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Addio ad Ali: il più grande di tutti

Si è spento a 74 anni in un ospedale di Phoenix il più grande pugile di sempre Muhammad Ali. Il campione era ricoverato da giovedì in condizioni definite inizialmente non preoccupanti ma che poi sono peggiorate fino a ieri sera quando non c’è stato più nulla da fare. Gravi complicazioni respiratore aggravate notevolmente dal morbo di Parkinson hanno portato alla morte di uno dei più grandi atleti della storia dello sport. L’ultima sua apparizione in pubblico risale allo scorso Aprile durante la cena delle Celebrity Fight Night. A Gennaio del 2015 era stato ricoverato per un’infezione alla vie urinarie e già allora si era temuto per il peggio per il campione. I funerali si terranno a Louisville, nel Kentucky, città natale di Ali, dove negli ultimi anni il Più Grande è stato assistito dalla moglie Lonnie.

SPORT COMMOSSO- Tutto il mondo della boxe piange la morte di Muhammad Ali. Uno dei primi messaggi è stato quello di Foreman, uno dei suoi grandi rivali: “Ali, Frazier & Foreman, eravamo una persona sola. Una parte di me, una grande parte, se n’è andata”. Un altro grandissimo della boxe come Mike Tyson ha scritto: ““Dio si è ripreso il campione. Il più grande” e poi postando una foto che li ritrae insieme ha commentato “Aveva un cuore d’oro”. Da un campione del passato ad un del presente come Mayweather che ha ribadito: “Non ci sarà mai un altro Muhammad Ali. La comunità nera in tutto il mondo, aveva bisogno di lui. Era la nostra voce. La voce che mi ha fatto diventare quello che sono”. Anche lo storico organizzatore di match Don King, lo piange: “E’ un giorno triste. Volevo bene a Muhammad Ali, eravamo amici. Ali non morirà mai. Senza dubbio la sua eredità è quella di un uomo che ha sfidato le convenzioni, si alzò in piedi per ciò in cui credeva e quando è stato messo alla prova ha preferito rimetterci personalmente piuttosto che andare contro le sue convinzioni”. La commozione per la morte di The Greatest non ha colpito solo la boxe ma tutto il mondo dello sport. Alessandro Del Piero ha scritto in un tweet:Pochi sono passati dalla leggenda dello sport alla Storia degli uomini. Grazie #MuhammadAli eterno esempio”. Anche la nuotatrice statunitense, Janet Evans, ricorda uno dei momenti più emozionanti legati alla figura di Ali: “Passargli la torcia olimpica ad Atlanta 1996 per accendere la torcia è stato il momento che non dimenticherò mai. Il ruolo di un atleta olimpico è di ispirare gli altri a rincorrere i loro sogni, nessuno ha vissuto questo ruolo meglio di lui”.

VITTORIE E LEGGENDA- Un uomo che ha combattuto per i suoi ideali e che ha cambiato il modo di intendere lo sport e non solo con metodi e mezzi impensabili all’epoca. Oltre alle splendide vittorie sul ring (campione olimpico dei mediomassimi a Roma ’60. Da professionista, combattendo col nome di Muhammad Ali, ha ottenuto 56 vittorie e 5 sconfitte ed è stato il primo a conquistare per tre volte il titolo mondiale dei massimi), Alì ha avuto il merito di essere uno dei primi sportivi a saper comunicare con il pubblico, cercando di dare forza alle lotte per l’uguaglianza tra bianchi e neri e  rifiutando in ogni modo la via della guerra. Storica fu la sua frase, quando fu chiamato alle armi per la guerra in Vietnam, “I got nothing against the Vietcong, they never called me nigger” ovvero Non ho niente contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato negro”.  Una frase che fece scalpore e che gli valse il boicottaggio da parte di tutto lo sport americano fino ad arrivare alla revoca del titolo di campione del Mondo dei pesi Massimi da parte della federazione. Tre anni di stop forzato che all’epoca per un atleta potevano significare ritiro. Ma Alì (prima della sua conversione, noto con il nome si Cassius Clay) non si diede per vinto e tornò sul ring. Il primo assalto al titolo mondiale fallì contro Fraizer ma il secondo tentativo contro Foreman andò a segno. Quello contro Foreman fu un incontro storico combattuto a Kinshasa ( il primo mondiale dei massimi disputato in Africa) che fece conoscere a tutto il mondo lo Zaire di Mobutu. Alì vinse il match all’ottava ripresa tornando, contro tutti i pronostici, sul tetto del Mondo. Da quel punto non scese più, rimanendo per sempre The Greatest, il più grande.

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