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Ai Mondiali grazie all’Erba: Cedella Marley e le “Reggae Girlz”

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Ai Mondiali grazie all’Erba: Cedella Marley e le “Reggae Girlz”

Il calcio e la musica reggae, nel corso del XX secolo, hanno avuto un punto in comune con un nome ed un cognome ben preciso: Bob Marley. Il cantante giamaicano, infatti, oltre ad averci regalato alcuni pezzi che rimarranno nella storia della musica di tutti i tempi, era anche un appassionato di calcio come da noi descritto in un precedente articolo.

Tale passione Bob riuscì a trasmetterla a numerosi dei suoi 13 figli (sei femmine e sette maschi in tutto). Alcuni di essi hanno portato avanti, e la portano tuttora, questa loro fede calcistica trasmessagli dal padre venuto a mancare l’11 maggio 1981 all’età di soli 36 anni.

Per fare qualche esempio possiamo citare Ky-Mani Marley, il decimo figlio del cantante giamaicano che nacque da una relazione dello stesso Bob con la tennista Anita Belnavis. Per chi non lo sapesse Ky-Mani, oltre a giocare molto a calcio come il padre, nel settembre 2018 si rese protagonista di un episodio abbastanza curioso.

Ad Amsterdam, durante l’intervallo della partita di Champions League tra Ajax e Aek Atene, Ky- Mani cantò live dal campo la canzone “Three Little Birds”, una delle più famose di Bob a livello mondiale, che veniva trasmessa dagli autoparlanti dalla Johan Cruijff Arena. I tifosi olandesi di casa furono entusiasti di quell’evento e seguirono, cantando ogni parola, la performance live del figlio del grande cantante giamaicano con estremo entusiasmo.

Un’altra figura della dinastia Marley si è particolarmente avvicinata al mondo del pallone è Cedella Marley. Essa è la primogenita che Robert Nesta ebbe con la sua moglie ufficiale: Alpharita Costancia Anderson, da tutti conosciuta come Rita Marley.

Cedella, nello specifico, è stata l’artefice di una vera e propria impresa: aiutare a salvare dal fallimento le “Reggae Girlz”. La nazionale di calcio della piccola isola caraibica, per chi non lo sapesse, è stata la prima della zona centro-americana a qualificarsi, a ottobre 2018, per la prima volta nella sua storia, ai prossimi mondiali di calcio femminili, che inizieranno in Francia il prossimo 7 giugno. Curiosità di questi Mondiali, la presenza nella rosa della Giamaica di due giocatrici provenienti dalla squadra femminile della As Roma, Trudi Carter e Allyson Swaby

La Giamaica è stata sorteggiata nel gruppo C della rassegna iridata assieme all’Australia, al Brasile e all’Italia. Il fato ha voluto che tale qualificazione delle ragazze arrivasse esattamente a 20 anni di distanza da quella dei loro colleghi maschili che, nel 1998, riuscirono a staccare un biglietto per la fase finale di Francia 1998.

A questa impresa, descritta dalla stampa locale come “quasi sovrumana”, non si sarebbe mai potuti arrivare senza il fondamentale contributo della figlia del re del reggae.

Nel 2010, infatti, a causa della mancanza di fondi, la federazione giamaicana sospese le attività della nazionale, che rimase inattiva per oltre 3 anni. Tale situazione si prolungò fino al 2014 quando Cedella, soprattutto per la sua passione sportiva trasmessale dal padre Bob, riuscì a farsi nominare ambasciatrice delle “Reggae Girlz”.

Come ha spiegato la figlia di Bob: “Si stavano preparando a sciogliere l’intera squadra solo a causa della mancanza di fondi – anche se sappiamo che ci sono finanziamenti nella Federcalcio della Giamaica (JFF, Jamaica Football Federation ndr) ma è solo che le donne non hanno ricevuto la priorità. Insomma, anche nel mondo del pallone giamaicano, le donne vengono messe in secondo piano.

Per rispondere a questa vera e propria disparità, Cedella è scesa in campo in prima persona con un intento ben preciso: riuscire a ottenere sponsor aziendali per mantenere a galla la squadra. “Mi sono sentita molto appassionata”, ricorda Marley. Le ragazza del pallone, infatti, “sono state ignorate e … non mi piace. Erano molto talentuose e non ricevevano una pari opportunità”. Tale presa di posizione non le piaceva affatto e, per questo motivo, “sono saltata dentro e ho iniziato a raccogliere fondi e consapevolezza”.

 

Per far ciò Cedella ha “fatto scendere in campo” anche il suo marchio personale: Marley Natural. Esso è stato fondato a Seattle nel 2014, da Cedella e alcuni dei suoi numerosi fratelli, e rappresenta il primo marchio globale di marijuana prodotta e venduta legalmente, che prende il nome e il volto del mitico cantante reggae.

Tale sforzo all’inizio è stato preso poco seriamente da molta gente. Tutto questo, come spiega Cedella, è avvenuto per mere convinzioni sociali.

La figlia del re del reggae, infatti, pensa che nella Giamaica attuale si preferisce “vedere le ragazze in gonne, non in pantaloncini e calciare una palla”. Le stesse reggae girls hanno alzato, all’inizio, più di qualche perplessità.

Cedella, a tal proposito, racconta un aneddoto: “Si vedeva che si erano già stancate. Ricordo una ragazza che mi ha detto: “Credi davvero in noi?”.

Nonostante tutti questi problemi, però, il progetto è andato avanti e, ad oggi, ha portato ad uno dei più importanti successi del calcio giamaicano in generale. Una chiusura Cedella non poteva non dedicarla alla figura di suo padre Bob che, secondo la sua primogenita, “Non sarebbe sorpreso di ciò”.

D’altronde Robert Nesta Marley, durante la sua vita, ha dovuto combattere altri tipi di pregiudizi, soprattutto quelli razziali visto che era un figlio meticcio di padre bianco e madre nera. Per farsi accettare nella società giamaicana del tempo e, in tal modo poter dar via alla sua superba carriera musicale, Bob dovette spazzare via numerosi bastoni che gli vennero messi tra le ruote. Insomma, se quello di Cedella, come quello di suo padre, non è uno stile di vita che segue quelle famose “positive vibrations”, poco ci manca…

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    Nadia

    Giugno 6, 2019 at 9:51 pm

    In realtà Ky-Mani ha cantato quello che i tifosi dell’Ajax hanno “adottato” come proprio inno (la canzone di Bob, Three Little Birds appunto). Ky-Mani era stato invitato alla partita e ovviamente ha cantato l’inno coi tifosi

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