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Il calcio raccontato come piace a me

Il calcio raccontato come piace a me

Le persone che ho come riferimento nella mia vita sono poche. A loro ho consegnato una tessera della mia vita. Ad alcune più di una. Qualche giorno fa una persona per me molto importante stava parlando con me del più e del meno. Ad un certo punto dal nulla mi ha detto: “devi vedere il film Pelè, credo sia il calcio raccontato come piace a te”.

Ho subito messo in lista il film. Devo dire che fino ad ora la figura di Pelè non aveva mai colpito il mio immaginario e quindi mi ero preparato ad un film che per quanto consigliatomi in maniera autorevole poteva non entusiasmarmi. Fin dalla prima scena mi ha inchiodato allo schermo, con quella sensazione che ho quando qualcosa mi aggancia bene e non mi molla più come un delirio che finisce solo dopo qualche ora. Bellissimo tutto.

La scelta del momento, le scene, i colori, l’intensità, la musica. Ma soprattutto bello il modo di raccontare di calcio, con la poesia che diluisce i suoi umori nel fiume implacabile della storia che sfocia e decide vincitori e sconfitti. La leggenda di chi dalla povertà diventa un idolo palleggiando un mango per esercitarsi, che riscatta l’intera etnia di calciatori di colore fino a quel momento giudicati al rango di esseri inferiori, ma anche l’orgoglio di una nazione che veniva considerata fino a quel momento una barzelletta.

E poi il loro modo di affermare la Ginga. Prima arte marziale contro la schiavitù, poi modo di giocare geniale e di pancia, quasi senza schemi. Momenti del film che sono pura poesia per immagini che commuove anche se non vuoi. Finito di guardare il film, ho mandato un messaggio a chi me lo aveva consigliato: “ti detesto, ho pianto come una fontana una scena sì e una no”. La sua risposta: “è il modo che hai tu di intendere il calcio, speravo tanto ti piacesse”.

Mi auguro di avere sempre accanto chi mi conosce così, senza clamori e ostentazione. Poi passa, lascia un piccolo regalo sul tavolo con un bigliettino di pensiero e oltre il regalo azzeccato, conservo le sue parole. E vi lascio con una frase del film: “hai due alternative. O dimostri veramente chi sei, o sali su quel treno. E non lo saprai mai.”.

 

Ettore Zanca
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