Connect with us

Cerca articoli

Storie di Sport

Basket, Panathinaikos senza aereo: di punizioni bizzarre e dove trovarle

Multe, ritiri in località sperdute, allenamenti differenziati e “abbonamenti” alla panchina o alla tribuna. Il mondo dello sport ci ha abituato a presidenti vulcanici e punizioni a volte poco ortodosse o perlomeno dirompenti: ma il limite si può spingere sempre un po’ più in là. A dimostrarlo, senza mezze misure, è stato Dimitris Giannakopoulos, presidente della squadra di basket del Panathinaikos: dopo la sconfitta della formazione greca a Istanbul, contro il Fenerbahce, per 79-61, coincisa con la chiusura della serie sullo 0-3 per i turchi e l’eliminazione dei biancoverdi dall’Eurolega senza qualificazione alle Final Four, il numero 1 del club ha cancellato i biglietti aerei e ha ordinato alla squadra di tornare in bus, Un viaggio lungo 1.097 chilometri. Per la serie: “Non vi siete impegnati abbastanza, ora godetevi il ritorno”. Virgolette ovviamente romanzate, ma è presumibile che i toni del colloquio avuto tra Giannakopoulos, che aveva promesso alla squadra 250mila euro in caso di passaggio del turno, e i componenti del roster allenato da Xavi Pascual.

Quella ordita da Giannakopoulos non è però altro che l’ultima delle punizioni bizzarre promesse e messe in pratica da patron e presidenti nell’arena sportiva: guardando a Oriente, resta difficile dimenticare quanto avvenuto al termine dei Mondiali 2010 ai calciatori della Corea del Nord. Il 2 luglio di quell’anno il regime Nordcoreano sottopose calciatori e staff tecnico della nazionale, rei di aver perso contro Brasile, Costa d’Avorio e Portogallo –certo non tre rappresentative senza storia sportiva- ad un processo tenutosi a Pyongyang. Tra le mura del palazzo della Cultura (quale paradosso!) una platea infuriata di 400 persone tra funzionari, atleti e studenti aveva ascoltato la ricostruzione della spedizione, definita “ingloriosa”, ad opera del noto commentatore sportivo Ri Dong-kyu. Il tutto davanti al vice-ministro del Partito dei Lavoratori e ministro dello Sport, Pak Myong-chol: dal pubblico ludibrio furono esentati solo due calciatori, An Yong-hak e Jong Tae Se, ai quali fu permesso di raggiungere direttamente il Giappone. La sorte peggiore toccò al Ct im Jong hun, mandato a lavorare in un cantiere edile dopo essere stato espulso dal partito. E pensare che contro il Brasile la sconfitta era stata limitata al 2-1. Figurarsi se Kim Jong-il, leader nordcoreano dell’epoca, avesse visto giocare l’Italia di Lippi nella spedizione in Sudafrica: come avrebbe reagito dopo due pareggi contro Paraguay e Nuova Zelanda e un ko contro la Slovacchia?

“Andate a lavorare!”. Quante volte sarà capitato di sentire in uno stadio o un palazzetto questo coro, in particolare al termine di una partita persa malamente? Beh, c’è chi ha messo in pratica l’invito. Chiedere conferme a Paolo Tramezzani, allenatore del Lugano nel campionato svizzero, e Radomir Korytar, tecnico del Banik Ostrava, Repubblica Ceca. Il secondo, dopo un ko per 4-3 contro una formazione di quarta serie in Coppa nazionale, seguito ad un filotto negativo in campionato con un solo punto totalizzato in cinque partite, ha deciso di mettere una zappa nelle mani dei propri calciatori e accompagnarli ai lavori forzati. Meno drastica, ma egualmente efficace la scelta di Tramezzani: a marzo, dopo la sconfitta dei suoi per 5-2 contro il Thun l’ex terzino ha portato i suoi calciatori, di prima mattina, a visitare un’impresa di vernici e pittura di Davesco: sveglia alle 5, tutti in pullman e incontro con i lavoratori. Per dimenticare per un giorno lo status di privilegiati e “vedere come lavora e si suda i soldi la gente comune” (Tramezzani dixit).

Ci sono però anche punizioni legate all’abbigliamento o alla concezione del mondo calcistico: nel 2000 a Kandar, nel Pakistan meridionale, la polizia talebana fece irruzione sul campo di gioco per fermare «l’ostentazione di gambe nude», perché anche a pallone bisognava giocare con i pantaloni lunghi. Per punizione, ai calciatori erano stati rasati i capelli a zero. Meno drastica la scelta dello Sparta Praga nei confronti del centrocampista Lukas Vacha e il portiere Tomas Koubek: dopo la partita pareggiata per 3-3 contro il Zbrojovka Brno, i due calciatori avevano ostentato sui social osservazioni sessiste nei confronti di una delle due assistenti arbitrali dell’incontro, Lucie Ratajová. “Le donne dovrebbero stare in cucina e non dirigere partite di calcio maschile”. Messaggi presto notati dal direttore generale dello Sparta, Adam Kotalik, che aveva punito i due spedendoli per una settimana ad allenarsi con la squadra femminile.

C’è poi la sempreverde multa: come quelle incassate da Pablo Armero ai tempi dell’Udinese per una guida “spericolata” o da Yann M’Vila nel 2014 all’Inter, quando il centrocampista francese fece ritorno in ritiro con un giorno di ritardo dopo essere andato a Parigi a trovare la sua compagna. Ci sono poi sanzioni che fanno rima con indignazione: su tutte, la multa di Centomila reais (circa 28mila euro) con annessa sconfitta a tavolino per 3-0 e penalizzazione di due punti comminata dalla federcalcio brasiliana nei confronti della Chapecoense per non aver giocato la partita contro l’Atletico Mineiro. Il tutto tre giorni dopo il terribile incidente aereo che il 28 novembre 2016 aveva provocato la morte di 71 persone. Allo stadio, come era stato deciso dalle due dirigenze, non si era presentato nessuno, nonostante l’insistenza della Cfb. Anzi, quasi nessuno, perché gli arbitri inviati dalla Federazione al campo c’erano.

Restando al territorio italiano, la punizione ad honorem è sempre quella riservata dal vulcanico presidente del Perugia Luciano Gaucci al sudcoreano Ahn Jung-Hwan, calciatore in forza al club umbro e autore del golden goal che estromise dai Mondiali 2002 l’Italia nella partita persa agli Ottavi contro la Corea del Sud, formazione organizzatrice del torneo, complice anche lo scandaloso arbitraggio di Byron Moreno, autore di molte decisioni discutibili nel corso della partita, tutte sfavorevoli agli Azzurri. Il giorno dopo l’eliminazione, Gaucci promise che non avrebbe mai pagato chi era stato “la rovina del calcio italiano”. Così terminò prematuramente l’avventura italiana di Ahn, sicuramente al di sotto del livello medio di un calciatore europeo ma non paragonabile a diversi bidoni transitati per la serie A. «Non lo voglio più vedere, ha offeso il Paese che lo ha accolto –tuonò Gaucci all’epoca- è la rovina del calcio italiano, quando arrivò qui da noi non aveva nemmeno i soldi per comprarsi un panino, bella riconoscenza». Di punizioni bizzarre, e dove trovarle.

Redazione
A cura di

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

Nando Martellini, una voce sul tetto del Mondo Il nostro tributo al leggendario Nando Martellini nel giorno in cui ricordiamo la sua scomparsa avvenuta...

Calcio

Quando Ezequiel Lavezzi era del Genoa ma finì al Napoli Compie oggi 36 anni Ezequiel Lavezzi, il Pocho che ha fatto innamorare Napoli ma...

Calcio

Justin Fashanu, il fratello “sbagliato” Il  2 maggio 1998 moriva Justin Fashanu, il primo calciatore professionista a fare coming out e dichiarare la sua...

Calcio

Il Benfica e la Maledizione del “ballerino” Bela Guttmann Le maledizioni e le imprecazioni rappresentano una vera e propria caratteristica nel mondo calcistico attuale....

Calcio

Calcio e totalitarismo: Quali squadre tifavano i dittatori? Il 30 Aprile 1945 nel suo bunker di Berlino, Adolf Hitler si suicidava a 56 anni...

Calcio

Che squadra tifava Sergio Leone? Il 30 aprile 1989 ci lasciava uno dei più grandi e conosciuti registi italiani di tutti i tempi: Sergio Leone....

Calcio

Piazzale Loreto e Michele Moretti, il terzino partigiano: quando il calcio si incrocia con la Storia Il 29 aprile 1945 i corpi di Benito...

Calcio

Storia, Disciplina e Onore: CSKA, viaggio nello Sport dell’Armata Rossa Il 29 Aprile 1929 nasceva la Polisportiva CSKA, massima espressione dello Sport dell’Unione Sovietica...

Calcio

Walter Zenga, l’uomo ragno tra i grattacieli di Boston Compie oggi 61 anni Walter Zenga, l’Uomo Ragno, storico portiere dell’Inter, ma anche della Sampdoria...

Calcio

FC Stroitel Pripyat: il calcio dimenticato ai piedi del reattore di Chernobyl Il 26 aprile 1986, alle ore 01:23 di mattina, avvenne quello che...

Calcio

Festa della Liberazione: la Resistenza di Giacomo Losi Il 25 aprile 2021 ricorre in Italia il 76esimo anniversario della Festa di Liberazione. Proprio in questo...

Calcio

13/5/1990: Dinamo Zagabria – Stella Rossa, venti(due) di Guerra Se quel giorno le squadre scesero in campo, fu solo per rappresentare la negazione dell’evento...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro