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Interviste

Ayrton Senna – Un dio immortale alla ricerca della felicità

Ayrton Senna – Un dio immortale alla ricerca della felicità

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Valeria Biotti autrice del libro “Ayrton Senna – Un dio immortale alla ricerca della felicità”. Ecco cosa ci ha detto.

La Formula Uno per te, prima di questo libro?

Per me un legame con l’infanzia. potrei rispondere “papà”; anzi: le domeniche d’estate con papà…mi piaceva senna e mi sentivo in colpa…

Perché in colpa?

Perché Senna non era la Ferrari, semplicemente. Però papà mi spiegò che uno come Senna non sarebbe mai potuto essere il “cattivo” per varie ragioni.

Qualcuna in particolare?

Beh, le ho ritrovate scrivendo il libro: da subito si è capito che avrebbe incarnato un prodigio; una specie di miracolo sportivo. e la parte più bella del miracolo forse è consistita e ancora consiste nel suo potere di aggregare un intero paese.

Il libro, dicevamo. Da dove è partito?

E’ nato come una sfida, per me. La formula uno è un ambito dove tutt’oggi è raro che si incontrino firme femminili; mi piace l’idea che una donna non serva più soltanto a reggere l’ombrellino prima del via. Anzi, fammi dire che una formula uno che non prevede più ragazze con l’ombrellino in assoluto è già più affascinante.

Ti sei chiesta se non fosse già stato detto tutto, di uno come Ayrton Senna?

Non è stato detto tutto mai di nulla, di nessuno. Inoltre, a volte è il “come” e non il “cosa” quello che fa la differenza.

Sin dall’inizio, molti altri piloti lo hanno detestato. Hai cercato risposte a questo, nel libro?

Io nel libro evito ogni giudizio; evito anche di dire chi siano stati i buoni o i cattivi. Ho registrato tanti punti di vista: se posso operare una similitudine, direi che tanti pareri “suonano” come una jam session, che si sovrappone al frastuono dei motori dell’epoca.

Chi è stato, per Valeria Biotti, Ayrton Senna?

Quello che ho avvertito, studiandolo e descrivendolo, è che è stato subito speciale, come del resto capì immediatamente Alain Prost a Monaco, sotto la pioggia, nel 1984…

A proposito di Prost, come di altri: hai maturato un giudizio sui suoi grandi antagonisti?

Direi che loro sono stati lo “specchio” sopra il quale si è riflessa l’esaltazione di Senna; si sono poi nutriti a vicenda. mi affascina il fatto che senna abbia avvertito un senso di vuoto, quasi incolmabile, dopo il ritiro di Alain Prost. In effetti, chi vince dopo tanta bagarre ne esce più grande ancora di un dominatore assoluto, per questo le vittorie di Senna sono indimenticabili: dovette vedersela con i più grandi, Prost in testa.

Ti sei commossa, durante la stesura del libro?

Tante volte. Perché c’è tanta umanità nelle vicende private di Senna e poi nell’epilogo c’è un paese intero pietrificato dal lutto. Non solo: Senna ha cambiato la vita di tante persone, la maggior parte delle quali non lo hanno mai incontrato. Nel libro racconto più di un episodio in questo senso. Il fatto, poi, è che certe metafore sportive hanno il potere di insegnare alle persone come stare al mondo.

Consiglieresti il tuo libro anche a chi non è appassionato di automobilismo?

Sì, perché pur avendo raccontato tanti particolari dal punto di vista tecnico, ho dato voce soprattutto a tante vicende di vita; ho cercato di far luce sui risvolti umani di Senna: le donne che ha amato e che ha deluso; gli scherzi con Berger, il rapporto così profondo e intimo con dio.

Cosa, di Ayrton, ti piacerebbe che restasse ai tuoi lettori?

Tutti i punti di vista dei tanti che lo hanno vissuto, amato, subito o detestato. non uno o più giudizi, ma mille fotografie.

Paolo Marcacci
A cura di

Romano, 47 anni, voce di Radio Radio; editorialista; opinionista televisivo; scrittore, è autore di libri sulle leggende dello sport: tra gli altri, “Villeneuve - Il cuore e l’asfalto”, “Senna - Prost: il duello”, “Muhammad Ali - Il pugno di Dio”. Al mattino, insegna lettere.

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