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Anna Magnani e Francisco Lojacono: una storia di calcio e di un tango a Via Veneto

Anna Magnani e Francisco Lojacono: una storia di calcio e di un tango a Via Veneto

Il 26 settembre 1973 se ne andava all’età di 65 anni, stroncata da un tumore al pancreas, la grande attrice romana Anna Magnani. Questa figura, nata il 7 marzo 1908 nel quartiere capitolino del Nomentano, ha rappresentato in tutto e per tutto, insieme ad altri personaggi del calibro di Aldo Fabrizi o Alberto Sordi, quel concetto di “romanità” sul grande schermo.

Diventata famosa grazie a pellicole quali “Roma Città Aperta” e “Mamma Roma”, la Magnani raggiunse la consacrazione definitiva solamente nel 1956. Quell’anno, infatti, riuscì a conquistare l’Oscar come miglior attrice protagonista per l’interpretazione di Serafina ne “La rosa tatuata” di Daniel Mann.

Se la carriera cinematografica di Nannarella (nome d’arte con cui era conosciuta l’attrice) seguì un percorso abbastanza regolare, portandola ad una notorietà sempre in crescendo, non si può dire lo stesso della sua vita sentimentale. E’ risaputo il suo amore folle nei confronti del regista Roberto Rossellini, che l’aveva diretta dietro la macchina da presa sul set di “Roma Città Aperta”.

Pochi anni dopo la fine delle riprese, però, il regista la abbandonò con un figlio illegittimo a carico perchè si era innamorato di un’altra grande stella del cinema di allora: l’attrice svedese Ingrid Bergman. Da questa storia la Magnani cercò di riprendersi in vari modi; tra questi non manco anche quello che riconduceva all’ambito sportivo.

Ad esempio, secondo varie testimonianze, Nannarella si recava numerose volte allo stadio a sostenere sia la Lazio che la Roma. Un fatto parecchio strano in una città, come quella sulle sponde del Tevere, in cui la rivalità calcistica tra le due fazioni è da sempre parecchio accesa.

La Magnani però, da un punto di vista calcistico, non era in grado di prendere una decisione definitiva su quale delle due squadre capitoline tifare. Aveva infatti troppi amici laziali ma anche romanisti; per lei contava solamente che i due team in questione rappresentassero la Città Eterna di cui era follemente innamorata.

Oltre a questa, l’attrice aveva un’altra passione: quella per il tango. L’interesse per questo famoso ballo argentino le era venuto sul set di “Mamma Roma”.

Durante le riprese della celeberrima pellicola di Pier Paolo Pasolini vi è infatti una scena in cui la Magnani stessa balla, accompagnata dal figlio Ettore, un pezzo di tango sulle note di “Violino Tzigano” e dice queste parole: “ Il cha cha cha? Cammina, vié a balla’ er tango co’ tu madre….”. Pasolini, supportato da Elsa Morante, non era per nulla d’accordo sul girare una scena del genere visto che il film, e la stessa protagonista interpretata da Nannarella, rientravano a pieno titolo nell’ambito del cinema drammatico. La Magnani, però, era convinta della sua decisione e rispose così allo stesso regista per convincerlo: “ ’A Pier Pa’, mi devi credere: se mi viene la ruzza giusta, facciamo una scena grande con quel tango”.

Anna Magnani nel corso della sua vita, come molti altri divi del cinema di allora, era una frequentante della zona di via Veneto, il cuore della “dolce vita” romana. Proprio qui passava molte serate anche un ex calciatore giallorosso, nato in Argentina ma con chiare origini italiane, Francisco Ramón Loiácono.

Questo trequartista, conosciuto con i soprannomi di “Cisco” e di “Toro di Baires”, vestì la casacca giallorossa per ben tre stagioni: dal 1960 al 1963. Acquistato con grandi aspettative dalla Fiorentina il calciatore tradì le attese che si erano fatti su di lui i tifosi giallorossi e alla fine, con la casacca della squadra capitolina, vinse solamente una Coppa delle Fiere nel 1961.

Ciò che non si fece sfuggire però, durante i suoi anni di soggiorno nella città Eterna, fu la sua vita notturna che lo portò, irrimediabilmente, a frequentare la zona di via Veneto.

A dar conferma di ciò è stato anche Giacomo Losi, uno dei pilastri della storia giallorossa subito dopo Totti e De Rossi, che ha affermato: “A volte vedevo Ramon arrivare nell’albergo dove eravamo in ritiro alle 5 del mattino della domenica. “Dove sei stato? Tra qualche ora c’è la partita…”, gli gridavo. Lui bofonchiava qualcosa e poi correva a letto. Capitava poi che in campo era protagonista di prestazioni straordinarie. Era la società che gli permetteva di fare quella vita. Io lo conoscevo molto bene e mi era caro”.

E’ stato lo stesso Lojacono a confermare questo suo amore per le ore piccole e la bella vita in alcune sue interviste: “Frequentavamo soprattutto attori e attrici, c’era un feeling particolare, forse era l’età o forse il fatto che anche noi, a modo nostro, eravamo attori… Legavo molto con Gino Cervi. Con Renato Rascel, che era un romanista sfegatato, l’unico al quale permettevo di criticarmi in maniera aspra. Walter Chiari era il più bravo di tutti nel giocare a calcio. Ma la più simpatica era Anna Magnani, era una donna che aveva un fascino incredibile, con lei in via Veneto facevo l’alba a parlare dell’Argentina, di Buenos Aires. Aveva un debole per il tango, voleva che glielo insegnassi. Con lei trascorremmo memorabili sere d’estate…”.

Insieme alla protagonista di Mamma Roma si creò un feeling particolare visto che proprio Cisco diventò “il suo maestro e danzare quando sta sorgendo l’alba e i lampioni sono ancora accesi è quanto di più bello possa capitare”.

Non si sa se successe qualcosa, da un punto di vista sentimentale, tra l’attrice ed il calciatore. Lo stesso episodio del tango ballato a via Veneto è, ancora oggi, avvolto nel mistero per le testimonianze contrastanti dei vari paparazzi dell’epoca.

Nonostante questo, nel settembre del 2002, quando il centrocampista argentino morì a quasi 67 anni, i giornali, per darne la notizia, intitolarono così: “Argentino, geniale, fumantino: ballò un tango con la Magnani alle cinque del mattino”.

A noi piace pensare ad Anna Magnani che si perde in un ballo come il tango fino alla mattina e che, magari, congeda Lojacono con una delle sue battute in dialetto romanesco. Il resto è tutta un’altra storia…….

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