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Calcio e povertà: quando il pallone corre in aiuto dei più dimenticati

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Calcio e povertà: quando il pallone corre in aiuto dei più dimenticati

Esistono alcuni gesti, seppur “piccoli”, che ci riappacificano con il calcio, uno sport sempre al centro della critica per la sua anima ormai “venduta” al dio denaro.  Lo scorso weekend, in Championship (la Serie B inglese) la partita tra il Nottingham Forest e il Reading è stata rinviata a causa del maltempo che ha reso impraticabile il campo, completamente allagato. Il club che in passato fu allenato dalla leggenda Brian Clough ha preso una decisione davvero nobile: donare le confezioni di cibo preparate per la gara alla Framework, un’associazione che si occupa di solidarietà, per sfamare i senzatetto della città.

Ma non è la prima volta che il pallone corre in aiuto delle classi più deboli, degli ultimi, di coloro che sono spesso dimenticati.

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La squadra del Crystal Palace, lo scorso gennaio, per esempio, decise di aprire le porte del proprio stadio, il Selhurst Park, per ospitare fino a 10 homeless durante le freddi notti della capitale inglese.

Oltre ad offrire un alloggio temporaneo per la notte, il team di Premier League, garantisce anche un pasto caldo, una colazione ed un bagno dove lavarsi. Il direttore generale del club londinese, Phil Alexander, ha spiegato questa iniziativa con tali parole: “Siamo felici di collaborare con l’amministrazione locale affinché chi è senza fissa dimora possa trovare un riparo dal rigore dell’inverno”.

Alison Butler, consigliere dell’amministrazione londinese, si è voluta congratulare dopo aver sentito l’idea lanciata dalla squadra inglese. Lo stesso Crystal Palace è stata definita “un esempio per tutti gli altri club inglesi”.

In passato un altro club di Premier League era sceso in campo per dare una mano a dei senzatetto. Il West Ham, club di Londra, si era dato da fare a seguito dell’attentato alla Manchester Arena del 22 maggio 2017, durante il concerto della cantante americana Ariana Grande.

In quella tragica serata, infatti, due homeless: Stephen Jones e Chris Parker, nei concitati minuti seguiti all’esplosione, erano riusciti a salvare il maggior numero di persone. I due, come ricompensa, avevano chiesto un tetto sotto cui poter stare e subito si era dato il via ad una gara di forte solidarietà a livello nazionale.

Lo stesso West Ham United, tramite la figura del dirigente David Sullivan, si era messo in moto offrendo di pagare, per 6 mesi, una casa a due eroi della Manchester Arena. La scelta limitata aveva sollevato qualche polemica al riguardo ma lo stesso Sullivan aveva risposto a tali critiche dicendo che, quello dei 6 mesi, veniva considerato l’arco temporale “necessario per aiutarli a rimettersi a posto”.

In Italia, invece, una storia di solidarietà verso i senzatetto ha visto protagonista, più volte, l’attaccante belga del Napoli Dries Mertens. L’ultima, in ordine cronologico, risale all’inizio di marzo del 2018 quando, dopo una anomala nevicata nella città del Vesuvio, il giocatore della squadra partenopea, per qualche ora, ha ricoperto il ruolo di porta-pizze ed ha consegnato, ad alcuni clochard del capoluogo campano, una delle pietanze locali più famose di quella zona.

A volte invece sono degli ex homeless che portano il loro contributo al mondo del pallone. Un esempio di cui si può parlare è quello di Fara Williams, attuale centrocampista del Reading e della nazionale inglese di calcio femminile.

Fara all’inizio della sua carriera, quando militava nelle file del Charlton Athletic, fu costretta ad andare via dalla casa dei genitori e a vivere per strada. Questo perchè, come spiegato dalla stessa atleta durante una intervista rilasciata al quotidiano “The Indipendent”,  “alcune persone pensano che diventi un senzatetto solo perché sei un alcolizzato e un tossicodipendente. Ma le persone diventano senzatetto per molte ragioni diverse e tutti hanno bisogno di aiuto e sostegno”.

Proprio durante questa suo vagabondare Fara Williams è diventata una delle giocatrici più famose del Regno di sua maestà. Ad oggi, per dare qualche numero, ha segnato più di 150 gol in alcuni dei più importanti club ed è diventata uno dei punti fissi della stessa nazionale inglese femminile di calcio arrivando a segnare due gol anche durante le Olimpiadi di Londra 2012.

In conclusione possiamo dire che, attualmente, il mondo del calcio sembra si stia interessando sempre più a questo ambito sociale che riguarda l’aiuto ai senzatetto. Dal 2001 si è dato addirittura il via ad un torneo internazionale di calcio, al quale possono prendere partecipare esclusivamente squadre composte da senzatetto: la Homeless World Cup.

Ad esso, nel corso del tempo, hanno dato il loro contributo tecnico anche alcuni importanti esponenti del mondo del pallone istituzionale. Un esempio su tutti può essere quello di Emiliano Mondonico, famoso calciatore e allenatore nostrano scomparso nel marzo 2018.

Il Mondo, come spiegato da un pezzo scritto da noi di “Io Gioco Pulito”, collaborava con l’associazione “L’Approdo” di Rivolta d’Adda (il suo paese d’origine), impegnata nel recupero dei tossicodipendenti. Inoltre, allenava la squadra di calcio dell’associazione da cui sono usciti alcuni “giocatori” importanti che hanno preso parte ai mondiali homeless con la “nazionale solidale”.

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