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Il calcio secondo Bernardo Bertolucci

Il calcio secondo Bernardo Bertolucci

Il 26 novembre 2018 ci lasciava, all’età di 77 anni, Bernardo Bertolucci, il regista parmigiano, autore di alcuni capolavori del mondo cinematografico come “L’Ultimo Imperatore” e “Ultimo Tango a Parigi”.

Sono molti gli aneddoti e le curiosità che si conoscono su Bertolucci. In questo pezzo, noi di Io Gioco Pulito, vorremmo raccontarvi il lato sportivo/calcistico dell’indimenticabile regista. Bernando Bertolucci non era un grande appassionato dello sport. Solamente negli ultimi anni di vita seguiva, in maniera abbastanza costante, le partite della AS Roma di cui era diventato un simpatizzante.

I primi approcci di Bertolucci con il mondo del pallone risalgono alla sua infanzia quando il futuro premio Oscar viveva nella casa di famiglia di via Giacinto Carini, nel quartiere romano di Monteverde. Nello stesso stabile abitava, durante il periodo di permanenza romana, anche Pier Paolo Pasolini.

Il regista friuliano, che fu estremamente importante nel far avvicinare Bertolucci al mondo del cinema, aveva anche un’altra forte passione: giocare a calcio. Non è infatti un mistero che Pasolini, appena possibile, cercava di organizzare una partita di pallone in qualunque situazione egli si trovasse e arraggiandosi sotto numerosi punti di vista.

Lo stesso rapporto tra l’autore di “Ragazzi di vita” ed il mondo del pallone è stato descritto come una “passione inesauribile, pratica continua e quasi ossessiva, espressione di pura vitalità, addirittura di una felicità possibile”.

Uno dei luoghi in cui PPP ha giocato qualche incontro è stato il campo Ottavilla, nella omonima piazza di Monteverde non lontano dalla già citata via Carini. Qui, durante la sua infanzia e la sua giovinezza, anche Bertolucci avrà tirato due calci al pallone su un campo da gioco che a quel tempo era ricoperto di terra e non certo di erba sintetica come oggigiorno.

Ma l’evento calcistico per eccellenza legato alla figura del regista parmigiano è sicuramente una partita di calcio giocatasi a Parma il 16 marzo 1975. Quel giorno, in cui lo stesso Bertolucci compiva 34 anni, si tenne presso il parco della Cittadella della cittadina emiliana un match tra la troupe del film “Novecento” e quella di “Salò o le centoventi giornate di Sodoma”. Per puro caso infatti i due registi si trovavano a pochi km di distanza mentre giravano le due pellicole. La partita fini con il risultato di 5-2 per la troupe di Centoventi.

A questo match, descritto come “la partita che cambiò il destino del cinema italiano”, è stato dedicato un docufilm, dal titolo “Centoventi contro Novecento”. A scriverlo e a dirigerlo sono stati Alessandro Scillitani e Alessandro Di Nuzzo.

Oltre a quanto raccontato finora, un ben più forte legame con il mondo del calcio Bernardo Bertolucci lo era riuscito a creare grazie al suo supporto alla squadra di calcio capitolina del Trastevere Calcio. Una unione che era nata quasi spontaneamente visto che il regista, da parecchi anni, viveva nel medesimo rione capitolino racchiuso tra il fiume Tevere e la collina del Gianicolo.

Oltre ad essere uno dei suoi tifosi illustri, insieme ad esempio al cantante Lando Fiorini, Bertolucci aveva cominciato a portare avanti, grazie al supporto della stessa squadra di calcio dilettantistico, una serie di lotte sociali nella zona.

Nel 2014, ad esempio, il regista parmigiano girò un breve documentario, dal titolo “Scarpette Rosse”, per denunciare le problematiche che i disabili come lui sono costretti ad affrontare quotidianamente anche in una zona centrale di Roma come quella di Trastevere. Altra battaglia da portare avanti, sia la squadra di calcio che per Bertolucci, fu quella per supportare i ragazzi del Cinema America e le loro numerose iniziative culturali, legate al mondo del grande schermo, che si sono tenute nel corso degli ultimi anni nelle piazze trasteverine e non solo.

Il Trastevere calcio non ha dimenticato il ruolo che Bernardo Bertolucci ha avuto in varie attività svoltesi sul suolo del rione romano. Per commemorare la sua figura, domenica 2 dicembre 2018, pochi giorni dopo la scomparsa del regista, i ragazzi amaranto allenati da Fabrizio Perotti, sono scesi in campo allo stadio Partenio di Avellino, per disputare la quindicesima giornata del campionato dilettanti contro i lupi verdi locali, con una fascia nera al braccio in segno di lutto.

Questo, lo vogliamo ricordare, è stato il solo segnale in memoria della figura di Bertolucci che si sia visto su un campo da calcio.

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