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FIFA GATE: Andrew Jennings, l’uomo che ha “incastrato” Blatter

“Signor Blatter, lei ha mai preso un tangente?”. Siamo nel 2002. Blatter è stato appena rieletto per il secondo mandato alla Presidenza della FIFA. Il giornalista di turno non è uno a caso, ma Andrew Jennings, scozzese, 71 anni, professione reporter d’inchiesta free lance. Il ruolo del personaggio in questione ricopre una posizione chiave nella maxi indagine condotta dall’FBI.

E’ lo stesso Jennings ad affermarlo il giorno dopo l’ondata di arresti che ha portato il fermo di 7 dirigenti ai vertici del calcio mondiale, nel giugno scorso: attraverso il suo profilo Twitter dichiara di aver consegnato documenti necessari all’FBI per dare inizio all’inchiesta sulla FIFA. Ed è lo stesso organo statunitense a darne conferma attraverso il quotidiano Washington Post.

Andrew Jennings non è un reporter improvvisato: possiamo affermare che abbia dedicato gran parte della sua vita professionale ad indagare e far emergere tutte le ambiguità che hanno sempre contraddistinto la Federazione calcistica mondiale e, in particolare, il modus operandi del suo numero 1 più famoso, per l’appunto, Joseph Blatter.

A testimonianza di tutto ciò, i suoi report su BBC Panorama, datati 2002 e 2006, dove Jennings aveva portato alla luce un giro di tangenti per l’aggiudicazione della competizione mondiale. Tangenti destinate, guarda caso, al colonnello svizzero. Ma il mastino scozzese non si è limitato a questo: dal 2002, conduce un’inchiesta sulle operazioni della ditta di forniture di materiale di abbigliamento ISL, International Sports and Leisure, facendo emergere che l’azienda, tra il 1992 e il 2000 avrebbe pagato oltre 36 milioni di euro a Joao Havelange, al tempo numero 1 della FIFA, e a Ricardo Teixeira, Presidente della Lega Sudamericana di calcio, al fine di ottenere la fornitura di materiale sportivo a FIFA, CIO e IAAF.

Ora che Blatter sta lentamente uscendo di scena dal panorama calcistico mondiale, Jennings individua nel presidente ad interim fino alle nuove elezioni, Domenico Scala, italo svizzero, “l’ennesimo bugiardo”, riassumendo il tutto con l’epiteto “pupazzo pagato da Blatter”. Non a caso, Jennings sta lavorando su un film che avrà come protagonista proprio Scala, accusato, dal reporter scozzese, di non aver adempiuto al ruolo, quando occupava la poltrona di Presidente dell’Audit and Compliance Committee, l’organo di revisione e vigilanza interno alla FIFA, non condannando  e non portando alla luce l’operato della Federcalcio mondiale.

Infatti, il nome di Scala compare, anche, in uno dei suoi libri intitolato con una parola derivata dal lessico italiano, che è già tutto un programma: Omertà- Sepp Blatter’s Fifa organised crime family, del 2014.

In merito alle parole di Jack Warner, già indagato per la tangente di 10 milioni a lui consegnata per il voto della Concacaf nell’aggiudicazione dei mondiali in Sudafrica del 2010, il quale additava l’FBI e le autorità statunitensi di portare avanti l’indagine FIFA al fine di sostituirsi alla stessa al comando delle Federcalcio internazionale, Andrew Jennings risponde alla sua maniera, concisa ma molto chiara : “E’ una stronzata”.

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