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10 Incongruenze dell’inchiesta di Repubblica sulla congiura contro Totti

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10 Incongruenze dell’inchiesta di Repubblica sulla congiura contro Totti

Roma di nuovo si è svegliata sotto choc, stavolta non per l’addio di De Rossi ma per un articolo di Repubblica che parla di una congiura attuata da De Rossi e altri 3 senatori per far fuori Totti da dirigente, Di Francesco come allenatore vista la sua “misera tattica” e il DS Monchi per le troppe cessioni estive.

A riportarlo, secondo il quotidiano, è stato Ed Lippie, fisioterapista giallorosso e personal trainer di Pallotta, che avrebbe mandato una mail datata dicembre 2018 al presidente con il racconto dell’accaduto ricostruito attraverso le dichiarazioni del medico Riccardo Del Vescovo e dell’altro fisioterapista Damiano Stefanini entrambi licenziati lo scorso 8 marzo.

Noi però oggi vi raccontiamo tutte le incongruenze.

1) Pallotta e la Roma hanno smentito

Paradossalmente questo articolo va a favore del presidente Pallotta nella sua scelta di non rinnovare il contratto a De Rossi. Il presidente, amico di Ed Lippie, però, contattato da Gabriele Nobile di Insideroma.com ha smentito fortemente, dichiarando: “E’ chiaro che qualcuno sta cercando di danneggiare la Roma con tutte queste sciocchezze”.. Anche la Roma ha preso le distanze con un comunicato ufficiale.

2) L’attacco a Monchi

Tra le vittime di questa congiura c’è anche Monchi. Il DS spagnolo però non solo, per bocca di De Rossi in conferenza stampa, era l’unico a dare rassicurazioni sul prolungamento del contratto, ma una volta annunciato l’addio alla Roma ha parlato bene di lui dicendo che un giocatore così lo avrebbe portato al Siviglia.

3) L’esonero di Di Francesco

Una semifinale di Champions insieme da protagonisti e una presenza in campo imprescindibile. Nell’articolo di Repubblica si parla di un De Rossi furente per l’acquisto di Nzonzi, considerato un suo doppione e un avviso di sfratto imminente dalla Roma. Se pensiamo ad un giocatore meno adatto possibile per caratteristiche al gioco di Di Francesco è proprio Nzonzi. De Rossi quindi, super titolare, avrebbe dovuto tenersi stretto il tecnico abruzzese.

4) La Data

La mail inviata da Ed Lippie è datata Dicembre 2018. La Roma in quel mese è sesta in classifica, a due punti dalla zona Champions, in attesa degli ottavi di finale di Champions contro il Porto e ancora in Coppa Italia. Impegnata quindi su tutti e tre i fronti, non si capisce perché il malcontento dei senatori sotto accusa.

5) De Rossi dirigente

Se la Roma fosse stata veramente a conoscenza di una congiura di tale portata, non avrebbe mai offerto a De Rossi il contratto da dirigente con ruoli operativi secondo quanto affermato dal nuovo CEO Guido Fienga in conferenza stampa, definendo De Rossi “Pronto da subito” e un valore aggiunto al suo fianco. Dalla serie se uno ti fa i danni da operaio tu lo fai dirigente?

6) Il contratto a gettone

Negli audio whatsapp trapelati in cui Daniele De Rossi racconta ad un conoscente la vicenda sul suo rinnovo, si parla di questo contratto a gettone che ad un certo punto, dopo l’annuncio dell’addio, sarebbe stato proposto al capitano giallorosso. Anche qui come sopra, se De Rossi rema contro che fai lo tieni ancora dentro lo spogliatoio?

7) Tempi sospetti

Questo articolo esce una settimana dopo l’ultima partita di De Rossi alla Roma, a stagione finita, con il ragazzo in Giappone con la famiglia ed essendo un tesserato dalla Roma senza diritto di replica fino alla scadenza del suo contratto il 30 giugno.

8) Giornalista

Se pensi a Repubblica e alla Roma pensi a Matteo Pinci, da sempre informatissimo e puntuale sulle vicende giallorosse. Stavolta l’articolo è firmato Carlo Bonini, difese Franco Baldini nel 2012 dalle accuse di Massoneria, e Marco Mensurati, che scoprì la polveriera all’interno dello spogliatoio dell’Inter sulla questione Icardi andando a favore della società come stavolta d’altrocanto.

9) Hero & Zero

Il mondo dell’informazione attuale ha sempre bisogno dell’eroe o del mostro da sbattere in copertina. A Roma l’hero è e sarà per sempre Totti allora vien da se che lo Zero debba essere qualcun altro, in questo caso Daniele De Rossi.

10) I senatori

Gli estensori dell’articolo sanno bene che i tre senatori coinvolti insieme a De Rossi, già andato via, in questa faccenda molto probabilmente lasceranno Roma nella prossima sessione di mercato. Ecco allora che il lettore potrebbe pensare che il loro allontanamento possa dipendere proprio da questa congiura, conferendo maggiore credibilità all’articolo. In realtà Kolarov potrebbe tornare in patria per via dell’età, Manolas ha una clausola rescissoria di 38 mln e Dzeko, a cui hanno proposto il rinnovo, ha gentilmente declinato decidendo lui di cambiare aria.

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Nato a Roma nel 1990, anno delle notti magiche. Ex giocatore di basket, nonostante gli studi in legge, dopo una lunga parentesi personale negli States, decide di seguire la sua passione per lo sport e per il giornalismo.
Giornalista iscritto all'albo, da quattro anni vice caporedattore di GiocoPulito.it, speaker radiofonico a Tele Radio Stereo e co-conduttore a TeleRoma 56.

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