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Atalanta-Napoli spiegata tatticamente. Il capolavoro di Gasperini

Il Napoli perde a Bergamo sullo storicamente ostico campo dell’Atalanta e non solo permette alla Juventus la prima fuga stagionale, bianconeri a +4, ma toglie molte castagne dal fuoco di Gasperini che ha avuto un inaspettato, e pessimo, avvio di stagione. La partita si può analizzare in pochi punti.
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Il Possesso 
Il possesso palla del Napoli è stato tenuto nella trequarti del campo atalantino tant’è che le strisce blu dei passaggi riusciti sono così fitte che rendono le strisce del campo disegnate praticamente invisibili: una distesa di blu impressionante a sottolineare la grande rete di passaggi che Sarri pretende, anche troppo fitta a volte perché appena ci avviciniamo all’area di rigore avversaria, i passaggi sbagliati e le occasioni fallite la fanno da padrone. Anche i calci d’angolo, troppo spesso sono stati battuti vicini e non hanno creato azioni pericolose.
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I Tiri
12 i tiri in porta del Napoli ma solo 3 nello specchio e due schermati (le linee grigie). Di questi 12 solo 4 dall’interno dell’area di rigore, due dei quali in porta. Si noti anche in questo caso come la maggior parte dei tiri vadano da sinisra verso destra e che le occasioni create, anche dal centro dell’area, siano figlie di azioni provenienti dall’asse Ghoulam-Hamsik-Insigne.

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L’Influenza
Dalle zone di influenza del Napoli e dell’Atalanta si noti come il baricentro dei bergamaschi sia molto più basso di quello del Napoli che per tutto il match ha preso possesso della trequarti atalantina, con un possesso palla di quasi il 70%. L’Atalanta a dispetto delle previsioni si è schierata con un 5-3-2 anche se Gasperini ha parlato di 3-5-2 e che Milik abbia avuto una doppia marcatura preventiva mista: vicino all’aria, era del giovane e possente Caldara che lo ha tenuto benissimo, mentre l’allontanamento delle zone pericolose è stato affidato a Toloi, che ha più esperienza anche a livello internazionale. Conti è stato bloccato nella propria difesa dalle scorribande di Ghoulam e non ha potuto dare il proprio classico apporto offensivo. Proprio come con il Genoa, Gasperini ha schermato Jorginho con Gagliardini e chiedendo un grande sforzo a Kurtic, come Juric fece con Rigoni: lo sloveno doveva fermare Koulibaly nell’impostazione una volta giunto a centrocampo e non doveva permettere a K2 di cedere palla al miglior distribuisci palloni in Italia, tra i primi 5 in Europa statistiche alla mano. Maksimovic è stato imperioso nell’impostazione. Il dato su Gabbiadini e Milik è interessante: ha influito più avanti, e di più il bergamasco in pochi minuti che il polacco, costretto ad indietreggiare per via della marcatura ad uomo. Anche Insigne, troppo al centro come tutto il resto della squadra. Gasperini ha bloccato le vie laterali stringendo il campo (in questo caso ha usato una tattica opposta a quella di Juric che pretese ai suoi un campo larghissimo), il risultato è che il possesso del Napoli è stato del tutto sterile.
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