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Aldo Agroppi, comunque granata

Aldo Agroppi, comunque granata

Se nelle stracittadine anche gli occhi di Paolino Pulici diventavano granata, un altro cuore torinista che sentiva il derby della Mole in maniera accanita, feroce e quasi viscerale era Aldo Agroppi: otto stagioni con quella maglia. E forse era destino che dovesse esordire in campionato nella sfida casalinga con la Sampdoria del 15 ottobre 1967, giorno della tragedia di Gigi Meroni. Come se dovesse legarsi sulle pelle le vicessitudini e le sfortune di un club diverso dagli altri. Con quel temperamento forte e deciso che ai tifosi del Toro va perfettamente a genio.

Due Coppe Italia vinte e uno scudetto sfiorato, non senza polemiche: il 12 marzo 1972 al Ferraris contro i blucerchiati i granata sono in svantaggio quando un tocco di Agroppi oltrepassa la linea di porta, respinto poi da Marcello Lippi: ma l’arbitro Barbaresco annullò quel gol e il tricolore lo vinse la Juventus. Da allora l’astio verso i bianconeri aumentò. Tre anni più tardi arrivò al Torino un tecnico innovativo come Gigi Radice, al quale servivano giocatori freschi e giovani per adottare il pressing olandese. Agroppi andò al Perugia, il quale quel 16 maggio 1976 superò la Vecchia signora nel giorno del settimo scudetto granata: lui non c’era perché malconcio, ma spinse i compagni a mettercela tutta… Scrisse il giornalista Nello Pacifico: “La curva Maratona, in quell’incendio di bandiere granata, non si accorge che in pista con Radice, Pulici, Graziani, Pianelli e gli altri c’è anche Aldo Agroppi”.

Nel 2013 è stato posizionato al ventiquattresimo posto in una classifica del Guerin Sportivo sui 100 granata di sempre. Da allenatore (iniziarono i problemi di depressione) non ha ottenuto buoni risultati, a parte un quarto posto alla guida della Fiorentina nell’annata 1985-’86. Il campionato iniziò abbastanza bene, ma i rapporti non idilliaci con Giancarlo Antognoni– rientrava da un altro grave infortunio- portarono a una divisione feroce, al punto che Agroppi subì un’aggressione fisica da alcuni tifosi: il ‘Caudillo’ Passarella si schierò con il tecnico, il quale andò via al termine della stagione. E sfumò il trasferimento in viola di Marco Van Basten, opzionato dall’uomo di Piombino e dal direttore sportivo Claudio Nassi. Ma la Fiorentina di Agroppi il 6 aprile 1986 sconfisse la Juventus…

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