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Arresti e scontri nel Clasico, il calcio in Uruguay continua nella sua scia di violenza

“Non possono essere garantite le necessarie misure di sicurezza”.

Non era mai successo in Uruguay. El Clasico fra Peñarol e Nacional è stato sospeso pochi minuti prima del fischio d’inizio.

La barra de los Carboneros si è resa infatti protagonista prima del match di scontri con la polizia, aggressioni al personale dello stadio, assalti ai punti ristoro dello stadio con furti di denaro, lattine e perfino bombole di gas.

Una situazione divenuta presto insostenibile e che ha costretto l’arbitro della gara, Leodan Gonzalez, ad accettare la proposta di sospensione avanzata dalle due società in accordo con la Federazione.

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Sono stati 171 gli arresti al termine di una giornata di follia. Follia che sembra avere però alla base un motivo. Per la prima volta nella storia il Peñarol si sarebbe infatti rifiutato di concedere circa 400 biglietti gratuiti alla propria barra che avrebbe quindi reagito per dimostrare la contrarietà alle scelte societarie.

“Mi sembra chiaro che questo sia staso uno dei pomeriggi più tristi per il nostro calcio” ha esordito Wilmar Valdez, presidente AFU.

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La cosa evidente è che stanno accadendo cose che non dovrebbero accadere. E stanno accadendo ormai da troppo tempo. Siamo arrivati al limite. È una questione sociale prima ancora che sportiva”.

Ciò che è successo nella tribuna Amsterdam e nei dintorni dell’Estadio Centenario è soltanto l’ultimo episodio di una lunga scia di violenze che stanno sconvolgendo il calcio in Uruguay e che hanno lasciato sulla strada persino un morto.

La morte di Hernan Fioritto aveva infatti convinto l’AFU a sospendere per un weekend tutte le gare dei campionati nazionali.

Il ragazzo, ventenne tifoso del Peñarol, era in coma dal 28 di settembre, data in cui era stato ferito da colpi di arma da fuoco mentre festeggiava per le strade l’anniversario della nascita del proprio club, e si è spento il 5 di novembre.

A sparare un gruppo di barrabravas del Nacional. Quindici arresti per omicidio e altri due tifosi del Peñarol feriti gravemente.

Ad ottobre poi altri due episodi eclatanti.

Il 23 di ottobre un tifoso del Peñarol ferito gravemente da un colpo di pistola nei bagni del Centenario durante l’incontro con il Rampla.

La settimana seguente ancora un tifoso de los Carboneros colpito da due proiettili sulla sua macchina nei dintorni dello stadio.

“Potrebbe essere stato il mio ultimo Clasico” ha raccontato Diego Polenta, capitano del Nacional.

Se le cose continuano così preferisco andarmene. Avevo chiesto ad amici e famiglia di stare a casa oggi. Qui comandano i criminali”.

La questione è arrivata in Parlamento dove sono state presentate mozioni urgenti e dove è stato convocato il Ministro degli Interni Eduardo Bonomi per rispondere dei fatti.

Questa sera il campionato dovrebbe svolgersi regolarmente ma ancora non si sa quando e se verrà giocato il match tra Peñarol  e Nacional.

Con tutta probabilità verrà recuperato a porte chiuse.

Io non ricordo un Clasico senza la gente. Sarebbe triste. La verità è che tutto quello che è successo è triste” ha concluso Polenta.

Redazione
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