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24 Arresti per Calcioscommesse: anche in Spagna il pallone è in mano alla criminalità

Anche in Spagna lo spettro del calcioscommesse. La mano lunga della criminalità organizzata sembrerebbe aver messo le mani sui campionati minori nel calcio iberico e lo scandalo non sembrerebbe potersi fermare qui.

La polizia spagnola ha arrestato lunedì mattina 24 persone per il loro coinvolgimento in una presunta organizzazione dedita a truccare le partite in Segunda B e, soprattutto, nella terza divisione. Tutto questo sembrerebbe essere accaduto nella scorsa e nell’attuale stagione, e a capo di questa organizzazione ci sarebbero due ex calciatori. Uno degli arrestati questa mattina a Argentona (Barcellona) è stato Jonan Garcia, che si ritirò nel 2015 dopo aver giocato con Athletic Bilbao, Castellón, Murcia, Aris Salonicco, Ibiza, Huesca, Lleida, Écija, Guadalajara, e Alaves. Garcia è una delle principali figure di questa organizzazione, interessandosi addirittura alla possibile corruzione di alcuni arbitri di Seconda e Terza Divisione. Un dettaglio che ci fa capire già come potesse essere radicata questa organizzazione nel tessuto del calcio minore spagnolo.

La polizia, oltre che a casa di Garcia, è arrivata anche al campo di allenamento del Jumilla, squadra della Segunda Division B per arrestare due calciatori proprio mentre stavano per entrare in campo per il consueto allenamento. La società ovviamente ha diramato immediatamente una nota per chiarire la propria posizione di estraneità ai fatti :

Il Football Club Jumilla vuole comunicare che rimane al di fuori sulla presunta organizzazione a delinquere che vede coinvolti due tesserati. Il Club presuppone l’ innocenza e nessuno dei suoi membri farà alcuna dichiarazione nel rispetto delle autorità mentre esprime la sua piena disponibilità a collaborare in ogni momento“.

Come detto in precedenza la rete era guidata da due ex giocatori che hanno approfittato della loro esperienza per aggiustare i match e guadagnare da giocate su rigori, angoli e quant’altro, ovviamente grazie alla collaborazione di alcuni calciatori attualmente in attività. Le fonti investigative sostengono che la rete aveva come base la Cina, grazie ad una particolare piattaforma che permetteva di piazzare scommesse senza limiti, su mercati che erano ovviamente truccati “grazie” al lavoro di Garcia e compari.

Non è la prima volta che la polizia nazionale ha messo in piedi un’operazione contro questo tipo di crimine, infatti ad aprile, ha fermato l’allenatore dell’Eldense e il capo del gruppo italiano di investimento che l’ha gestita con l’accusa di aver truccato una partita di Seconda Divisione B in cui il club di Alicante ha perso 12-0 con il Barcellona B.

Secondo le fonti investigative l’organizzazione avrebbe funzionato per anni attraverso alcuni giocatori in attività che collaboravano con la rete malavitosa e riuscivano a coinvolgere anche altri giocatori per portare a casa il risultato voluto. Una brutta storia che conferma come il calcio ad ogni latitudine possa essere soggetto a partite truccate o quant’altro. Con un mercato come quello asiatico che non pone limiti di puntata e l’ormai irrisoria facilità con la quale è possibile connettersi con tali mercati, la necessità di regolamentare questo tipo di situazioni diventa di primaria importanza. Situazione che ciclicamente vengono a galla, in ogni parte del globo, rischiando di minare la già carente credibilità del calcio in alcune realtà. Urge quindi una regolamentazione per tutelare, società, scommettitori e soprattutto tifosi.


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0 Comments

  1. jacopo costa

    Febbraio 22, 2018 at 7:24 pm

    Buona sera Massimiliano.. Mi sono occupato del tema da un punto di vista accademico, facendo una ricerca sulla rete corruttiva dello scandalo del calcioscommesse.. mi farebbe piacere confrontarmi con lei in merito a questa nuova situazione illecita per avere idee e spunti. se le dovesse interessare, rimango a disposizione. saluti
    Jacopo Costa

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