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Calcio e indebitamento: le risposte dell’esperto

Torniamo a parlare di calcio e indebitamento nella seconda puntata del nostro focus dedicato ai nuovi strumenti finanziari creati ad hoc per le società calcistiche, i Kickbond, obbligazioni con le quali si prestano soldi ai club, attraverso un intermediario finanziario che si occupa della raccolta e dell’emissione del titolo, nella speranza di un rendimento sulla base delle performance del singolo giocatore e della squadra in cui milita. Per fare chiarezza su termini contenuti e procedure a cui un potenziale risparmiatore dovrebbe fare attenzione, abbiamo intervistato Luca Fontanelli, dirigente di un’importante società che si occupa di finanza connessa alla gestione del credito e ristrutturazione del debito tramite cartolarizzazione per grandi aziende, e grande appassionato e praticante di Sport. Ecco cosa ha risposto alle domande del nostro Giorgio Mottironi.

Ad oggi, le obbligazioni, vengono ritenute uno strumento di “investimento”? E se “sì”, possono essere proposte anche privati inesperti e/o piccoli risparmiatori?

Le obbligazioni sono uno strumento di raccolta di capitale di debito (quindi un finanziamento) per chi le emette, una sorta di mutuo al contrario che permette a un soggetto di frazionare il suo debito su tante “obbligazioni” e collocarlo tramite canali professionali e regolamentati sul mercato dei possibili sottoscrittori. La proposta trova più o meno interesse in relazione al rendimento proposto e al correlato profilo di rischio. Esiste una direttiva europea detta MIFID che impone a tutte le banche di classificare la propria clientela in base alla capacità di assumere rischio proprio per evitare che prodotti “a elevato rischio” vadano nei portafogli di soggetti “a bassa propensione al rischio”. In sostanza ognuno di noi può accedere attraverso i canali regolamentati a investimenti che siano in linea con la capacità di valutazione del rischio di quell’investimento. Perché ricordiamoci che non esiste investimento con rendimento che non abbia rischio. Quindi il mercato regolamentato tutela i piccoli investitori cosiddetti inesperti.

E’ giusto affermare che se sto acquistando un’obbligazione (e quindi facendo credito indirettamente ad una squadra di serie A o ad un calciatore) collegata ad una squadra, sto investendo in quella squadra?

Se la società di calcio è una SPA che emette un titolo di debito che io sottoscrivo possiamo dire che sto finanziando il debito della società. Se invece la società emittente è scollegata dalla società di calcio (come nel caso dei KickBond, ndr) e ha quindi un profilo di rischio differente allora sto finanziando l’emittente….cosa diversa quindi.

Chi garantisce in solido (ovvero sarà obbligato a restituirmi i soldi) alla scadenza dell’obbligazione?

L’obbligazione è garantita dall’emittente o eventualmente da garanzie collaterali che possono rafforzare la garanzia. Quindi la risposta è che il responsabile è l’emittente e le garanzie collaterali se presenti.

Quali sono gli elementi di rischio che potrebbero far crollare il rendimento di un’obbligazione?

Il business sottostante in cui l’emittente opera, l’incapacità dell’emittente di assolvere agli obblighi di scadenza dei titoli proposti al mercato…quindi il venire meno delle garanzie fornite alla sottoscrizione. Anche il paese di residenza dell’emittente costituisce un elemento di rischio (in questo caso Malta, ndr) in quanto la normativa di vigilanza cambia da Stato a Stato.

I rendimenti possono essere negativi?

Le obbligazioni possono defaultare, quindi arrivare a valere zero.

Perché dovrei vendere la mia obbligazione ad un’altra persona e quando si dovrebbe fare?

Le obbligazioni si scambiano su mercati regolamentati, vige la regola della domanda e offerta, quindi è una questione di prezzo/rendimento.

Con queste poche risposte siamo riusciti a fare chiarezza e ad evidenziare quali sono gli elementi da attenzionare veramente nel momento in cui si decide di accedere ad un prodotto finanziario molto complesso come i kickbond, nonostante abbiano ingolosito gli appassionati di calcio e non solo , immaginandolo come un grande fantacalcio alla portata di tutti e dove tutti sono contenti (forse).

A cura di

Nato nel 1983, ha studiato Ingegneria Meccanica presso l’Università Roma TRE. Appassionato di filosofia antica, moderna e contemporanea, ha iniziato da subito a lavorare nel mondo del marketing sportivo e della sostenibilità ambientale. La sua esperienza più recente, circa 6 anni, si costruisce nel mondo dell’energia, lavorando per una società di efficienza energetica alla direzione marketing e strategia ed effettuando diverse missioni internazionali. Una vita professionale dedicata al marketing strategico ed allo sviluppo di soluzioni di performance marketing. Nel 2017 co-fonda una società di consulenza per la comunicazione e la finanza aziendale (BAngel.it) il cui aspetto vincente è un approccio allo studio dell’innovazione e della strategia basato su una naturale inclinazione per il “lateral and critical thinking”: profonda comprensione della realtà, delle sue molteplici possibilità di percezione attraverso la stratigrafia sociale e delle conseguenti frustrazioni comportamentali ed aspirazionali, per individuare e delineare il panorama futuro. A fine del 2018 co-fonda Ener2Crowd, prima piattaforma di lending crowdfunding energetico e green in Italia: in meno di 12 mesi, con un aumento di capitale “pre-seed”, assieme ad un team coeso e dalle capacità variegate e complementari, oggi è un’azienda perfettamente funzionante e già a mercato, potendosi così definire un startup miracolo il cui obiettivo non è sola crescita del valore economico - il suo valore è già quadruplicato nel 2019 e potrebbe divenire una delle startup Italiane più importanti dei prossimi tre anni -, ma la produzione di una più ampia spinta al progresso della società globale attraverso la partecipazione diffusa e remunerata alla transizione energetica.

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