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Viaggi e Turismo

Anzio, la dimora di Nerone

Situata a una sessantina di chilometri da Roma, Anzio rappresenta una meta comodissima per i vacanzieri che provengono dalla Capitale, dai Castelli Romani, da Latina e Frosinone. E’ un luogo ricco di storia, basti pensare che Nerone, conosciuto per aver dato l’ordine di incendiare Roma, nacque ad Antium, territorio che comprendeva le attuali Anzio e Nettuno. Il suo amore per questo  luogo prese letteralmente forma a Ponente della città, dove l’Imperatore Romano fece costruire un porto ad uso e consumo esclusivo della sua famiglia. A poche centinaia di metri di distanza, dirigendosi verso ovest, si possono tuttora visitare le suggestive Grotte di Nerone, scavate nella roccia che lambisce il mare. Gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia la visitavano frequentemente (ad Antium nacque anche Caligola). Qui, inoltre, Cicerone riorganizzò i resti delle sue biblioteche una volta tornato dall’esilio.

Riprendendo la marcia dalle Grotte verso Nord e percorrendo la SP601 ci troviamo alla nostra sinistra Tor Caldara, torre di avvistamento della seconda metà del ‘500 e ora Riserva Naturale Regionale caratterizzata da una mineralizzazione solfifera e da una foresta che si affaccia sul mare. La spiaggia di Levante è invece un buon rifugio quando il Maestrale, durante le giornate estive, diventa troppo fastidioso. Il mare di Anzio detiene un prestigioso record: è l’unico nella provincia di Roma a fregiarsi della Bandiera Blu nel 2019.

Ad Anzio sorgono raffinate palazzine in stile liberty costruite ai primi del ‘900 e alcune eleganti ville cardinalizie, edificate tra il seicento e l’ottocento, come Villa Albani, Villa Sarsina e Villa Adele. La città portuale, nel corso del secolo scorso, è stata uno dei luoghi simbolo di un momento cruciale della Seconda Guerra Mondiale. E’ qui che il 22 gennaio del 1944 sbarcarono gli Alleati nel tentativo di sorprendere e aggirare la linea Gustav dei tedeschi. Ed è tra Anzio e Aprilia che il padre del leader storico dei Pink Floyd, Roger Waters, perse la vita nella campagne di Aprilia, insieme a tanti altri giovani soldati sbarcati al porto. Roger aveva pochi mesi quando il padre partì per la guerra. Dopo 70 anni, quando aveva ormai perso le speranze è riuscito a ritrovare la tomba di suo padre. Ad Anzio è stato accolto con una toccante cerimonia nel 2014. A lui è stata conferita la cittadinanza onoraria mentre a suo padre è stato dedicato un monumento. Il Museo dello Sbarco, non a caso, è uno dei luoghi da visitare ad Anzio, così come il Museo Civico Archeologico.

Anzio, il regno della cucina a base di pesce

Se vuoi mangiare il pesce in mille modi ad Anzio devi andare. Non è un proverbio ma un invito esplicito a provare la cucina portodanzese (o anziate) in uno dei tantissimi ristoranti sparsi lungo tutto il territorio. L’antica tradizione marinara della cittadina è ben radicata, qui la pesca è ancora una delle attività più dinamiche ed è praticata da una flotta di quasi 100 pescherecci. Tra i ristoranti più rinomati non si può non citare “Romolo al Porto”, una tappa fissa per gli amanti della cucina a base di pesce, un ritrovo abituale anche per chi non è del posto, situato sulla banchina centrale. Accanto c’è “Porto Innocenziano”, un altro ristorante meritevole di considerazione, mentre per chi vuole abbinare un’ottima cena di pesce a una meravigliosa vista sul mare il ristorante “Da Alceste” è l’ideale.

Più in generale bisogna essere sfortunati per mangiare male ad Anzio, tra le decine di ristoranti che con i loro profumi inebriano la città con piatti di cotto e crudo di pesce. Tra i piatti tipici della cucina anziate sono da provare gli spaghetti con alici e pecorino romano, un connubio tra mare e terra, la minestrina di mare alla portodanzese e la zuppa di pesce.

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