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Ai confini del calcio che conta: i “Dragoni Gialli” del Bhutan non sono più i peggiori al mondo

Qual è la nazionale più scarsa del mondo? Facendo un giro su internet o cercando tra dati o classifiche, la risposta non è così semplice. Certamente però, ad occupare questa speciale classifica delle squadre nazionali più scarse, ci sono gli asiatici del Bhutan. Un microscopico stato dell’Asia confinante con Cina e India e grande (per abitanti) come la quarta città italiana (Palermo), abitato da “sole” 700 mila persone. Che fino agli Settanta, non aveva mai conosciuto l’esistenza del gioco del calcio. Ebbene, i “dragoni gialli” (questo il soprannome dei calciatori della nazionale bhutaniana), nel ranking della FIFA, sono riusciti nell’impresa di scalare, e nell’arco di soli due anni, ben 30 posizioni.

Grazie anche alla storica vittoria, la prima in una gara valida per le qualificazioni ai Mondiali, ottenuta contro lo Sri Lanka nel marzo 2015. Ad oggi, dopo l’ultimo aggiornamento del 20 ottobre 2016, i “dragoni gialli” occupano così la 179esima posizione su 210. Ancora lontani dai “cugini rossi” della Cina i quali, come direbbe Marco Bellocchio, non è ancora vicina. Visto che i “dragoni rossi” sono distanti ben 100 lunghezze occupando ad oggi la 78esima posizione nel ranking della FIFA. Ma i “gialli” del Bhutan possono finalmente gridare al mondo di non essere più la squadra più scarsa del pianeta. Almeno questo, guardando la classifica stilata dall’organizzazione calcistica più importante, nella quale, ad oggi, chi invece occupa la posizione di fanalino di coda (che per anni è stata occupata proprio dal Bhutan) è la nazionale del Tonga.

Eppure però nell’immaginario collettivo il Bhutan resta comunque una delle peggiori nazionali al mondo. Che nella sua storia, si è iscritta per due sole volte ad edizioni dei Mondiali di calcio e della quale, è impossibile dimenticare la sconfitta subita il 14 febbraio del 2000 (proprio nell’anno di affiliazione alla FIFA) per mano del Kuwait. Quando i dragoni gialli incassarono ben 20 reti in una sola partita senza segnarne una. Una delle più pesanti sconfitte nella storia delle nazionali di calcio. Seconda soltanto all’altro straordinario passivo di 38 reti incassato dalla Micronesia contro le isole Fiji nel luglio del 2015. Una partita che tolse il record alla precedente sconfitta (per 34-0) subita dalle isole Samoa americane contro l’Australia. Ma del Bhutan, per fortuna, si ricorda anche altro. In particolare, la partecipazione alla cosiddetta “altra finale” che venne organizzata in occasione della finalissima dei mondiali di Giappone e Corea nel 2002.

Quando, proprio mentre Germania e Brasile si contendevano la Coppa del Mondo, poi vinta dai verdeoro con doppietta di Ronaldo, le nazionali del Bhutan e quella di Montserrat ( che all’epoca erano le ultime due nel ranking della FIFA) diedero vita a quella che passò alla storia come “l’altra finale”. Un’amichevole, disputatasi a Thimpu in Bhutan che i padroni di casa vinsero per 4-0. Ma risultato a parte, l’amichevole tra Bhutan e Montserrat riuscì comunque ad occupare le pagine dei giornali di allora. Che diedero spazio a questa singolare iniziativa delle due nazionali di calcio più deboli. Per i 15mila che assistettero all’ “altra finale” fu comunque un modo per sentirsi campioni del mondo. Anche solo per un giorno.

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