto di riferimento per questo tipo di sport e non solo. Una location con il pedegree dell’ufficialità, l’atmosfera dei grandi eventi, il respiro delle manifestazioni sportive storiche. In questo fine giugno del 2017 è stato il turno del biliardo, il nostro turno, la volta nella quale F.I.Bi.S. ha potuto mostrare l’evento topico della stagione ad un grande pubblico in un luogo adeguato.

Non appena varcata la soglia di ingresso l’emozione è grande. Sembra di essere in una storica location dello snooker come la Thurston Match Room Leicester Square dove manca solo la greve nuvola di fumo che contro-soffitta  tutto il salone. Poi le pupille si dilatano adattandosi all’oscurità ed iniziano a leggere quei rettangoli illuminati distesi con simmetria e sono tanti, tantissimi. Lo spazio è vasto, disseminato di tavoli disposti come una corona che segue il perimetro dell’arena, poi un camminamento, poi un passaggio due metri più in alto ed infine le tribune che si elevano a molti metri sopra la testa.

Ancora uno sforzo di messa a fuoco nella penombra e nel cuore della hall, appaiono quattro enormi altopiani verdi, perfette rappresentazioni dei tavoli da biliardo di ogni tempo. Decido che la luce scarsa e molto calda sia buona piattaforma per una serie di pochi scatti che orienterò al bianco e nero. Una scelta più estetica che funzionale, più attenta all’atmosfera che all’informazione della quale siamo tutti bulimici. Dopo ogni evento non restano che immagini, ferme oppure in movimento ma pur sempre traccia di ciò che era vivo e imprevedibile. La fotografia è un atto formale che può congelare il tempo, imprigionare  l’eternità nell’attimo.

Allora penso che, se sarò fortunato e attento, qualcuna di queste “fotografie” potrà essere ingrandita in una specie di immagine murale, a raccontare per lungo tempo qualcosa di appena sussurrato ma che ha realmente avuto luogo. Forse sarà un’immagine che susciterà domande, magari darà anche risposte, testimone fedele di ciò che è stato quel momento senza poterlo più misurare con le categorie convenzionali  del tempo e dello spazio.

Così mi è rimasto dentro il ricordo di questo terzo campionato nazionale di snooker, una micro-serie di scatti come scatole magiche, ognuna a raccontare qualcosa di bello e indescrivibile che è oltre i risultati sportivi, le vittorie e sconfitte, simboli di un impegno collettivo e di un progetto che lentamente sta prendendo la forma che merita nella storia del biliardo italiano.

Pochi giocatori ai nastri di partenza, una protesta sulla formula del campionato ha avvelenato gli animi e allontanato molti ingenui da questa splendida occasione di vivere un momento epico del nostro sport. Forse è anche questo il motivo che rende questo terzo campionato nazionale così speciale, anomalo, controverso, ma ugualmente vero come i due che lo hanno preceduto ed i molti altri che lo seguiranno. Quattro tavoli al posto di due fanno la differenza e proprio per questo motivo che, per la prima volta, sono stati disputati i nazionali di categoria per la serie C e B, altra occasione straordinaria per sottolineare con fermezza il trend di sviluppo del movimento snookeristico italiano.

Alla direzione di gara gli arbitri con licenza EBSA Fabian Tagliapietra di Venezia e Lorenzo Costantini di Milano, hanno dato a tutta la manifestazione quell’aura di impeccabile ufficialità che diviene necessaria per presentare degnamente lo snooker. Nella massima categoria, con una finale equilibrata e di buon livello tattico, si sono scontrati il portacolori di Ambrosian Academy Gianluigi Luoni e Max Sabetta della Tirano Academy che riesce a determinarsi Campione Nazionale Assoluto 2017 gestendo al meglio gli ultimi tre frame.

Proprio Tirano Academy, capitanata da Sabetta, riesce ad aggiudicarsi anche gli altri due titoli: sul podio delle categoria C, premiato da Claudio Bono, sale Marco Robustelli mentre  sul più alto gradino della categoria B si insedia Andrea Sabetta. Nel complesso un evento di grande significanza per la storia dello snooker F.I.Bi.S. che, con i suoi concreti sbocchi nelle organizzazioni europee e mondiali, è l’unica strada per dare a tutti gli appassionati l’orizzonte più ampio che si possa immaginare. Concludo questo esercizio rievocativo non privo di ironia per ciò che viene sussurrato tra le righe e di pungente malinconia per un’occasione perduta pur sapendo che non sarà l’ultima. Tutto sommato un Amarcord positivo, che spinge fino a sognare, in un giorno non troppo lontano, una squadra italiana sul palcoscenico del professionismo mondiale. E forse, con queste ultime parole, un piede nel surreale lo stiamo mettendo davvero … strizzando l’occhio al maestro Fellini.

 

Redazione
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GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

1 Comment

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    Marco

    Ottobre 21, 2017 at 12:05 pm

    Poche settimane fa guardando un torneo full ranking orientale ricordo si commentava in TV “..i numeri dell’Italia dello snooker oggi sono paragonabili a quelli della Cina dei tardi ’70..”, ma questo non vuol automaticamente dire che nel giro di 30/40 anni avremo i nostri Ding/Fu/Wenbo, soprattutto se disperdiamo le energie in inutili guerre fratricide di cui non si capisce neanche bene lo scopo. Anche perchè noi non abbiamo certamente lo stesso bacino d’utenza nè siamo una potenza economica in ascesa…

    Quando si pensa allo sport in Italia si pensa quasi esclusivamente al calcio, e se si pensa al panno verde italiano automaticamente ci son su 5 birilli, vera grande tradizione del biliardo italiano, certamente non a 15 palle rosse su un tavolo enorme.

    L’amarezza e la profonda sensazione dell’occasione persa sono piuttosto evidenti già nella testata, e permeano tutto l’articolo, riccamente corredato da fotografie che, grazie al B&W, mantengono lo stesso tono e tutto sembra proprio voler dire che da una situazione del genere si possa solo migliorare.
    Ma invece la crescita è evidentemente già in atto, e forse un pò di selezione naturale potrà giovare al movimento.

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