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Ansou Cissé, il bomber migrante del CARA di Castelnuovo che sogna di diventare Pogba

Ansou Cissé, il bomber migrante del CARA di Castelnuovo che sogna di diventare Pogba

Nella mattina del 22 gennaio scorso sono iniziate a Castelnuovo di Porto, paese di poco più di 8500 anime nella campagna a nord di Roma, le operazioni di sgombero del CARA locale (Centro di Accoglienza per i Richiedenti Asilo). In totale sono 550 le persone, tutte migranti, che sono state interessate da questa sgombero che avviene per gli effetti del cosiddetto “decreto sicurezza” del ministro dell’interno Matteo Salvini.

Alcuni di essi sono stati spediti in altre strutture di accoglienza sparse in differenti regioni italiani come Molise, Marche ed Abruzzo. Per altri 250 ex-ospiti del CARA, però, non si sa nulla sul loro futuro ed ora come ora finiranno in mezzo alla strada.

Tra questi 250 disperati ci sono moltissime storie da raccontare, anche molto diverse tra loro. Noi di “Io Gioco Pulito” siamo riusciti a scambiare due parole con Ansou Cissè, giovane stella senegalese della locale squadra di Castelnuovo di Porto: la Castelnuovese Calcio iscritta al campionato di calcio di Prima Categoria girone B del Lazio.

La storia italiana di Ansou comincia il 19 marzo 2017, giorno in cui questo calciatore è arrivato a Lampedusa dopo aver attraversato il Mar Mediterraneo ed il deserto del Sahara come molti altri giovani africani. L’inizio di questa nuova avventura, come si può dedurre, non è stato dei più facili: Cissè, infatti, prima di cominciare ad allenarsi da solo per riprendere la forma agonistica più appropriata, ha dovuto aspettare all’incirca un mese e mezzo.

La svolta avviene all’inizio della stagione calcistica 2017-2018 quando viene organizzata una partita di pallone tra il centro di accoglienza Auxilium, in cui Cissè era ospitato, e la Castelnuovese Calcio. Durante quell’incontro, in cui Ansou indossava la maglia numero 10, il calciatore si mette in mostra grazie ad un’ottima prestazione individuale, ma anche collettiva, sul rettangolo da gioco.

Gioca talmente bene che viene notato dai dirigenti e dal direttore sportivo della stessa Castelnuovese i quali, a fine incontro, lo contattano personalmente per proporgli di giocare in pianta stabile nel loro team. All’inizio ci sono un po’ di problemi legati a questioni di lingua: “Non parlavo italiano ma solo inglese e francese in quel momento” mette in chiaro Cissè durante la nostra chiacchierata.

Tale problema, però, viene superato presto e il centravanti compie, da subito, il suo lavoro preferito: quello di mettere la palla in fondo alla porta. Alla fine della medesima stagione, infatti, il giovane senegalese ci dice “ho giocato le ultime 6 partite ufficiali ed ho segnato 7 gol”: numeri da vero e proprio goleador.

La passione per il mondo del pallone contagia fin da giovane Ansou. “Da quando ero piccolo mi è sempre piaciuto lo sport ma, in particolar modo, il calcio. Quindi fin da giovane avevo la passione per questo mondo e giocavo sempre a calcio” ci spiega il centravanti della Castelnuovese che oltre al calcio, pratica anche la corsa ed è maratoneta della Athletica Vaticana, la squadra di atletica leggera dello Stato Pontificio.

Inoltre, fin da quando era in Senegal, suo paese di origine, Ansou Cissè ha avuto una serie di idoli del mondo del pallone che voleva imitare ad ogni costo. Neymar, Manè, Leo Messi ma soprattutto Paul Pogba: sono questi i nomi che il giovane centravanti ha citato durante la nostra chiacchierata di qualche giorno fa.

Ma cosa vuol dire, per Ansou, scendere in campo oggi per una partita di prima categoria laziale? La risposta ce la dice il diretto interessato in maniera chiara e semplice: “Ad oggi, scendere in campo vuol dire sentirmi vivo e dare un senso alla mia vita, segnare la mia presenza fisica e psichica in essa. L’unico modo per gustarmi a pieno la vita è praticare sport. Per questo lo sport è molto importante per me ed il calcio lo è in particolare”.

Il progetto di diventare calciatore ha avuto un esito positivo. Adesso, anche per quanto riguarda il futuro, questa promessa del mondo del pallone ha le idee più che chiare: “Il sogno più grande che mi sono fissato nella mia vita è unico. Vorrei diventare uno dei calciatori più forti, più famosi del mondo come il mio idolo Paul Pogba”.

Che dire? Come possiamo concludere il pezzo? Io direi con un semplice:

“Bonne Chance Cher Ansou Cissè”!

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