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Albino United: la squadra di calcio che combatte la stregoneria e la strage di innocenti in Africa

Albino United: la squadra di calcio che combatte la stregoneria e la strage di innocenti in Africa

Il 13 giugno di ogni anno ricorre la Giornata Internazionale dell’Albinismo. Questa ricorrenza è stata decisa, il 18 dicembre 2014, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la Risoluzione 69/170.

L’albinismo, nello specifico, è una anomalia congenita consistente nella totale o parziale mancanza di pigmentazione melaninica nella pelle, negli occhi e nei capelli umani. Essa è una vera e propria malattia causata da un’assenza o un difetto dell’enzima tirosinasi, che è coinvolto nella sintesi della melanina; per tale ragione, l’albinismo, è considerato l’opposto del melanismo.

Ci sono alcune parti del mondo in cui questa malattia è prevalente, ad esempio l’Africa sub- sahariana. Diamo di seguito qualche numero per farvi capire meglio la situazione: in Tanzania è albino circa 1 abitante ogni 1400; in Zimbabwe invece si arriva addirittura ad 1 su 1000.

A livello mondiale invece la percentuale si alza notevolmente ed arriva a 1 ogni 20.000.

Nella parte a sud dell’Equatore del continente nero, purtroppo, le persone affette da albinismo vengono perseguitate in vari modi dato che, secondo antiche credenze popolari, si presuppone che gli albini siano dotati di poteri soprannaturali o portino sfortuna. Insomma vi è un vero e proprio “razzismo al contrario”.

In particolare, le parti del corpo degli albini vengono utilizzate per riti magici perchè si pensa che i loro organi possano portare fortuna. Inoltre, nelle medesime aree, visto che molte persone vivono con appena un dollaro al giorno, alcune parti del corpo degli albini vengono vendute anche per 500 euro e la pelle viene commercializzata sul mercato nero a prezzi altissimi, tra i 1500 e i 7000 euro. Per queste ragioni, secondo un rapporto della ong Under The Same Sun, dal 2007 ad oggi, nella sola Tanzania, sono stati uccisi decine di albini locali. Insomma se non si tratta di una vera e propria “caccia alle streghe” poco ci manca.

Per fortuna, però, in questi stessi paesi ci sono alcune storie che vanno controcorrente nell’ambito dell’albinismo. Noi di Io Gioco Pulito, in questo pezzo, vorremmo trattarvi di una che rientra a pieno nel campo sportivo.

In Tanzania, infatti, nel 2008, grazie ad una idea dei fratelli John e Óscar Haule (il primo ex calciatore di calcio a livello semiprofessionistico) è stata fondata la squadra di calcio Albino United Football club. Essa è nata con alcuni intenti sociali ben precisi: proteggere gli albini e far capire alla gente locale che non si tratta di fantasmi o peggio ancora di carne da macello.

Si è cercato insomma di “nobilitare” la comunità albina locale. E quale mezzo migliore se non quello del pallone che, nella maggior parte del mondo, viene visto come uno dei più importanti collanti e sviluppatori sociali che esistano?

Nonostante tutto sono stati molti i pregiudizi che si sono dovuti superare per farsi accettare. Lo stesso Haule racconta così gli inizi di questa straordinaria esperienza: “Tutti pensavano che io fossi un pazzo e anche che la cosa potesse essere molto pericolosa”.

Dopo un anno di sole partite amichevoli, però, il team ha ottenuto il permesso di giocare nella terza divisione nazionale e ha persino acquisito una sponsorizzazione privata per visitare alcuni villaggi. Questo, all’inizio, provocò una manifestazione di insulti, scherni e disprezzi per le ragioni sovra descritte.

Ma le cose, col passare del tempo, cambiarono radicalmente. L’Albino United, infatti, iniziò a vincere una serie di partite sul campo. Contemporaneamente, i rivali sconfitti, hanno cominciato a chiedersi se c’era davvero tanta differenza tra quei ragazzi e loro.

La squadra, come fa capire chiaramente il nome, è formata da sola gente albina ad eccezione del portiere che è invece nero. Tale scelta, però, ha basi scientifiche solide dietro: gli albini, infatti, hanno problemi con la vista e ciò non permetterebbe loro di vedere gli oggetti, ad esempio il pallone, come persone normali.

Purtroppo, ancora oggi, sono ancora molti gli ostacoli che il team calcistico deve attualmente affrontare. Ad esempio i giocatori girano sempre in gruppo visto che sono sempre all’erta i cacciatori che tentano di uccidere qualche albino per il valore delle loro parti del corpo.

Anche i semplici allenamenti sono un problema. Gli albini, infatti, hanno una pelle più delicata di quella dei ragazzi piccoli e che, per tale ragione, si ustiona molto più frequentemente. Allenarsi sotto i raggi del sole africano non è possibile per questo motivo.

Troppo costosi però, al contempo, risultano essere i tubetti di protezione solare necessari per evitare ustioni. E così la squadra si può solo allenare di notte o nel tardo pomeriggio.

La storia dell’Albino United è diventata talmente conosciuta che pochi anni dopo la fondazione della squadra, esattamente nel 2010, è stato fatto un documentario che porta lo stesso nome. Purtroppo, dai piani alti delle federazioni sia nazionali che internazionali, Fifa in primis, non è arrivato nessun supporto di alcun tipo a questa realtà sportiva.

Speriamo che un qualche tipo di interesse arrivi nel minor tempo possibile. D’altronde anche in questo campo, come in moltissimi altri, la speranza è l’ultima a morire.

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