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Alberto Sordi e Amburgo: un destino che si incrocia nel calcio

Alberto Sordi e Amburgo: un destino che si incrocia nel calcio

Il 15 giugno 1920 nasceva al numero 7 di via San Cosimato nel centralissimo rione di Trastevere, in una casa oggi non più esistente, il grande attore romano Alberto Sordi. Tale figura ha rappresentato sul grande schermo uno dei simboli di quel concetto conosciuto con il nome di “romanità” insieme ad altri esponenti del calibro di Anna Magnani e Aldo Fabrizi.

Nel corso della sua lunga carriera Sordi ha recitato in circa 200 film, molti dei quali rientravano nella categoria della cosiddetta “commedia all’italiana”, ed è stato diretto dai più grandi registi della storia del cinema italiano. Tra gli esempi in questo campo che possiamo citare vi è “La Grande Guerra” del 1959 per la regia di Mario Monicelli, “Tutti A Casa” del 1960 diretto da Luigi Comencini e “Una Vita Difficile” di Dino Risi del 1961.

Questo attore, però viene ricordato soprattutto per due pellicole in particolare: “Un Americano a Roma” del 1954 che vide dietro la macchina da presa la figura di Stefano Vanzina (conosciuto da tutti con il soprannome di “Steno”) e “Il Marchese del Grillo” del 1981 per la regia, di nuovo, di Mario Monicelli.

Alberto Sordi, oltre a quella per il cinema, aveva un’altra grande passione: il calcio e, nello specifico, l’AS Roma. Sono infatti numerose le scene di alcuni suoi film in cui Albertone (il suo soprannome per eccellenza) mette ben in chiaro il suo amore smisurato per i colori giallorossi della squadra capitolina.

Altro punto che viene messo in risalto sono gli sfottò verso i laziali. D’altronde si sa che, con l’avvicinanrsi di ogni stracittaddina, non mancano le prese in giro tra le due opposte tifoserie della Città Eterna.

La stessa Curva Sud, cuore pulsante del tifo romanista, ha reso Sordi uno dei suoi beniamini più amati ed adorati. Il 2 marzo del 2003 pochi giorni dopo la scomparsa dell’attore, avvenuta il 24 febbraio precedente all’età di 82 anni, il settore più caldo dello Stadio Olimpico srotolò un enorme striscione in suo ricordo che recitava “Zitti Tutti….Er Marchese s’è addormito”.

Durante la sua carriera, però, questo artista entrò in contatto anche con un’altra importante città in cui il calcio è, da parecchio tempo, un forte elemento caratterizzante. Nel 1959, difatti, Sordi recitò nel film “I Magliari” per la regia di Francesco Risi.

La pellicola, che parla degli eventi di un gruppo di emigrati italiani in Germania, è ambientata in due città teutoniche in particolare: Hannover ed Amburgo. L’attore romano con Amburgo creò un rapporto speciale in numerosi ambiti.

Per esempio dal punto di vista musicale Albertone visse nella città tedesca nello stesso periodo in cui muoveva i primi passi, tra quelle stesse strade, un gruppo che col passare del tempo avrebbe fatto la storia: i Beatles. I quattro ragazzi di Liverpool, difatti, proprio ad Amburgo registrarono il loro primo disco in assoluto, dal titolo “Live! at the Star-Club in Hamburg, Germany; 1962” che conteneva le registrazioni delle esibizioni di un famoso concerto dal vivo che il gruppo tenne nel dicembre 1962 presso l’importante locale cittadino dal nome “Star Calub”. I giovani inglesi, inoltre, assunsero quel carattere ribelle che avrebbe caratterizzato tutta la loro carriera musicale del periodo immediatamente successivo proprio durante i loro anni amburghesi.

Questo carattere musicale e ribelle della città teutonica, ed in particolare del quartiere portuale di St Pauli, secondo alcuni ricordavano ad Alberto Sordi la sua Trastevere. Il popolare rione a due passi dal Vaticano, difatti, da sempre ha rappresentato l’animo ribelle della Città Eterna e viene citato spesso in varie e famose canzoni romanesche conosciute dai più.

Un altro legame tra Roma e Amburgo è sicuramente quello calcistico. Difatti questo centro urbano che è stata capitale di una importante alleanza commerciale, risalente all’epoca medievale e conosciuta col nome di “Lega Anseatica”, è il luogo dove giocano le loro partite casalinghe le squadre del St. Pauli FC e dell’Amburgo.

Questi due team danno vita ad un derby che, vista la loro forte rivalità, ricorda molto quello giocato nella città di Roma. Per girare il film l’attore romano si trasferì per un po’ di tempo nella città posta lungo le sponde del fiume Elba e, durante tale periodo, risiedette proprio nella zona del quartiere portuale di St. Pauli.

Non si hanno purtroppo collegamenti diretti tra Alberto Sordi ed il St.Pauli FC da poter raccontare. Proprio in quel periodo però avvenne un fatto assai interessante che, per che scrive, merita di essere raccontato.

Nel 1959, difatti, non era ancora nata la Bundesliga. Il campionato tedesco, per l’esattezza, assunse questo nome solamente nell’agosto del 1963.

A quel tempo il massimo torneo calcistico della zona teutonica occidentale era conosciuto come “Oberliga” ed era diviso in cinque sezioni regionali: Belin, West, Sudwest, Sud, Nord.

Le squadra di Amburgo, visto la posizione geografica all’interno dei confini della Germania, giocavano nella Oberliga Nord.

Nella stagione calcistica 1958/1959, l’anno in cui si svolsero le riprese del film di Risi, l’ex capitale della Lega Anseatica era ben rappresentata nella sovracitata Oberliga. Vi erano infatti ben cinque squadre che giocavano le proprie partite casalinghe all’interno dei suoi confini cittadini: le già citate Amburgo e St Pauli FC ma anche l’FC Altona 93, l’ASV Bergedof 85 e il Concordia Amburgo 1907. Nell’epoca attuale solamente i primi due team hanno mantenuto posizioni di rilievo nel panorama calcistico teutonico. Entrambi infatti giocano, dopo la prima storica retrocessione dell’Amburgo, nella serie b del campionato locale conosciuto con il nome di “2.Bundesliga”.

L’FC Altona è la squadra del distretto più occidentale di Amburgo chiamato appunto Altona. Attualmente milita nella Regionalliga Nord che sarebbe il quarto livello del sistema di lega di calcio tedesco negli stati della Bassa Sassonia, Schleswig-Holstein, Brema e Amburgo.

L’ASV Bergedorf rappresenta il distretto amburghese di Bergedorf, il più grande dei sette che compongono la città. Oggigiorno gioca nella Bezirksliga Hamburg Ost, il settimo livello calcistico tedesco, che è chiamato anche con il nome di Landesliga (“lega statale” in italiano).

Meno fortuna di tutte ha avuto il Concordia Amburgo 1907. Questo team giocava le sue partite casalinghe nel distretto amburghese di Wandsbek, il secondo più grande dopo il già citato Bergedorf. Nel 2013, però questa squadra si è dovuta unire, per problemi di natura essenzialmente economica, al TSV Wandsbek-Jenfeld 81 dando così vita alla società calcistica del Wandsbeker

TSV Concordia. La fusione è avvenuta nel giugno 2013 e il Concordia Amburgo 1907 ha smesso di esistere dopo oltre 100 anni di attività.

Come abbiamo potuto constatare, nel periodo in cui Sordi si trovava in Germania, Amburgo aveva raggiunto una delle sue massime vette calcistiche di sempre. Purtroppo oggi non è più così e la città sul fiume Elba si deve accontentare di due team che giocano nella serie B e nessuno che la rappresenta in Bundesliga.

Nonostante tutto però, visto il suo passato glorioso sotto numerosi punti di vista, ci tengo a chiudere il pezzo con una delle battute più famose di Alberto Sordi. Tale motto, che il grande attore romano pronunciò nel film “Il Marchese del Grillo”, dice così: “Ah….mi dispiace. Ma io so’ io…..e voi non siete un cazzo!”.

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