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1260 scommesse negli ultimi 10 anni: il ‘bad boy’ Barton di nuovo nei guai

Tra lunghe squalifiche per comportamenti ben oltre i limiti dell’antisportività dentro e fuori dal campo ed arresti dovuti spesso a furiose risse da strada, è ormai certificato che Joey Barton nei guai sia abituato letteralmente a sguazzarci.

L’ultima ‘prodezza’ del ‘bad boy’ del calcio inglese riguarderebbe un gran numero di scommesse (1260) effettuate dallo stesso centrocampista classe 1982 di Liverpool; in merito, la FA ha affermato che Barton è colpevole di aver scommesso su ‘match singoli e intere competizioni calcistiche’ per un periodo che va dal 26 marzo del 2006 al 13 maggio scorso.

Non un ottimo finale di anno per Barton, peraltro calcisticamente alle prese pure con l’ennesimo degli innumerevoli terremoti che hanno scosso la propria carriera: dopo aver firmato per i Glasgow Rangers durante l’ultima finestra estiva di calciomercato, infatti, il ragazzo ha pensato bene di insultare compagni e tecnico a seguito di una brutta sconfitta rimediata nello storico Old Firm contro gli storici rivali dei Rangers: il Celtic.

Apriti cielo.

Barton viene dapprima messo fuori rosa e poi letteralmente cacciato dalla squadra dei protestanti di Glasgow. Eppure, nel mondo del calcio sembra ancora esserci qualcuno disposto a dargli fiducia; stiamo parlando di Sean Dyche, tecnico di quel Burnley che appena lo scorso anno Barton aiutò sensibilmente nel processo di immediata risalita in Premier League.

Prima di lasciare la Scozia, tuttavia, il centrocampista era stato squalificato per una partita dalla federazione di casa proprio in merito ad un caso scommesse; Barton, infatti, fu accusato di aver puntato dei soldi su diversi eventi calcistici (per la precisione 44, tra il primo luglio ed il 15 settembre scorsi). Alla fine, il ‘bad boy’ di Liverpool confessò il fatto.

Per quanto concerne la nuova accusa, stavolta mossa dalla FA inglese, Barton ha tempo fino al prossimo 5 gennaio per presentare la propria versione dei fatti e rispondere alle accuse della federazione.

Cercando, ora, di fare chiarezza sull’argomento, andiamo a scoprire quali sono le regole imposte dalla Football Association ai propri tesserati in merito al tema delle scommesse.

Nel 2014, la FA introdusse nel proprio regolamento un nuovo articolo: ‘i calciatori e membri degli staff tecnici di club appartenenti fino all’ottava divisione del calcio inglese (inclusi i campionati femminili) da questo momento non possono più effettuare scommesse su alcun tipo di evento calcistico in qualunque parte del mondo’.

Inoltre, alle medesime categorie ‘viene proibito pure di scommettere su fatti legati al calcio come trasferimenti e ingaggi di nuovi allenatori da parte di club nel mondo’.

Cosa cambiò? Principalmente il fatto che fino al 2014 le categorie appartenenti alla FA non potevano scommettere unicamente su partite o competizioni in cui partecipavano in prima persona o che erano in grado di influenzare.

Oggi, le accuse riguardanti Barton, comunque, andrebbero a toccare tanto il regolamento FA pre-2014 quanto quello post.

Molta gente, tuttavia, in Inghilterra e non, si sta chiedendo come mai ci siano voluti dieci lunghi anni prima che tale fatto venisse alla luce.

La risposta ufficiale parla di una conoscenza del caso da parte della FA avvenuta soltanto negli ultimi mesi, grazie ad informazioni giunte da alcune società di scommesse. Da qui, dunque, sarebbe successivamente nata una vera e propria indagine su Joey Barton.

Il centrocampista, pertanto, sarebbe stato accusato (con rischio di lunga squalifica o, chissà, addirittura di radiazione) anche se fosse rimasto un cosiddetto ‘free agent’ (svincolato).

E’ stato, infatti, chiarito dalla FA che la tempistica riguardo alla faccenda non è minimamente legata al fatto che Barton sia tornato in Premier per vestire la maglia del Burnley proprio in questi giorni.

Dal canto suo, la nuova/vecchia società di Barton ha affermato che “sta discutendo della situazione con il diretto interessato ed i suoi legali”.

 

Matteo Luciani
A cura di

Nato a Roma sul finire degli anni Ottanta, dopo aver conseguito il diploma classico tra gloria (poca) e insuccessi (molti di più), mi sono iscritto e laureato in Lingue e Letterature Europee e Americane presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata. Appassionato, sin dall'età più tenera, di calcio, adoro raccontare le storie di “pallone”: il processo che sta portando il ‘tifoso’ sempre più a diventare, invece, ‘cliente’ proprio non fa per me. Nel 2016, ho coronato il sogno di scrivere un libro tutto mio ed è uscito "Meteore Romaniste”, mentre nel 2019 sono diventato giornalista pubblicista presso l'Ordine del Lazio

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